
Dopo l’approfondimento di ieri, mercoledì 24 marzo, pubblicato su www.impreseterritorio.org (QUI), ora proponiamo altre specifiche legate alle misure inserite nel DL 41/2021 (Decreto Sostegni) entrato in vigore il 23 marzo. Novità importanti interessano i controlli incrociati da parte del Fisco su chi riceverà gli aiuti economici, l’indennità per i lavoratori precari e il minimo garantito per le attività nate nel 2019.
SCATTANO I CONTROLLI INCROCIATI
Da martedì 30 marzo, e fino al 28 maggio, si potranno compilare le istanze per gli aiuti previsti dal Decreto Sostegni. Ma il Fisco mette già in guardia da possibili errori e forzature. Ne scrivono il Sole 24 Ore e Italia Oggi: «Nella compilazione dell’istanza si dovrà porre particolare attenzione ai dati (seppur pochi) richiesti». Ed è per questo che il Fisco raddoppierà i controlli: alcuni verranno fatti al momento della presentazione dell’istanza e altri, invece, dopo che sia stato erogato il contributo (verifiche su tre livelli). I controlli potrebbero comportare lo scarto dell’istanza o la revoca, totale o parziale, dell’aiuto concesso. In queste ultime situazioni, i contribuenti rischiano non solo le specifiche sanzioni amministrative (dal 100% al 200% di quanto ottenuto dall’impresa), ma anche misure penali per «indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato». Con sanzioni che vanno da 5.164 a 25.822 euro, con un massimo di tre volte il contributo indebitamente percepito e, nei casi più gravi, la reclusione da sei mesi a tre anni. Quindi, per evitare spiacevoli sorprese l’agenzia delle Entrate passerà al setaccio i dati sull’ammontare medio del fatturato e dei corrispettivi 2020 e 2019 e l’indicazione della fascia di riferimento di ricavi/compensi conseguiti nel 2019. Nei controlli in tempo reale, invece, il Fisco incrocerà le informazioni autocertificate dal contribuente con il patrimonio di dati di cui dispone. Compresi fatture elettroniche e modelli Iva.
AIUTO DA 2.400 EURO PER I PRECARI
Il Decreto Sostegni ha previsto una indennità di 2.400 euro omnicomprensiva, che erogherà l’Inps, per i lavoratori precari non tutelati dalla cassa integrazione: ne scrive il Sole 24 Ore. Si tratta in particolare di:
MINIMO GARANTITO PER LE ATTIVITA’ NATE NEL 2019
Lo scrive Italia Oggi: «Contributo a fondo perduto con minimo garantito per i soggetti che hanno iniziato l’attività nel corso del 2019. Il minimo spetta, in ogni caso, anche qualora non vi sia contrazione di fatturato. O vi sia, addirittura, un incremento tra il 2020 e il 2019». Ne consegue che i soggetti costituiti nel 2019, indipendentemente dal requisito della contrazione del fatturato, hanno diritto al ristoro minimo nella misura di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2mila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. Attenzione, però: questo valore funge, appunto, solo da minimo garantito. Qualora i soggetti 2019, con contrazione superiore al 30%, dovessero riscontrare di avere diritto ad un ammontare del contributo superiore a quello minimo comunque concesso «avranno come ristoro un ammontare pari a tale maggiore valore». Per chi ha iniziato l’attività nel corso del 2019, il contributo minimo spetta anche nel caso in cui l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 fosse pari a zero.