Grinding Technologies: l’infinitamente piccolo che fa bene all’ambiente

Grinding Technologies: l’infinitamente piccolo che fa bene all’ambiente

Grinding Technologies and Systems Srl

gts@gtsgrinding.eu

Sarà capitato anche a voi: il tappo si svita, il profumo è inconfondibile, la nuvoletta bianca si spande. E’ la polvere finissima, quasi impalpabile, del borotalco.

LA MICRONIZZAZIONE CHE AIUTA L’AMBIENTE
In provincia di Varese, a Besozzo, la Grinding Technologies and Systems (d’ora in poi Gts Srl) lavora dal 1994 su misure ancora più piccole: dai venti ai quaranta micron. Non di più. Non si tratta di semplice macinazione, ma di micronizzazione. Per la chimica di base, l’agrochimica (sali per i fertilizzanti), la lavorazione dei pigmenti, pietre per pitture murali (calcare e dolomite), delle cariche e nel settore ecologico. E’ proprio quest’ultimo ad occupare un posto importante nel core business dell’azienda, perché il bicarbonato di sodio micronizzato viene utilizzato per la depurazione delle emissioni gassose dei termovalorizzatori, dei forni per la ceramica e il vetro, di alcuni processi delle attività siderurgiche.

«Trent’anni fa abbiamo installato la nostra prima macchina in Portogallo, e funziona ancora – racconta Ernesto Tega, amministratore e presidente del Cda dell’azienda -. Poi, abbiamo clienti a Hong Kong, Brasile, Finlandia, Sudafrica. Una storica società finlandese che lavora nel mondo della carta brucia gli scarti del legname e li trasforma in polpa di cellulosa: quando brucia, emette inquinanti gassosi acidi». Abbattere gli ossidi di azoto e le diossine, e diminuire le piogge acide, rientra nei buoni auspici della sostenibilità ambientale. Ed è un obiettivo che si può ottenere anche grazie ai mulini selettori, micronizzatori e microselettori della Gts Srl, adatti alle più disparate lavorazioni: per esempio, la macinazione del pop-corn, utilizzato nel latte in polvere per l’allevamento dei vitelli, e del cardamomo. La tecnologia segue i mercati.

PERCHE’ ABBIAMO INVESTITO SU ASSEMBLAGGIO E CONTROLLO
Ernesto Tega, che ha fondato la Gts Srl con il fratello Walter, direttore tecnico che si occupa anche dell’evoluzione dei modelli, ha settantasei anni e discende da una famiglia dove la macinazione ha letteralmente cambiato il mondo: il bisnonno Egidio era mugnaio, nonno Ernesto ha iniziato a macinare pietre di calcare e papà Eugenio ne ha seguito l’esempio. A cambiare radicalmente strategia produttiva, e business d’impresa, sono stati i due fratelli: «Da tradizione familiare conoscevamo nei dettagli il funzionamento dei mulini, così in quel 1994 abbiamo deciso di specializzarci nella progettazione, nell’assemblaggio e controllo di macchine che possono micronizzare da quaranta a quattromila chili/ora di materiale e di venderle sul mercato internazionale. Perché non produrle? Perché l’investimento strumentale sarebbe stato esagerato, e lo sarebbe ancora oggi di fronte ad un mercato che oscilla frettolosamente».


QUANDO LE NORME INCIDONO SUL BUSINESS
Con i suoi dodici dipendenti e duemila metri quadrati distribuiti tra assemblaggi e collaudi, ricambistica e componenti, ufficio tecnico e amministrazione, la Gts Srl (con sedi prima a Gemonio e poi a Gavirate) è uno dei 4 leader mondiali del settore. Ma c’è un ma: «Il nostro è un lavoro particolare, ed è per questo che dopo anni straordinari, negli ultimi due abbiamo registrato un fatturato negativo. Dipendere direttamente dalle direttive europee in termini ambientali, e dai tempi entro i quali le recepisce l’Italia, ci porta ad accumulare risorse economiche per affrontare il passivo. Ci muoviamo in un settore governato dall’insicurezza e dall’indeterminazione: da un lato le nuove norme, e dall’altro l’incertezza della loro entrata in vigore. Senza regolarità non si può pianificare». Inoltre, «da anni le multinazionali hanno fagocitato il mercato acquisendo tantissime piccole imprese, fanno dumping e impongono la guerra dei prezzi. Ma sul lungo termine, la qualità fa sempre la differenza». Per questo la Gts Srl “fa cassetta”: «Siamo capitalizzati, ed è da dodici anni che non chiediamo un finanziamento ad una banca».

LA FILIERA CORTA FA DA CUSCINETTO ALLA CONCORRENZA
Capitalizzare è un verbo che quest’azienda lega anche alle collaborazioni, ai progetti, alle lavorazioni, ai trasporti perché, sottolinea Ernesto Tega, «la maggior parte delle imprese con le quali collaboriamo, molte all’altro capo di Besozzo, le possiamo raggiungere in auto. I pochi chilometri che ci separano dai nostri fornitori danno a tutti la possibilità di partecipare fisicamente alle fasi di realizzazione e assemblaggio. Per esempio, per le vernciature speciali dei macchinari ci rivolgiamo ad un'azienda di Sesto Calende, mentre motori, silos e feltri arrivano dall’Emilia Romagna». Capitalizzare, inoltre, significa dare solidità all’azienda e avere le giuste risorse per poter contrastare la concorrenza. Ancora Tega: «Il nostro maggiore competitor è in Toscana, ma il confronto non ci spaventa. Anzi, per noi è uno stimolo al miglioramento continuo perché ci porta ad affrontare e risolvere nuovi problemi e a trovare componenti migliori».

TERZA GENERAZIONE IN AZIENDA: LE IDEE CHE PORTANO LONTANO
A “capitalizzare” l’azienda, perché le idee sono risorse preziose quando si trasformano in progetti, sono anche i figli. Ancora Ernesto Tega: «Matthias si occupa di analisi dei costi e amministrazione, Matteo segue l’aspetto tecnico, l’innovazione e la messa in funzione degli impianti presso i clienti, mentre Simone si divide tra analisi dei costi e preventivi. Il nostro mercato è radicalmente cambiato da quando abbiamo abbandonato la micronizzazione di pigmenti e cariche minerali con macchinari acquistati sul mercato per dedicarci alla progettazione, assemblaggio e controllo dei nostri macchinari: qui, il ruolo delle nuove generazioni fa la differenza perché sanno scovare componentisti nuovi che possono risolvere problemi nuovi».
Simone, inoltre, è affiancato da Massimo sul fronte dell’export: «Se vai in Francia parli francese, e su questo non abbiamo mai avuto difficoltà così come con lo spagnolo ed il portoghese, ma se vai in Germania devi parlare tedesco e la figura di Massimo diventa centrale. Però, qui in azienda tutti i giovani hanno una buona conoscenza della lingua inglese. Cosa che a noi della vecchia generazione risulta difficile».
Nel team della Gts, da quando l’azienda ha mosso i primi passi, c’è anche Maurizio. Che gestisce il servizio post-vendita e garantisce la fornitura dei ricambi in tempi record: «Molto apprezzato dai clienti, ovunque essi siano: Canada, Cina, Finlandia o Sudafrica».
Una vera e propria squadra che, attraverso la «capacità di ascoltare e soddisfare le richieste di una clientela tanto eterogenea, è parte integrante del capitale della Gts Srl».

Piccolo, sempre più piccolo