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LA PROVINCIA DI VARESE È LA MENO VACCINATA DELLA LOMBARDIA
Dall'avvio della campagna nel dicembre scorso, sono quasi 52.500 i residenti che hanno ricevuto la prima dose dei vaccini, mentre sono circa 28.000 quelli che hanno fatto anche il richiamo: nel conteggio è compresa la campagna avviata a Viggiù. «La provincia di Varese – si legge su Varesenews – occupa il gradino più basso della Lombardia per percentuale di popolazione vaccinata». Tra i comuni più vaccinati ci sono Bodio Lomnagno (9,16% della popolazione con la prima dose), Laveno Mombello (8,45%) e Lozza con l’8,31%. Tra le città ci sono Varese (9,45%), Saronno (7,06%), Tradate (6,66%), Gallarate (6,09%). Busto Arsizio si ferma al 5,17% e Cassano Magnago al il 3,73%.
MORATORIE SUI CREDITI: L’ITALIA TRATTA PER EVITARE IL CRAC
Si legge su Repubblica che «l’Abi, insieme ai tedeschi e alla Federazione bancaria europea, vuole alzare la soglia che trasforma i prestiti “congelati” in sofferenze». Gli accordi di moratoria sui crediti, insomma, devono essere estesi ancora di sei mesi perché in Italia 1,4 milioni di persone vi hanno fatto ricorso, congelando crediti per 95 miliardi di euro e 1,3 milioni di aziende hanno dilazionato 198 miliardi di altri prestiti. Nel caso lo strumento non venisse prorogato, a rischiare il default sono 2,7 milioni di imprese e famiglie. L’obiettivo della Abi è «innalzare dall’1% al 5% la soglia di onerosità della norma, per scongiurare gli accantonamenti e tenere vivo il credito».
FONDO PERDUTO: UNA CORSA A OSTACOLI
Lo scrive Italia Oggi: «Contributi a fondo perduto complicati e non per tutti». Si parla dei “sostegni” a favore dei titolari di partita Iva che svolgono attività di impresa. Il contributo si colloca in un range tra l’1,5% e il 5% della contrazione del fatturato 2020 rispetto al 2019, ma «emergono alcune complicazioni sulla determinazione degli importi e la corretta quantificazione dei sostegni». Prima criticità: per ottenere l’aiuto è decisiva la data di effettuazione delle operazioni, o delle prestazioni, e ogni operatore economico dovrà determinare l’entità verificando la composizione del fatturato dei due periodi di imposta posti a confronto. Seconda criticità: il limite massimo del contributo fissato a 150mila euro.
ECONOMIA CIRCOLARE, ITALIA ANCORA PRIMA MA RALLENTA
«L’Italia resta al primo posto fra i grandi Paesi europei nella classifica dell’economia circolare, ma non fa progressi proprio quando la Ue intensifica le azioni della transizione verso la neutralità climatica», scrive il Sole 24 Ore. Nella classifica generale, l’Italia è in testa con 99 punti. La Germania fa 92, la Francia 86, la Spagna 82 e la Polonia 63. Nella produzione circolare il nostro Paese ottiene 26 punti, con un distacco di 5 dalla Francia: rispetto al 2020 l’Italia è stabile, mentre la Francia cresce. Nella produttività delle risorse restiamo avanti, ma perdiamo il primato nella quota di energia rinnovabile utilizzata rispetto al consumo totale di energia. L’Italia è ultima per numero di brevetti; seconda per l’occupazione nei settori della riparazione, riutilizzo e riciclo; quarta in investimenti e occupazione.