Sem Motobike: una storia d'amore per la velocità green sulle due ruote

 Sem Motobike: una storia d'amore per la velocità green sulle due ruote

Sem Mechanical Prototypes

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Un bambino lo ha fatto almeno una volta in vita sua: a cavalcioni sulla bicicletta, afferra la manopola del manubrio, finge di accelerare e spinge sui pedali fino a quando il vento non gli regala l’emozione, seppur immaginaria, di essere sulla moto dei suoi sogni. E vola.

 
LA MOTO BIKE CHE SI ARRAMPICA OVUNQUE
Alla Sem di Mesenzana, Giorgio Semolini e sua moglie Loredana hanno dato forma e sostanza ad un desiderio che tutti noi ci portiamo dentro: una bicicletta che è anche una moto. Per l’esattezza, una motobike battezzata Venom. Mezzo non omologato e da usare esclusivamente su suolo privato. Capace di tenere insieme la e-bike con una moto da enduro, questa due ruote “ha un motore da 4mila watt, può raggiungere una velocità di 60 chilometri all’ora, ha un peso di trenta chilogrammi e una batteria al litio da 910 wh per arrivare anche sulle Dolomiti (se fosse permesso) e arrampicarsi ovunque”, racconta il giovane imprenditore. Che di motori se ne intende: un passato da crossista con il fratello Mauro (insieme hanno realizzato un silenziatore con brand Sem per le moto da cross) e un padre, Giuseppe, che nel 1955 apre una bottega per riparare e vendere biciclette e poi, nel 1962, si butta nella tranciatura per telai moto per l’Aermacchi. Grazie alla complicità della moglie Rosanna.

LA DUE RUOTE CHE HA SALVATO LA SEM. MA IN ITALIA CHI LA COMPRA?
L’esperienza accumulata alla Sem ha un valore: negli anni lavora per Husqvarna, per la giapponese Yanmar (che produce motori diesel), per Swm e Ancillotti. Ma con l’arrivo della crisi, nel 2012, i collaboratori in azienda passano da 20 a 5. Giorgio Semolini resta solo, ma non si arrende: il laboratorio di Ricerca e Sviluppo si ingegna per passare dalla produzione alla prototipazione a favore di imprese che progettano moto e, tra gli altri, per la Lamborghini (ricambi originali per le auto d’epoca). E dopo un’attenta ricerca di mercato, si lancia con tutte le competenze che ha in pancia in quella che è una vera nicchia ma anche un’occasione di ripresa: la motobike. Ma la domanda che picchia in testa, come un pistone, è sempre la stessa: in Italia chi la comprerebbe? Gli appassionati, e poi?


L’ORGOGLIO 100% MADE IN ITALY CHE PIACE ALL’AUSTRALIA
Le motobike si vendono: “Poco in provincia di Varese, anche se sul territorio non abbiamo ancora lanciato una vera campagna marketing – dice la coppia - ma con risultati incoraggianti nel resto d’Italia: il centro Italia è una buona piazza. Poi, si esporta in Australia ed ora si sta pensando al Belgio, Germania, Francia e Spagna”. Orgoglio tutto italiano per un prodotto cento per cento Made in Italy; “I progetti di motore e batteria nascono qui alla Sem e così anche la ciclistica e le geometrie della moto bike. Il telaio è in alluminio e presenta un design originale che richiama le forme motociclistiche. La differenza la fa la posizione del motore centrale portante a cui sono collegati l’avantreno e il forcellone posteriore”. Da qui la leggerezza ma anche la resistenza di prodotti che Giorgio Semolini testa di persona: “I segni delle prove – aggiunge l’imprenditore – me li porto addosso”.

DUE CUORI, UN’AZIENDA E LE REGATE IN BARCA A VELA
Il cuore di questo imprenditore è come un motore: sempre vivace e pronto ad andare su di giri quando decide di “guardare avanti e di fare quello che gli altri non possono o non vogliono fare”. Grazie anche a Loredana che, per entrare in azienda e tenere sotto controllo costi e ricavi, lascia il lavoro da architetto perché anche appassionata, proprio come il marito, di gare: “Ce le portiamo nel dna e, insieme, facciamo le regate in barca a vela”.

LA SEM SALE SUL PODIO
Giorgio ha scelto per la Sem la via meno facile: progetta, inventa e vince. Perché, oggi, quest’azienda ha anche una squadra di moto bike con un palmares di tutto rispetto: Andrea Di Luca, nella categoria E-cross, è campione del mondo; Andrea Sassoli è campione italiano di E-enduro (Independent bike di Lorenzo Versari di Arezzo) e Davide Rossin, di Mesenzana, si è aggiudicato il titolo di vicecampione italiano di E-enduro. Ma Giorgio e Loredana sono già pronti a scrivere il loro futuro: “Il prossimo anno lanceremo un nuovo modello di moto bike, il restyling della Venom, e poi arriveranno tante nuove sorprese”. Voglia di libertà con l’obbligo del casco: sempre e comunque.
 

 

Sem Moto bike: una storia d'amore su due ruote