
Ricamificio Levi Srl
f.visentin@ricamificiolevi.it


Ricamificio Levi Srl
f.visentin@ricamificiolevi.it
Ricami leggeri. Anzi no, leggerissimi: una pezza di un metro e quaranta di altezza, la misura standard che si usa come riferimento nel settore, ha un peso di 100 grammi al metro. Un ricamo “vecchia scuola” arriva a 400 grammi e più.
DA CATE BLANCHETT A MICHELLE OBAMA: LA LEGGEREZZA VESTE LE STAR
Come colibrì vestiti di sensualità, questi tessuti couture e fashion dedicati all’abbigliamento femminile d’alta classe, sembrano quasi carta di riso giapponese. E’ questo che ha conquistato i grandi brand della moda: gli stessi che negli anni hanno vestito Cate Blanchett, Michelle Obama, la sorella di Lady Gaga. Esaltare la bellezza è un must. Lo è al Ricamificio Levi Srl dove il lusso ha trovato un nuovo senso in questo ricamo charmant e inimitabile.
IL RICAMIFICIO LEVI SI E’ MANGIATO LA GRANDE MELA
Due sedi, una a Cairate e l’altra a Cassano Magnago, per un totale di 23 dipendenti; una storia lunga quasi cinquant’anni, copertine sul New York Weddings, un’agente che una volta al mese - e ci resta per un’intera settimana - vola nella Grande Mela (dove l’azienda ha un ufficio tutto suo), due brevetti europei e uno americano e la consacrazione, avvenuta nel 2013, con una sfilata di moda con 27 abiti, su 52, realizzati con il tessuto inventato da Fabio, cinquantaduenne entrato in azienda subito dopo il diploma in Ragioneria. Nata a Cardano nel 1977, per mano di Claudio Visentin e di Gianna Alloni, l’azienda si dedica prima ai tendaggi e poi all’abbigliamento. Nel 1990, con l’entrata dei figli, il cambiamento lento e inesorabile prende forma e il riconoscimento sui mercati internazionali non tarda ad arrivare. Negli anni Duemila, poi, i prodotti di un tempo vanno a comporre quell’archivio storico, arricchito da una raccolta di ricami di fine Ottocento consultati anche dagli stilisti, che Fabio Visentin conserva con la stessa cura di chi si dedica a incunaboli e cinquecentine. Ancora Visentin: «Sulla piazza di New York ci lavoriamo ormai da undici anni ed è una realtà completamente diversa da quella italiana: lì quello che piace lo vendi a cento e più persone e, soprattutto, i pagamenti arrivano in anticipo. Cosa convince? L’originalità del prodotto e il servizio personalizzato al cliente: i disegni vengono creati in linea con ciò che desidera. A fare la differenza è, però, l’artigianalità: prima si crea con la testa e con il cuore, poi con la macchina. Facciamo articoli unici che sfuggono all’industrializzazione. Alla serie».
NERO E’ PROVOCANTE, COLOR NUDO E ‘ MALIZIOSO
A cambiare le sorti del Ricamificio Levi Srl è proprio quel ricamo che «nasce per sostituire i pizzi tradizionali, soprattutto quelli di marca francese – dice Fabio Visentin – e per permettere alle firme della Moda di portare in vetrina un prodotto di qualità con un prezzo abbordabile che, però, fa la differenza. E così ci siamo reinventati con un prodotto versatile che permette agli stilisti di disegnare le forme più diverse avendo a disposizione una cartella colori illimitata. In più con minimi di produzione molto bassi: cinque metri per ogni colore». Ed è proprio quel primo brevetto ad aver convinto i titolari a dedicarsi con maggiore assiduità ai mercati esteri riconvertendo la rete commerciale: «Spagna, Belgio, Olanda, Inghilterra. Ma anche Cina e Giappone». Fabio Visentin si muove nello showroom dell’azienda con la stessa calma che si richiede alla lavorazione dei suoi ricami: «Un metro di tessuto può restare sul telaio fino a sette ore, ma ci sono pezze che sono così complesse da richiederne anche diciotto». Perché il ricamo non è un semplice ricamo: con i suoi giochi di pieni e vuoti, alcuni lo hanno definito “languidamente seicentesco: nero è provocante, color nudo è malizioso».
IL FUTURO? HA LO SGUARDO DI GIORGIA E RICCARDO. MA NON BASTA
In tutto e per tutto diverso - dalla maestria nella tessitura al cotone - il mix di fibre che lo compone è un segreto, ma il co-titolare ci svela almeno due componenti che fanno la differenza: da un lato il nylon e dall’altro la seta, che danno consistenza al riflesso della luce e dei colori. Malleabile, adatto tanto agli impegni quotidiani quanto a quelli mondani, questo ricamo è un salto nel passato ma, nello stesso tempo, dà spessore al know how tecnologico che contiene. Il futuro? Ha lo sguardo giovane e curioso dei figli di Fabio: Giorgia ha ventisei anni e sta prendendo confidenza con tutti gli aspetti commerciali dell’azienda, mentre Riccardo è un ventenne appassionato di telai che si giostra in azienda con una contagiosa voglia di fare. E’ inevitabile che il discorso, a questo punto, cada proprio sulle nuove generazioni e su un problema che, da anni, accomuna tutte le imprese in modo trasversale: la domanda continua di figure professionali non corrisponde ad un’offerta adeguata. Anzi, a volte si assiste alla totale mancanza di candidati.
L’OCCUPAZIONE E LA RESPONSABILITA’ SOCIALE
Su questo fronte, Fabio Visentin legge con freddezza ciò che sta accadendo: «Purtroppo, non esistono scuole professionali specifiche per il settore del ricamo. Dove a mancare non è il lavoro ma il personale. Al Ricamificio Levi lavoriamo su tre turni, ma mi auguro che non sia questo a scoraggiare i giovani. Quali sono le figure che cerchiamo? Operatori sulle macchine da ricamo e passapezze, cioè coloro che hanno il compito di individuare, controllare e riparare gli eventuali difetti nelle pezze finite. Saper usare una macchina da cucire è fondamentale. Le porte della nostra azienda sono aperte perché crediamo, da sempre, nella responsabilità sociale che fa parte del Dna delle piccole imprese».