La Pmi capo-filiera che investe su acquisizioni e dati

La Pmi capo-filiera che investe su acquisizioni e dati

Lamec Srl

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Davide Varia, trentadue anni, ha l’orologio alla mano: è giovane e dinamico, l’agenda è fitta, il volo per l’India – dove incontrerà i vertici Nokia – è già prenotato. Alla Lamec Srl, dove ci lavora da quindici, Il suo “passo”, dettato dalla frenesia della nostra epoca, è lo stesso che in questi ultimi anni ha tenuto la Lamec Srl, azienda leader nel settore della pressofusione in alluminio e zama fondata nel 1980 da nonno Alfonso Pacifico.

I suoi particolari incrociano le esigenze tanto dell’illuminazione, del lighting industriale e del design - per icone come Artemide, Flos, BTicino - quanto del settore medicale, del tessile, dell’aereonautico, della ventilazione e dell’alimentare. Seimila metri quadrati di pura forza produttiva, con lo zio Ettore Pacifico nel ruolo di Ceo, e un’idea imprenditoriale che si condensa in una riflessione: «In un futuro non troppo lontano, il mercato sarà sempre più diviso tra grandi imprese, che cresceranno ancora, e piccole. Non più di cinque dipendenti», dice Davide Varia.
 

Lamec Srl

COME DISARMARE LA CONCORRENZA: ACQUISIZIONI E FILIERA CORTA
La filiera corta, per la Lamec Srl, è anche un fatto di dimensioni. Non a caso, il giovane imprenditore mette l’accento sulle piccole imprese, «nostro punto di riferimento sul territorio per la fornitura di alcuni particolari: il nostro ruolo è quello di capo-filiera. Su altri, invece, i fornitori esteri sono più competitivi».
Di fronte ad una performance produttiva sempre più alta, si impone il contrasto alla concorrenza: «Nel 2022 abbiamo acquisito la fonderia Bromopress Srl con sede a Besnate e, due anni dopo, un nostro diretto concorrente: le Fonderie Cremasco di Luisago, in provincia di Como. In ultimo, si è aperto uno stabilimento in Romania: oggi, il Gruppo conta centotrenta collaboratori. Però, abbiamo mantenuto anche una piccola fonderia al nostro interno: grazie al nostro impegno sui mercati internazionali, il lavoro sta crescendo». Perché questa “campagna acquisti”? Perché «sono gli stessi clienti a chiederci di produrre internamente la maggior parte dei pezzi per ridurre le probabilità di errore e per agevolare quel controllo qualità che già si fa qui alla Lamec», prosegue il Plan Manager.

DA NORIMBERGA, LA SPINTA ALL’EXPORT
Il punto di svolta, per l’azienda di Bolladello di Cairate, è arrivato nel 2026 con la partecipazione all’Euroguss di Norimberga: «Le Fiere mettono il turbo alle imprese – continua il Plan Manager – e quella tedesca è un appuntamento di richiamo mondiale al quale non può mancare chi lavora nella pressofusione».
Con un fatturato estero che oggi oscilla tra il 25% e il 30%, la collaborazione con multinazionali che hanno sedi in tutto il mondo e una commerciale di madrelingua tedesca, la Lamec Srl ha deciso di spingere con maggiore determinazione sui mercati. Il risultato? In questi ultimi quattro anni, il fatturato è raddoppiato nonostante i costi delle commodities energetiche e delle materie prime.

L’ALTALENA DI COMMODITIES E MATERIE PRIME
La “bolla” dei prezzi di gas ed energia continua a mettere a dura prova le imprese, e a riportare l’attenzione sul tema è proprio Davide Varia:

Lamec Srl

«Abbiamo trovato una certa stabilità solo quando siamo riusciti a bloccare i prezzi con contratti mirati. Inevitabile ribaltare i rincari sui clienti, perché le nostre tre sedi in Italia pagano bollette da 150mila – 200mila euro al mese. Fossi in Germania, o in Francia, pagherei l’energia il 15% in meno».Stesso discorso per l’alluminio: nell’ultimo anno il rincaro della materia prima, che la Lamec Srl acquista a Brescia, polo d’eccellenza, è stato del 35%: «Ogni mese, ne acquistiamo 200mila Kg».

Lamec Srl

LA STRATEGIA PARTE PRIMA: EFFICIENZA E COLLABORAZIONE
Secondo la miglior tradizione del contoterzismo, anche quest’azienda non propone un listino prodotti. Eppure, i particolari non nascono dalla semplice realizzazione su disegno dei clienti: «Efficienza, collaborazione, analisi dei dati e dedizione al lavoro (con perseveranza e costanza) sono i quattro pilastri sui quali si basa una strategia che si collega direttamente al parco macchine e alla nostra esperienza».
Grazie a questa coalizione di saperi, «i prodotti sono il risultato di una stretta relazione – feedback, idee e opinioni - tra i committenti e il nostro reparto tecnico per poter proporre, in anticipo sui concorrenti, nuove soluzioni. Ma per farlo dobbiamo investire sulla struttura commerciale e insistere ancora di più sulla qualità garantita dal Made in Europe». Per sbaragliare i competitor turchi, indiani e serbi.
Ancora Davide Varia: «Basso costo della manodopera uguale a concorrenza sleale, però la qualità è il vero ago della bilancia: negli anni passati, alcuni clienti avevano preferito le imprese cinesi a quelle italiane. Ora, stanno riscoprendo l’Italia».

LA STRATEGIA PARTE SECONDA: MANAGER IN AZIENDA E ANALISI DEI DATI
Davide Varia lo definisce «tutor», ma sa che la definizione va oltre.
Fabio Marchi, ingegnere, ha lavorato per di più di vent’anni come direttore di fonderia ed è considerato un’eccellenza nel mondo della pressofusione: «I dati dell’azienda sono tutti nelle sue mani perché le aziende, oggi, sono fatte anche e soprattutto di questo, e con le elaborazioni sottomano si cambia in positivo». Quindi, dati dallo Sviluppo, dalla produzione (tutti i macchinari sono di ultima generazione, e dal 2011 ad oggi l’incremento della produttività è stato del 40%), dall’amministrazione e dati finanziari.
Un controllo ad ampio spettro: «I dati sulle finanze dell’impresa mi dicono quanto mi sto esponendo, fino a che punto posso arrivare e cosa posso fare per migliorare. Il controllo in produzione è per tenere sott’occhio la marginalità e generare risorse economiche, mentre quello sulla logistica mi permette di avere una visione, e un’operatività, a livello globale. In questa logica rientrano anche le certificazioni 9001 e 14001: il nostro obiettivo, entro il 2030, è di ridurre del 20% le emissioni di CO2 rispetto alle emissioni del 2022».