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DECRETO SOSTEGNI: DA DOMANI LE DOMANDE. ATTENZIONE A FATTURATO E PERDITE
Da domani, martedì 30 marzo, sarà possibile chiedere il nuovo contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Sostegni. Non ci saranno erogazioni automatiche. «La richiesta – scrive il Sole 24 Ore – dovrà essere inviata da tutti i 3 milioni di potenziali beneficiari». I singoli aiuti peseranno in modo molto diverso a seconda del volume d’affari e della perdita subita nell’anno del Coronavirus. E il meccanismo a fasce farà sì che il sostegno pesi di più per le piccole imprese. Un’azienda che supera i 10 milioni di euro di ricavi non potrà chiedere il contributo. E questo vale anche per le attività che non hanno registrato una riduzione media mensile nel 2020, rispetto al 2019, di almeno il 30%. In ultimo, sono esclusi coloro che non avevano una partita Iva attiva al 23 marzo scorso.
L’EXPORT CI SALVERA’. TRAINANO INFRASTRUTTURE E MECCANICA
Lo scrive il Giorno: «Anche in tempi di Covid si è registrata una crescita delle quote di mercato italiane del 3,3%». Le Pmi sono in prima linea, ma quali sono i mercati sui quali scommettere? Europa dell’Est e Russia per meccanica, apparecchi elettrici, infrastrutture e sanità. Queste due valgono anche per Medio Oriente e Nord Africa con l’aggiunta di oil&gas e servizi. Alimentare e agricoltura dovranno sfruttare le potenzialità dell’e-commerce. Le nostre imprese stanno però passando da «un predominio dei beni iconici del “bello e ben fatto” e del classico “Made in Italy”, ad essere eccezionali fornitrici di beni intermedi: se da un lato questo ci inserisce con più facilità nelle catene internazionali della produzione, dall’altra ci rende anelli deboli delle filiere nelle quali non siamo capofila».
SOLDI FERMI SUL C/C, MA LE BANCHE NON LI PRESTANO
«Le banche non vogliono più i soldi dei clienti», si legge su Domani. La prima a dirlo è stata Fineco Bank: il conto corrente di un cliente che ha più di 100mila euro verrà chiuso se non ci saranno investimenti nei prodotti finanziari della banca. Secondo i dati della Banca d’Italia, «cinque anni fa le banche avevano depositi di conto corrente per 1.371 miliardi e crediti erogati per 1.838. Oggi, invece, i crediti sono scesi a 1.721 miliardi e i depositi su c/c sono volati a 1.742 miliardi. Solo nell’ultimo anno, i depositi sono aumentati di quasi 200 miliardi di euro». Ma perché le banche non prestano denaro alle imprese? «Perché la Bce con una mano le induce a finanziarle e con l’altra (la vigilanza bancaria) le scoraggia, temendo una recidiva dei crediti inesigibili».
PASSAPORTO SANITARIO A GIUGNO, MA COME FUNZIONERA’?
Lo ha annunciato il commissario europeo al Mercato interno e responsabile dei vaccini, Thierry Breton: nasce il “passaporto sanitario”, «utile per velocizzare i controlli alle frontiere, negli aeroporti e sui treni, traghetti e autostrade», scrive il Corriere della Sera. Viaggiare sarà più facile. Ma servirà anche all’interno di un singolo Paese per entrare nei luoghi pubblici o partecipare a «manifestazioni importanti». Il passaporto, disponibile dal 15 giugno, funzionerà con un QR Code con tutte le informazioni sulla persona - anche se è stata vaccinata oppure no – ma non sarà obbligatorio. Entro il 14 luglio, il commissario Breton dice che si potrà parlare di «immunità collettiva». Ora, però, si attendono i 70 milioni di dosi che AstraZeneca si è impegnata a consegnare ai cittadini europei.