
#Rassegnastampa
DIRITTO AI SUSSIDI ANTI-COVID? AL VIA I CONTROLLI DEGLI ISPETTORI DEL LAVORO
Lo scrive Italia Oggi: «Gli ispettori del lavoro sono pronti a bussare alle porte delle aziende in cassa integrazione» per verificare le prestazioni a sostegno del reddito. Tra gli altri ambiti di intervento: sicurezza lavoro e verifica dei protocolli Covid. I controlli a carattere previdenziali si concentreranno sul settore manifatturiero, della logistica e del trasporto aereo, aziende di delivery, grandi aziende di produzione e servizi, pubbliche amministrazioni, cooperative di produzione e lavoro. Per i controlli di carattere assicurativo: su imprese di logistica e trasporto che dispongono di mezzi pesanti, della grande distribuzione, metalmeccanico, di pulizia e sanificazione e su imprese che svolgono attività di rimozione dell’amianto.
SOSTEGNI NON DOVUTI: QUANDO SCATTANO MANETTE E CONFISCA
Ne scrive Italia Oggi:
SOSTEGNI NON DOVUTI: C’E’ ANCHE LA RESPONSABILITA’ 231
Se il contributo a fondo perduto risulta non spettante, scatta anche la responsabilità del Dlgs 231/2001. L’indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, infatti, rientra tra i «reati-presupposto della responsabilità dell’ente collettivo», scrive Italia Oggi. Ai sensi dell’art. 24 del Dlgs 231/2001, alla società beneficiaria si applicano: sanzione pecuniaria fino a 929.400 euro; sanzioni interdittive (il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e revoca di quelli già concessi; divieto di pubblicizzare beni o servizi), confisca anche per equivalente. Per l’ente c’è un’unica chance di salvezza: «Un modello organizzativo e un sistema di controllo interno efficiente che intercettino la mendacità della richiesta, e facciano revocare la stessa prima dell’erogazione del contributo. Quindi, prima che il reato giunga a consumazione».
LIQUIDITA’ PER LE IMPRESE: PRESTITI PIU’ LUNGHI MA GARANZIE PIU’ BASSE
Si legge sul Sole 24 Ore che «il Governo è al lavoro per prorogare fino a fine anno le misure di liquidità per le imprese. Allo studio la proroga delle moratorie garantite dallo Stato (valore 150 miliardi di euro), ma potrebbe essere prolungata fino al 31 dicembre solo la sospensione della quota capitale della rate (e non la quota degli interessi). La proroga, dunque, obbligherebbe a pagare gli interessi da luglio, che incidono sul 15-20% del valore della rata. La moratoria non coprirebbe più il 100%, ma solo l’80% dell’importo da pagare». Ad essere più penalizzate, saranno le imprese che «hanno acceso i prestiti di recente». Si lavora anche per prolungare i prestiti garantiti, che potranno essere chiesti anche dopo il 30 giugno e fino a fine anno. Sul tavolo anche la possibilità di prolungare la durata dei finanziamenti oltre i 30mila euro da 6 a 10 anni.