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IL SETTORE BENESSERE IN ROSSO. RISTORI E TAGLIO DELLE TASSE PER RIPARTIRE
Lo dice Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese Varese, e lo scrive Varesenews: «Il settore benessere è stato uno fra i più colpiti dalla crisi economica; ora merita grande attenzione da parte del Governo non solo con adeguati ristori ma anche con un adeguato taglio delle tasse». Con la Lombardia che entra nella terza settimana di zona rossa, il settore si trova in ginocchio: nel 2020, nella sola Lombardia, i mancati ricavi delle quasi 25mila imprese del benessere ammontano a 450 milioni di euro. Bisogna intervenire subito, perché queste aziende si sono impegnate in modo massivo per garantire la sicurezza di titolari, collaboratori e clienti. Ora bisogna agire sulla leva fiscale, sull’accesso al credito e sulle moratorie. Anche perché la chiusura delle attività regolari, dal 6 marzo all’inizio di aprile 2021, ha fatto lievitare il fenomeno dell’abusivismo.
TAXI VARESINI FRENATI DAL COVID
Scrive la Prealpina che «il Covid ha portato ad un calo del 70% di attività nel settore dei taxi. Prima c’era chi doveva raggiungere l’aeroporto di Malpensa per affari, o il giovane che la sera preferiva non usare la sua macchina per godersi la movida in centro. Ora, i clienti sono per lo più anziani che devono fare il tampone, il vaccino, la spesa. O raggiungere ospedali e centri medici per le visite». Le licenze taxi assegnate dal Comune di Varese sono 36; un taxi fa di media dalle 5 alle 7 corse; il pomeriggio dalle 3 alle 5. Il trasporto segue un protocollo di sicurezza ed è possibile che «ai clienti venga chiesta l’autocertificazione dalle forze dell’ordine».
TRADATE: TARI, BUCO DA UN MILIONE
Si legge sulla Prealpina che «si è scatenata una bufera dopo gli avvisi recapitati, o da recapitare, a circa 800 persone e a titolari di attività che non sarebbero in regola con il pagamento della tassa rifiuti». Meglio ancora: questi dovrebbero al Comune la differenza fra il pagato e l’accertato con una sanzione ridotta. Le lettere inviate sono relative al solo 2015, però sono in corso verifiche anche per il 2016, 2017, 2018 e 2019. In ballo ci sarebbe un milione di euro. Fra i destinatari della missiva non ci sono solo famiglie ma anche imprese, industrie e attività commerciali. E’ ancora tutto da verificare, ma sembra che gli importi dovuti all’amministrazione siano anche consistenti: dai 20mila ai 50mila euro. E se ci fossero errori da parte del Comune? «Si potrà usare un numero verde al quale ricorrere per ogni chiarimento e, nel caso in cui si fosse in regola, la strada più ovvia è quella di inviare una mail con le ricevute di pagamento».
CALA L’INTERESSE DELLE ANCHE SVIZZERE NEI CONFRONTI DELL’ITALIA
Se lo chiede la Prealpina: «La piazza italiana interessa ancora alle banche del Canton Ticino? Sì, ma molto meno di una volta». Per intenderci: «Le varie “lavatrici” – scudi e Voluntary disclosure – consentite dallo Stato italiano hanno consigliato a molti di far emergere il denaro scottante presente nei caveau di Lugano e dintorni pagando una penale ridicola, o quasi, per riportare i soldi a casa». Insomma, non si può più vivere di sola Italia anche perché si teme «una forte erosione dei patrimoni privati e delle Pmi che, in questi anni, sono state una parte molto importante del Canton Ticino». Il segreto bancario è una ferita aperta: «Una intesa raggiunta senza la minima contropartita per la Svizzera. E anche con il nuovo accordo fiscale l’Italia è uscita vincente, perché la Svizzera non è ancora uscita dalla black-list italiana e le sue banche non possono ancora accedere ai mercati finanziari italiani».
SI RIALZANO I PREZZI DELLE MATERIE PRIME E SALE L’INFLAZIONE
E’ un fantasma che si sarebbe voluto tenere lontano, e invece sta suscitando timori e aspettative sui mercati occidentali ed è già evidente nei Paesi emergenti: si tratta del rialzo dei prezzi delle materie prime. Il petrolio, per esempio, ha già riguadagnato i livelli del 2019 e l’acciaio segna un balzo del 130% rispetto ai valori dello scorso anno. Scrive MoltoEconomia che «sul piano della finanza pubblica questo fenomeno può trasformarsi in una maledizione per i Paesi altamente indebitati, che vedono il proprio fardello appesantirsi senza speranza». Ma bisogna avere paura o no di un eventuale risveglio dei prezzi? «Dipende: nel caso in cui l’inflazione arrivi prima della crescita, l’Europa sarà di fronte al fantasma stagflazione con prezzi fuori controllo ed economia al passo. Il vero test rischia di essere il 2022».