La Setecs Engineering e l’effetto domino dell’innovazione

La Setecs Engineering e l’effetto domino dell’innovazione

Setecs Engineering Srl

All’età di quindici anni, un lavoro da magazziniere. Poi, le prime esperienze da commerciale in un’azienda di estrusione tubi e tondo pieni in Pvc, l’apertura della Partita Iva, il ruolo di agente plurimandatario per alcune imprese e, nel 2002, la scelta: con un imprenditore attivo nella fresatura dei polimeri avanzati, socio di maggioranza, fonda la Setecs Engineering. Il capitale iniziale? «Dalla vendita della mia automobile». Dopo quindici anni, diventa titolare unico.

La storia di Simone Pasqualotto, che con il suo staff ama definirsi “plastic solver” - ai clienti non dà semplicemente ciò che chiedono, ma offre la soluzione definitiva per soddisfare i loro bisogni - è tutta un crescendo. Dinamico.
Il suo motto si lega direttamente al rischio di impresa: «Non stare mai fermo».
Il movimento tradotto in una parola: innovazione.

Con il titolare, che nel mese di giugno 2026 ha installato un nuovo macchinario «pronto a fare la differenza in produzione», parliamo proprio di questo: di quanto le nuove tecnologie siano il mezzo, e non il fine, nel processo di maturazione di un’azienda.

COMPETITIVI E AUTONOMI: COSI’ SI VINCE LA SATURAZIONE DEL MERCATO
Simone Pasqualotto ha scelto cinque anni fa. E il cambio di passo è stato decisivo: «L'innovazione non si risolve nell'acquisto di una nuova macchina e, tanto meno, deve essere un concetto alla moda – dice il giovane -. Qui alla Setecs Engineering si investe principalmente per tre motivi: portare al proprio interno lavorazioni che, fino a ieri, si affidavano alle piccole imprese del territorio (che spesso, però, non erano in grado di garantire fattibilità e qualità adeguata ai nostri clienti); aumentare la competitività; affrontare in modo concreto la saturazione del mercato. Purtroppo, ci sono troppe aziende concentrate sulle stesse lavorazioni e troppe sono quelle di piccole o piccolissime dimensioni».

L’INNOVAZIONE E L’EFFETTO DOMINO TRA AZIONE E REAZIONE
Per il titolare dell’impresa di Castano Primo, specializzata nella tornitura e fresatura di polimeri e tecnopolimeri ad alte prestazioni (Pom, Peek, Ptfe, Nylon, Pet, Pvc e Vulkolan) per l’automazione industriale, il petrolchimico, l’aerospaziale, l’automotive, la nautica e il biotech, la parola innovazione è un concetto elastico.
Un domino che trascina la strategia aziendale in una logica di azione e reazione: «Considero l’innovazione un sinonimo di investimento ad ampio raggio: quando acquisto una nuova macchina investo in nuove competenze, in nuove prestazioni tecnologiche, nelle nuove prospettive del problem-solving (aumentare il nostro Know how consulenziale e manageriale significa una maggiore customizzazione dei prodotti) e nella digitalizzazione. In sintesi, penso all’innovazione come ad un processo collaborativo che è direttamente collegato alla crescita dei miei dipendenti. Dunque, dell’azienda». Un percorso nel quale è centrale la figura di Davide Costalunga, operation manager di trentadue anni, perché «dà una maggiore struttura all’azienda e offre punti di riferimento saldi al nostro interno», sottolinea Pasqualotto.


QUANDO LA PRODUZIONE FA RIMA CON SOLUZIONE
E’ questo il vero snodo delle riflessioni del titolare: l’investimento iniziale in macchine è solo la punta dell’iceberg della Setecs Engineering. Quella promessa che Simone Pasqualiotto ha fatto a sé stesso, «non stare mai fermo», è la leva che ha trasformato una piccola officina in partner tecnologico dei clienti. Grazie ad una sempre maggiore conoscenza dei materiali, alla sperimentazione sulle prestazioni, alla formazione dei giovani e alla capacità di dare risposte calibrate e puntuali. Per il titolare, il vero valore non sta solo nella nuova macchina e in ciò che può fare, ma anche e soprattutto nelle soluzioni che può dare.

IL NUOVO CENTRO DI LAVORO: L’INNOVAZIONE CHIEDE COMPETENZE
Proprio come il nuovo centro di lavoro realizzato da un’azienda di Bergamo, acquistato dalla Setecs Engineering nel 2026, e dotato di un banco di due metri per quattro: «Una macchina speciale che è in grado di produrre componenti particolari anche per Space X, Boeing e Airbus. Questa “Ferrari della meccanica” potenzierà il parco macchine già in azienda». Chi la farà funzionare? «Un nostro collaboratore interno, ma solo dopo aver studiato: questa macchina, rispetto a quelle già operative, ha logiche di programmazione estremamente più performanti rispetto ad altre. E’ questa la prima delle tante connessioni possibili: investire in tecnologia significa investire in competenze, in tempo, in formazione». Innovare è una scelta obbligata, ma costa.

QUALITA’ E VELOCITA’ VS COSTI
Simone Pasqualotto afferma che «in due anni, o poco meno, un dipendente è in grado di gestire due centri di lavoro in modo autonomo», ma in questa forbice temporale l’imprenditore deve sostenere un sommarsi di costi: quelli per l’acquisto del nuovo macchinario, per i corsi di riqualificazione del personale, per le ore/uomo a bordo macchina, per i materiali utilizzati per le prove e gli eventuali scarti. E’ per questo che il titolare aggiunge un'altra tessera al domino: «L’innovazione non serve solo a produrre nuovi componenti, ma a farli meglio e più velocemente. In linea con i tempi del mercato e dei clienti». Che sono il vero traino dell’innovazione.

LA FILIERA CORTA: ECCO PERCHE’ SCOMMETTERE SULLE ALLEANZE TRA IMPRESE
In realtà, a sollecitare gli investimenti nelle nuove tecnologie è anche la filiera corta. Ma declinata «secondo le logiche di un polo d’eccellenza fatto di aggregazioni e non di acquisizioni. Alla Setecs Engineering non manca il lavoro – continua il titolare – e nel prossimo futuro lavoreremo per raddoppiare il nostro fatturato. E’ proprio per questo che vorrei puntare su alleanze tra imprese diverse per condividere competenze e saperi: l’innovazione presente in ciascuna azienda viene moltiplicata all’interno della filiera e può facilitare il confronto con i clienti più grossi. Quelli che difficilmente potrei raggiungere da solo».
In attesa di una possibile intesa, la Setecs scommette sul territorio: «I nostri clienti più lontani si trovano nel perimetro del Nord Italia, mentre l’80% dei nostri fornitori si muove in un raggio di trenta chilometri dalla nostra sede. Il vantaggio? La velocità e l’affidabilità: nel momento in cui si dà il via libera all’ordine delle materie prime, l’azienda deve essere reattiva».

GIOVANI IN AZIENDA: COME AIUTARLI A CONOSCERE IL LORO VALORE
Un percorso di crescita che chiede menti e mani giovani. A sostenerlo è lo stesso Pasqualotto, che aggiunge: «Per raggiungere i miei obiettivi dovrei assumere ancora, ma abbinare domanda e offerta di lavoro è sempre più complesso. Eppure, la Setecs Engineering da sempre si impegna a formare internamente le nuove leve perché sa quanto è importante, per un’impresa, entrare in relazione con loro per aiutarle a percepire, in modo pratico, il valore aggiunto che possono portare in azienda. Ma c’è un altro motivo: chi proviene dal settore della meccanica, ed è abituato a lavorare su acciai e metalli, nella plastica rischia di fare danni ed è per questo che la ricerca di persone idonee si complica ulteriormente».

LA PROVOCAZIONE CHE NASCE DA UN SOGNO
Non è facile farsi capire dalle nuove generazioni, ma il titolare della Setecs Engineering ci prova: «So di usare una frase molto forte, ma è quella che descrive meglio il mio sogno: vorrei portare in azienda giovani capaci di vivere un rapporto naturale con le macchine. Figli nati da un atto d’amore tra un tornio ed una fresa. Anche autodidatti, ma che abbiano voglia di mettersi in gioco e fare tesoro dell’esperienza degli altri e di quelle che potranno fare qui da noi».

LA DOMANDA CHE APRE LE PORTE DELLA SETECS ENGINEERING
A questo punto, cosa chiede il titolare ad un giovane? «Di essere umile e paziente. Ma se nel giro di due anni raggiunge i risultati concordati, può arrivare anche a ricoprire un ruolo manageriale: lo dimostra il nostro operation manager Davide Costalunga. Poi, deve rispondere a questa domanda: quanto sei disposto, o disposta, a sacrificare del tuo presente per avere di più domani?». Nel frattempo, alla Setecs sono stati inseriti due ventenni: uno in produzione ed uno in ufficio. Sei mesi di stage e poi contratto di apprendistato. E quelle garanzie che rientrano nella normalità della vita da imprenditore: il Patto di stabilità per i junior (l’azienda si impegna a farli crescere, ma una volta formati non devono andarsene) e il Patto di non concorrenza per i senior.

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