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LICENZIAMENTI, STOP FINO A OTTOBRE
Lo scrive il Corriere della Sera: «Proroga del blocco dei licenziamenti fino alla fine di ottobre per tutti i lavoratori che hanno diritto alla cassa integrazione in deroga o al Fondo di integrazione salariale (Fis). Sette mesi in più, rispetto all’attuale scadenza del 31 marzo, di cui beneficeranno i lavoratori del terziario e delle piccole e piccolissime aziende (da 1 a 5 dipendenti)». Per le grosse aziende la proroga del blocco sarà di tre mesi, fino alla fine di giugno. Novità anche sul fronte della cassa integrazione Covid-19: ulteriori 13 settimane per i lavoratori con cassa ordinaria e ulteriori 28 per chi è coperto da Cig in deroga e Fis.
CREDITO DA INDUSTRIA 4.0 SOLO SE IN REGOLA CON I CONTRIBUTI
«Sì all’agevolazione solo con il Durc in regola e nessuna sanzione interdittiva derivante dalla violazione delle norme sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche», si legge sul Sole 24 Ore. Nel dettaglio, «la legge prevede che la fruizione del beneficio sia condizionata al rispetto della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori». Sono escluse dall’agevolazione anche «le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo».
ANCHE A RATE PURCHE’ SI PAGHI
Si legge su Italia Oggi che «al Fisco le tasse vanno bene anche a rate. E’ questa una delle ragioni che sposta più in là la decisione sulla ripresa dei versamenti, bloccati da dicembre, e che ora hanno ripreso il calcolo ordinario. Per il momento, è stato deciso il rinvio solo della trasmissione Cu, della conservazione delle fatture e delle comunicazioni enti esterni per “alimentare” il modello 730 pre-compilato». Per quanto riguarda i versamenti dovuti il 16 marzo, per ritenute oggetto di proroga, Iva e addizionali, la maggior parte dei contribuenti opterà per il versamento rateizzato in 4 tranche. Così come accadrà anche per i versamenti del secondo acconto Irpef e Irap fissato al 30 aprile.
TASSI BANCARI ITALIANI CONVENIENTI: BOOM DI SOLDI TEDESCHI SUI CONTI
Lo scrive il Sole 24 ore: «Sempre più famiglie europee aprono conti nelle banche italiane. Ad attirarle sono i tassi, che si presentano più convenienti che in patria. Il fenomeno riguarda soprattutto i risparmiatori tedeschi, dai quali provengono ben 2,6 miliardi dei circa 4 miliardi di euro di depositi detenuti da soggetti privati esteri presso gli istituti di credito italiani. Si tratta di un dato quasi quadruplicato rispetto agli 1,1 miliardi registrati nei primi mesi del 2015». D’altronde, la Germania è il Paese con il livello maggiore parcheggiato in depositi: erano 2.555 miliardi a fine 2020, oltre il 30% dell’ammontare complessivo dell’intera Eurozona.
PARTITE IVA IN PROFONDO ROSSO
«Profondo rosso per le partite Iva: nell’ultimo anno, causa Covid-19, c’è stato un crescendo di chiusure e a pagare il prezzo più alto sono stati i giovani. L’autoimprenditorialità, in molti casi, è stata un ripiego di fronte alle difficoltà di trovare un impiego stabile», scrive Panorama. Regge chi lavora nel campo veterinario e scientifico (+9,2%), ma nel commercio, finanza e immobiliare in un anno sono spariti oltre 30mila liberi professionisti (contrazione del 13,9%). Il reddito medio annuo dei lavoratori autonomi, iscritti alla Gestione separata Inps, è di poco superiore a 15mila euro; nel 2014 si era sopra i 17mila euro. Nell’ultimo decennio, quasi un milione di partite Iva, nella fascia di età compresa tra 15 e 44 anni, è stato spazzato via.