Saronno in pista: all’AutoGiro d’Italia c’è la mitica Alfa Romeo Montréal di Nando Reali

Saronno in pista: all’AutoGiro d’Italia c’è la mitica Alfa Romeo Montréal di Nando Reali

Bbr Models

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Il percorso è di quelli che fanno sobbalzare il cuore, lo spingono ai massimi giri, fanno oscillare la testa come se fosse un pendolo, da un finestrino all’altro, perché borghi così non se ne vedono se non in Italia. E gli stessi “piloti”, perché è giusto definirli in tal modo, li scoprono, se li segnano sulla mappa e ci ritornano.

DA SARONNO CON AMORE: 1.600 CHILOMETRI DI PURA ADRENALINA
E’ successo anche a Nando Reali, co-titolare della Bbr Models di Saronno che, in questo 2021 prenderà parte all’AutoGiro Automobilistico d’Italia che vede in Confartigianato Imprese lo sponsor principale. In passerella dal 10 al 16 ottobre 2021, ad attraversare Marche, Umbria, Repubblica di San Marino e Toscana – da Pitigliano, Spello, Assisi, Gubbio, Spoleto ad Ascoli Piceno (in totale più di 1.600 chilometri) – ci saranno alcuni fra i modelli più belli, rari e affascinanti della storia delle quattro ruote.
 


UNA GARA CHE LASCIA IL SEGNO. ANCHE SUGLI UOMINI
Bijoux di tecnologie d’altri tempi, queste auto d’epoca, che rombano come un tuono, si lanciano sui rettilinei a velocità impensabili, rilasciano odori dimenticati: quel sentore di olio bruciacchiato che fa pizzicare le narici ma ti fa entrare in un tempo di vecchie glorie. Come lo erano Giovanni Agnelli, Emanuele Bricherasio, Vincenzo Lancia. E poi Mario Umberto Borzacchini, Tazio Nuvolari, Campari, Varzi, Taruffi, Fangio. L’AutoGiro d’Italia – Historical Challenge è un’esperienza che lascia il segno. Sulle macchine e sugli uomini.

L’ALFA ROMEO MONTREAL: SOGNO E ASPIRAZIONE DELL’UOMO
Lo sa bene Nando Reali, che ci tiene a farci ascoltare il “canto” della sua Alfa Romeo Montréal classe 1973 targata VA, acquistata cinque anni fa e con due adesivi poste sulle fiancate che lo rendono particolarmente orgoglioso: “Confartigianato Imprese – Delegazione di Saronno in pista dal 1945”. Un simbolo, questa macchina, portato all’Esposizione Universale di Montréal come “massima aspirazione raggiungibile dall'uomo in fatto di automobili”: autotelaio studiato da Orazio Satta Puliga e Giuseppe Busso; carrozzeria e interni affidati alla Bertone. Prototipo con propulsore quadricilindrico in linea della Giulia e il due litri V8 della Tipo 33: una scheggia dal design aggressivo ma raffinato.

NANDO E LA MOGLIE BARBARA: SI VA PER VINCERE?
L’imprenditore, che proprio nel 1993 aveva realizzato un modellino in metallo (questo il core business della Bbr Models) della Montréal, aggiunge che “non si può apprezzare la bellezza e la meccanica di queste automobili se non provi a guidarle o a salirci anche solo come passeggero”. Oppure anche nel ruolo di navigatore. Quello che durante l’AutoGiro, una vera e propria Prova di Regolarità, spetterà a Barbara, moglie di Nando: “Pronta per forza – dice – perché le auto d’epoca non mi fanno impazzire. Però, so che è la passione di mio marito, l’affiatamento c’è, durante la gara non mancano le battutine. E poi, certo, si gioca sullo spirito competitivo: ogni tre minuti devi sterzare, bisogna prestare attenzione alla tabella di marcia e al percorso”. Si va per vincere? Nando non ha dubbi: “Ci si prova: qualche coppetta, in questi ultimi anni, me la sono guadagnata anch’io”. Barbara, invece, sta dalla parte di Pierre de Coubertin: “L’importante non è vincere ma partecipare”.

MUSEI AMBULANTI CHE CONSERVANO IDEE E INVENZIONI
Perché queste “automobili che procurano emozioni e hanno un’anima, al contrario di quelle moderne che considero solo mezzi di trasporto”, sottolinea Reali, richiedono sforzo muscolare: sono “vecchiette” che, prima o poi, saranno considerate “musei ambulanti”. Importanti, per l’uomo, per “la conservazione storica di idee, tecnologie e invenzioni che potrebbero andare perse”.
 

Qui il percorso dell'AutoGiro Automobilistico d’Italia

Nando Reali e la mitica Alfa Romeo Montréal