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La Sabatini in un'unica rata, il Fondo per l'export e il lavoro: la ricetta anticrisi

La Sabatini in un'unica rata, il Fondo per l'export e il lavoro: la ricetta anticrisi

#Rassegnastampa

DA CONFARTIGIANATO UNA DONAZIONE ALL'HUB COVID DEL CIRCOLO
«Siamo davvero riconoscenti a Confartigianato Varese per il sostegno che ci sta offrendo in questi mesi così difficili» dice il Direttore generale dell’Asst dei Sette Laghi, Gianni Bonelli, di fronte alla consegna di un apparecchio per l’ossigeno ad alto flusso destinato all’hub Covid dell’Ospedale del Circolo. La donazione è frutto dell’iniziativa di un gruppo di dipendenti di Confartigianato Imprese Varese e Artser: un gesto preziosissimo che segue la donazione di un ventilatore, sempre all’hub Covid dell’Asst dei Sette Laghi, consegnato dall’Associazione varesina qualche giorno prima dal Natale. Leggi QUI.

SABATINI IN UN’UNICA SOLUZIONE, MA SERVONO OTTO ATTESTAZIONI
Si legge su Italia Oggi che «l’erogazione della Nuova Sabatini verrà effettuata in un’unica soluzione a partire dal 2021 per le domande presentate dal 1° gennaio 2021 (indipendentemente dall’importo deliberato); dal 1° maggio 2019 e fino al 16 luglio 2020 (importo non superiore a 100mila euro) e dal 17 luglio 2020 fino al 31 dicembre 2020 (importo non superiore ai 200mila euro)». Per ottenere la rata unica, le imprese devono rilasciare otto attestazioni che riguardano i beni oggetto dell’agevolazione, le spese, le dichiarazioni liberatorie dei fornitori e la rinuncia all’agevolazione nel caso l’investimento non risulti ammissibile al finanziamento.

SIMEST: NUOVE RISORSE PER CRESCERE SUI MERCATI ESTERI
«Quasi 8mila operazioni, dal 1° gennaio 2020 a oggi, per un controvalore di oltre 2 miliardi di euro. E il 50% delle richieste è stato deliberato nei primi due mesi di quest’anno», scrive il Sole 24 Ore. Si tratta del Fondo 394 del 1981, gestito dalla Simest, che concede finanziamenti a tasso agevolato per l’internazionalizzazione. A risorse esaurite, ora spunta un rifinanziamento di 1,5 miliardi. Ad usare il Fondo sono soprattutto le Pmi (90%) provenienti dal Nord Ovest (39%). I settori che più vi fanno ricorso sono l’industria meccanica (17% delle domande), la metallurgia (15%) e i servizi finanziari (15%). Tra i finanziamenti più richiesti ci sono la patrimonializzazione (49%) e la partecipazione a fiere e mostre (40%).

PANDEMIA E IMPRENDITORIA FEMMINILE: LA RESILIENZA E’ DONNA, MA NON BASTA
Si legge su Italia Oggi che «il 43% delle imprenditrici ha affrontato la pandemia con resilienza. Oltre il 56% (Osservatorio Qvc) ha migliorato, o avviato, l’utilizzo del digitale con piattaforme di e-commerce o progetti di comunicazione online. Meno del 6% ha ridotto in modo drastico i costi». Gli ostacoli non mancano: le imprese femminili sono molto piccole e con una liquidità inferiore alle grosse aziende; le imprenditrici hanno minor accesso al credito rispetto agli uomini e operano mediamente nei settori più colpiti dalla crisi; la chiusura e la trasformazione digitale dei servizi essenziali, come la scuola, ha imposto alle donne di occuparsi della famiglia mettendo in secondo piano il lavoro.

COME PROTEGGERE (E RILANCIARE) IL LAVORO
La Repubblica propone cinque mosse anticrisi per proteggere il lavoro:

  1. inutile prolungare il divieto di licenziamento quando si sa che il lavoro non riprenderà (alle persone si offre solo una prospettiva di inerzia);
  2. alle imprese che non avevano difficoltà prima della pandemia, ma oggi sono in crisi, vanno assicurati sostegni per superare l’emergenza (sì al blocco dei licenziamenti e alla Cassa Covid);
  3. Anpal e Inps devono lavorare insieme per una maggiore efficacia delle politiche attive del lavoro:
  4. i Centri per l’impiego devono essere liberati dal lavoro burocratico per dedicarsi ai servizi di orientamento;
  5. bisogna rivedere il “Decreto dignità” puntando su assunzioni a termine e in somministrazione e su una formazione mirata agli sbocchi occupazionali esistenti.