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Nell'Italia degli smart workers 3 milioni di partite Iva attendono i "sostegni"

Nell'Italia degli smart workers 3 milioni di partite Iva attendono i "sostegni"

#Rassegnastampa

DL SOSTEGNI, CINQUE FASCE PER GLI AIUTI
Il Decreto “Sostegni”, che approderà venerdì in Consiglio dei ministri, comprende cinque fasce definite dai livelli di fatturato 2019: «Fino a 100mila euro, fra 100mila e 400mila, fra 400mila e un milione, 1-5 milioni, 5-10 milioni», si legge sul Sole 24 Ore. A ogni fascia toccherà un aiuto parametrato alle perdite 2020, con una scala che riduce la percentuale al crescere del fatturato. La base del calcolo sarà rappresentata dalla perdita mensile media moltiplicata per due. E ogni fascia dovrà applicare a questo valore una percentuale: 30% la prima e poi, di fascia in fascia, 25%, 20%, 15% e 10%. Una piattaforma gestirà il calendario degli assegni. Si attendono richieste da quasi 3 milioni di partite Iva.

TRE MILIONI DI SMART WORKERS NEL SEMESTRE. BENE LE PMI E LE MICROIMPRESE
Prosegue la diffusione del lavoro da remoto. Secondo i dati dell’Osservatorio sullo smart working del Politecnico di Milano, «alla vigilia dell’esplosione della pandemia in Italia lavoravano da remoto solo 570mila persone; a marzo 2020 il numero ha sfiorato quota 6,6 milioni. Di questi, 2,1 sono lavoratori delle grosse aziende, 1,1 milioni delle Pmi, 1,5 milioni delle microimprese e oltre 1,8 milioni nella Pa», si legge sul Sole 24 Ore. Durante la pandemia, oltre il 40% dei lavoratori italiani ha operato da casa. Secondo il Politecnico, il lavoro da remoto si farà in media per 2,7 giorni alla settimana nelle grosse aziende e 1,4 giorni nella Pa. In Europa, il 78% dei lavoratori ha dichiarato di «voler lavorare occasionalmente da remoto anche per il post pandemia».

CONTRIBUTI SIMEST SOLO PER CHI E’ IN CRISI DI LIQUIDITA’
Lo scrive il Sole 24 Ore: «I contributi a fondo perduto concessi da Simest, a valere sul fondo 394/81 nell’ambito del Temporary Framework, sono riservati alle imprese che dichiarano di trovarsi di fronte a un’improvvisa carenza o, addirittura, indisponibilità di liquidità per colpa della crisi da Covid-19. Per ottenere l’agevolazione le imprese devono aver adottato, nell’ambito della propria struttura aziendale, cautele necessarie al fine di prevenire i reati presupposto della responsabilità di cui al Dlgs 231/01». La risoluzione del contratto con Simest scatta nel caso in cui la documentazione prodotta dall’impresa risulta incompleta, irregolare, falsa o comunque non veritiera.

LA GERMANIA RILOCALIZZA IN ITALIA
«Le imprese tedesche sono a caccia di fornitori in Italia per accorciare le filiere produttive spezzate dalla crisi pandemica», scrive Milano Finanza. La siderurgia ha aumentato le vendite a clienti tedeschi del 51,2%, l’agro-alimentare del 5,7%, la chimica-farmaceutica dell’1%. La pandemia ha mostrato che bisogna essere pronti a rimodulare rapidamente le catene di approvvigionamento, ma i fornitori italiani devono tenere il passo delle trasformazioni in atto in molti settori. Primo fra tutti l’automotive. Berlino resta il primo partner commerciale dell’Italia davanti a Francia, Stati Uniti e Cina. Una relazione economica fondamentale anche per la Lombardia, che ha scambi in entrata e in uscita con la Germania per 38,5 miliardi.