News

Quali imprese salvare nell'era post-Covid? Si parte delle Partite Iva: 4.200 euro a contribuente

Quali imprese salvare nell'era post-Covid?  Si parte delle Partite Iva: 4.200 euro a contribuente

#Rassegnastampa

QUALI IMPRESE SALVARE NELL’ERA POST-COVID?
Secondo il Cerved, «in Italia sono circa 80mila le imprese veramente a rischio, cioè incapaci di far fronte alle scadenze debitorie. Altre 180mila aziende sono “vulnerabili”, con un’esposizione complessiva al sistema bancario di oltre 14 miliardi. Come salvarle? Alcuni dicono secondo il concetto di “sostenibilità”», scrive Milano Finanza. In questa crisi, però, alcune aziende hanno finito il loro ciclo di vita e altre hanno nuovo potenziale. Cosa devono fare gli imprenditori? «Ripensare la loro organizzazione, investire energie in modelli economici nascenti, capitalizzarsi, fondersi, adottare politiche attive del lavoro».

CAPITALI DI STATO NELLE IMPRESE
Lo scrive Italia Oggi: «Verso una IRI 2.0. Entra in vigore lo strumento “Patrimonio destinato” con il quale il Ministero dell’economia e delle finanze interverrà nel capitale delle grandi imprese in difficoltà a causa della crisi da Covid-19. Lo farà partecipando ad aumenti di capitale, sottoscrivendo prestiti obbligazionari con obbligo di conversione e di prestiti obbligazionari subordinati convertibili. Con una dotazione patrimoniale da 44 miliardi di euro». Lo strumento vuole evitare il rischia che le società con più di 50 milioni di fatturato, che «operano in aree strategiche dell’economia, perdano la continuità aziendale». L’intervento contribuisce anche ad «evitare difficoltà di ordine sociale e considerevoli perdite di posti di lavoro».

INDENNIZZO UNA TANTUM A 2.800.000 PARTITE IVA
Lo si legge su Italia Oggi: «Dodici miliardi di indennizzi per 2.800.000 partite Iva, una media di 4.200 euro a contribuente. Un aiuto una tantum se si considera che il calo di fatturato in Italia del 2020, rispetto al 2019, è stato di 400 miliardi di euro. Confermata l’eliminazione del criterio del codice Ateco per la concessione dei sostegni, così ne potranno beneficiare anche i professionisti. Le quattro fasce su cui si moduleranno gli importi da ristorare dopo aver subito il calo del fatturato del 33% su base annuale saranno riviste partendo non più dal 33% ma dal 25% dei ricavi». Inoltre, verrà prorogata la trasmissione delle certificazioni uniche (Cu): la scadenza sarà spostata dal 16 marzo al 30 aprile 2021.

FRONTALIERI AL CONTRARIO: L’ITALIA PIACE ALLE GIOVANI COPPIE SVIZZERE
Gli svizzeri lasciano il Ticino, diventano “frontalieri al contrario” e prendono casa in Italia: verso Cremenaga, Luino o Ponte Tresa. «Si tratta soprattutto di giovani coppie, sotto i trent’anni, che lasciano il territorio elvetico perché troppo caro: sono le spese fisse delle assicurazioni sanitarie svizzere obbligatorie, che possono arrivare anche a mille franchi al mese, ad incoraggiare la “migrazione”. In Italia, invece, ci si può comprare anche una casa di proprietà, mantenere la famiglia e magari risparmiare qualcosa», si legge sulla Prealpina. I contro di questa scelta? «La burocrazia italiana asfissiante, rispetto al modello federalista svizzero». Però, è innegabile il vantaggio: mantenere il salario rossocrociato e vivere dove la vita costa meno.

MALPENSA RIAPRE AI VOLI INTERNAZIONALI
A partire dal 28 marzo si potrà viaggiare nuovamente verso l’Oman: fino al 30 aprirle si avranno due frequenze settimanali verso la capitale Mascate, che diverranno tre dal 1° maggio al 30 giugno. Dal 1° luglio, i collegamenti passeranno a quattro. Malpensa, insomma, riapre ai voli internazionali: «Si tratta di una buona notizia: al di fuori delle programmazioni delle compagnie che puntualmente incrementano il numero dei voli sulle rotte domestiche – scrive la Prealpina – lo scalo sembra finalmente avere una possibilità di tornare a imporsi anche come hub intercontinentale. Da ricordare anche l’avvio delle sperimentazioni Covid-free da e per New York».