
Gasparoli Srl
gasparoli@gasparoli.it


Gasparoli Srl
gasparoli@gasparoli.it
Costanza Gasparoli ha il viso sereno e a tratti severo: guarda dal basso verso l’alto il campanile di San Vittore, ne coglie i particolari, l’occhio cade sul granito e sui mattoni. Cade, e i varesini lo sanno bene, su quei segni lasciati dalle cannonate sparate da un reparto dell’Imperial regio Esercito austro-ungarico ai comandi del feldmaresciallo Karl von Urban come rappresaglia nei confronti di una città che, all’ingresso dei garibaldini, aveva suonato campane a festa. E Costanza, che considera le pagine della Storia come lezioni di etica, rassicura da subito i tanti che passano con il naso in su e la domanda la fanno: “E le cannonate? I segni ci sono e rimarranno”.
IL BERNASCONE TIENE: A NATALE VIA TELONI E PONTEGGI
Gli interventi conservativi al campanile della Basilia di Varese affidati alla Gasparoli Srl, impresa leader del settore e fondata più di centocinquanta anni fa (è una fra le imprese di restauro più antiche d’Italia), sono tutta una questione di equilibri e di massa architettonica, conoscenza dei materiali e delle strutture, sapienza nel tocco, cura nello sguardo, acrobazie dentro e fuori la struttura. Che svela la Storia di una città e le fatiche di chi a più riprese, tra il 1617 e il 1773, ha eretto questa opera monumentale che oggi, dopo l’ultimo restauro conservativo del 1977, ritorna “sotto i ferri” per bloccare la caduta di alcuni calcinacci. Nulla di preoccupante. Il simbolo di Varese, simbolo religioso, culturale e civico tiene al passare del tempo. E il futuro sembra essere già scritto: con gli interventi di ripulitura (con acqua deionizzata), consolidamento, risanamento e protezione delle opere murarie (soprattutto da attacchi biologici e dall’inquinamento atmosferico), scalinate, cella campanaria, parti lignee e illuminazione, il campanile potrebbe essere “scartato” (ora lo avvolgono centinaia di metri di telone da cantiere) per Natale. Miglior regalo alla cittadinanza non ci potrebbe essere.
IL FILO DIRETTO CON LA STORIA E QUEL DISEGNO RARO
Figlia di Marco, uno dei tre fratelli Gasparoli, Costanza è laureata in Storia dell’Arte e alla tradizione di famiglia si è avvicinata “passo dopo passo: prima con alcuni stage sui ponteggi durante l’estate, poi prendendo lentamente confidenza con i meccanismi di un lavoro che è, prima di tutto, frutto di una inarrestabile passione”. Un innamoramento che nasce da una necessità etica: prendersi cura della memoria storica.
Con Costanza, ai piedi del Bernascone (a progettarlo fu l’architetto Giuseppe Bernascone detto “Il Mancino”), ci sono anche l’architetto Giorgio Vassalli (direttore dei lavori) e l’ingegnere Pietro Gervasini, che si occupa del restauro degli impianti elettrici (esterni e interni) e dell’impianto contro le scariche atmosferiche (parafulmine). L’entusiasmo e il trasporto emotivo sono alle stelle quando si parla, e lo fa da subito Giorgio Vassalli, della copia del disegno originale del campanile, a firma Bernascone, affisso alle pareti della “sala riunioni” mobile ai piedi del campanile: “E’ cosa rara, perché di tutto il lavoro fatto per la realizzazione del Sacro Monte, per esempio, di disegni non ne abbiamo nemmeno uno”. Quel disegno è motivo di orgoglio e di studio: “Per gli interventi usiamo materiali reversibili che un domani potranno essere rimossi – dice Costanza Gasparoli – e che sono sì contemporanei ma senza rinnegare la tradizione. E noi, in ciò che utilizziamo, ci mettiamo la stessa cura che ci mise il Bernascone quando scelse il granito dalle cave della Val d’Ossola. Oppure i mattoni d’argilla rossa, realizzati rigorosamente a mano, uno ad uno, e proprio per questo tutti diversi. Anche nelle sfumature del colore”.
UNA MERAVIGLIA A 77 METRI DA TERRA
Le sfumature rappresentano un must in questi interventi che vedono sei professionisti della Gasparoli Srl (in totale sono 45 i collaboratori dell’azienda) incurvarsi per raggiungere i punti più nascosti dei “mascheroni” (le massicce teste di leone ai lati di ciascun quadrante dell’orologio), fare stretching su particolari secolari, chinarsi e sedersi, quasi in contemplazione, di fronte ad un’opera che “non possiamo paragonare alle Piramidi, perché le Piramidi hanno richiesto una realizzazione più semplice”, dice l’architetto Vassalli. E detto questo, detto tutto.
Ce ne accorgiamo quando l’ascensore da cantiere ci porta all’altezza di 77 metri da terra: si sale lentamente, con tutta la pazienza richiesta all’uomo, per poi poggiare piede in un mondo di meraviglie che la Gasparoli Srl ora consolida abbinando “all’intelligenza del muratore lo studio della reazione del materiale al passare del tempo”.
IL CARDINALE BORROMEO E IL “FARO” PER LA CITTA’ DI VARESE
“Dev’essere visto. Visto da ogni punto della città di Varese”: questa la richiesta del cardinale Carlo Borromeo all’architetto Bernascone. E’ per questo che si sta pensando ad una illuminazione esterna votata ad esaltare gli aspetti più diversi dell’architettura. “La potenzieremo – dice l’ingegnere Pietro Gervasini – ma sul come dobbiamo ancora rifletterci”. Anche gli esperti di oggi sono pronti ad accontentare il cardinale: il campanile sarà visto. Da tutti.