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Meccanica: la domanda tiene, ma non ci sono materie prime e aumentano i costi

Meccanica: la domanda tiene, ma non ci sono materie prime e aumentano i costi

«La manifattura nazionale ed europea vive un’ondata di criticità mai sperimentata in passato», scrive Il Sole 24 Ore nel suo Rapporto dedicato all’industria meccanica. Che, a seconda delle specializzazioni, registra alti e bassi: metallurgia e prodotti in metallo fanno uno scatto in avanti, i macchinari ritrovano i valori pre-Covid, l’automotive invece è ancora in deficit. I dati descrivono meglio di altro il momento: 8 aziende su 10 hanno problemi di approvvigionamento; 9 su 10 hanno impatti significativi sui costi. Con la guerra tra Russia e Ucraina, su alcune categorie pesa il blocco dell’export (molti macchinari rientrano nella black list Ue) e c’è l’impossibilità di gestire i pagamenti. Poi, difficoltà aggiuntive sono indotte dallo stop di forniture chiave in arrivo dall’area del conflitto. I dati Istat sono eloquenti: i mezzi di trasporto fanno -0,3%, metallurgia e prodotti in metallo -1,9%, mentre ad avanzare sono i macchinari con +2,4%. Le commesse cedono solo il 3%, mentre l’export continua a crescere. E se la metallurgia è penalizzata dal caro-energia, nell’impiantistica il vero problema è dato dalla scarsità delle forniture di materiali ed elettronica. I prezzi della produzione, nel primo trimestre, sono cresciuti del 34% ma la domanda non manca.

Il riscatto dei robot: domanda in crescita
Dopo il biennio 2019-2020, con i ricavi congelati dall’emergenza Covid (-10%), nel 2021 il mercato dei robot industriali ha registrato a livello globale una crescita del +25%. E si stima che il settore crescerà del 10% all’anno nei prossimi anni. Nel quarto trimestre del 2021, gli ordini delle macchine utensili hanno registrato un incremento del 49,4% rispetto al periodo ottobre-dicembre 2020. Il mercato interno ha risposto con toni più che positivi: la raccolta ordini in Italia ha visto l’indice salire del 166,6% su base annua. E sempre nel 2021 si è superata la soglia dei 100mila robot mobile venduti su scala mondiale: il 40% ha raggiunto la Cina. Veicoli a guida automatizzata (AGV) e robot mobili autonomi (AMR) sono la sottospecie di robot industriali più richiesti, a tal punto che la loro vendita negli ultimi 18 mesi è aumentata del 70%.

Impresa 4.0: preparare i giovani con il bonus formazione
Ordini in crescita che le imprese sono sempre più pronte a soddisfare portando in azienda giovani specialisti in tecnologie 4.0: su questo capitolo il Piano nazionale di ripresa e resilienza assegna 13,5 miliardi di euro, aumentando il credito di imposta per i beni immateriali 4.0 dal 20 al 50%. Si innalza anche l’incentivo per la formazione 4.0: passa dal 50 al 70% per le micro-piccole imprese e dal 40 al 50% per le medie imprese. Il Sole 24 Ore scrive che «la novità sta nell’obbligo di ricorrere ad attività di formazione fornite da soggetti individuati con decreto del ministero dello Sviluppo economico da adottare entro 30 giorni dall’entrata in vigore del Decreto-Legge. Inoltre, i risultati relativi all’acquisizione o al consolidamento delle competenze delle materie 4.0 dovranno essere certificati secondo le modalità dello stesso decreto attuativo».

Mismatch al 40%: troppi i profili che non si trovano
Ma i giovani non ci sono. Lo dicono i dati Excelsior: da qui al 2026, le imprese dell’Ict avranno bisogno di 30mila esperti in scienze matematiche, chimiche e fisiche e 40mila tecnici informatici e delle comunicazioni. Tutte figure professionali legate a Industria 4.0, ma la difficoltà di reperimento di queste risorse ha ormai sfiorato il 60%. Non va meglio per chi cerca tecnici meccanici, elettronici e disegnatori industriali: ne servono circa 25-30mila, e qui la difficoltà di reperimento arriva anche al 70%. Così accade anche nei settori del “green”. Il problema è che il mismatch è a quota 40% e la mancanza di candidati, dal 2019 ad oggi, è praticamente raddoppiata: dal 12,3% al 22,9%. Cresce, inoltre, l’assenza di competenze richieste dai datori di lavoro anche a causa dello smantellamento dell’alternanza scuola-lavoro. Le prime, cinque professioni di difficile reperimento sono legate a profili tecnico-scientifici: talenti che mancano, soprattutto, ai settori manifatturieri. Le conseguenze? A dir poco drammatiche, perché la mancanza di personale porta le imprese a dover rinunciare a commesse e gare.

ITS a stampo duale: al via il percorso con la Camera di Commercio Italo-Germanica
Il percorso è co-progettato dagli ITS lombardi Lombardia Meccatronica e ITS Angelo Rizzoli con la Camera di Commercio Italo-Germanica: è la prima volta che il modello duale tedesco entra in modo così articolato in un percorso ITS, ovvero fin da subito «nella co-progettazione dei piani formativi e nella formazione dei tutor aziendali», scrive il Sole 24 Ore. Gli studenti verranno assunti dal primo giorno in “Apprendistato di alta formazione e ricerca” dalle aziende che li hanno selezionati sul campo.