
Il nuovo Codice appalti? Principi condivisibili, così come lo è la proposta di revisione e semplificazione del sistema di qualificazione degli operatori economici, ma al decreto legislativo all’esame del Parlamento sono più che mai necessarie alcune correzioni per garantire alle piccole e medie imprese un’apertura del mercato degli appalti pubblici che sia effettiva e concreta. Un obiettivo che si potrà raggiungere solo attraverso un sistema di regole chiare, stabili nel tempo e di facile applicazione.
Questa la presa di posizione di Confartigianato all’audizione alla Commissione ambiente della Camera.
Secondo il sistema associativo, il governo dovrà intervenire urgentemente su alcuni punti:
LE ALTRE RICHIESTE
Prima dell’entrata in vigore del testo ci dovrà essere un momento di confronto con le Stazioni appaltanti e gli operatori del mercato, mancato del tutto nella fase di redazione.
Inoltre, le novità - anche formali - contenute nel Codice avranno bisogno di un tempo congruo per essere assimilate da tutti gli attori interessati. Sia per gli operatori economici e, ancor di più, per il personale delle Stazioni Appaltanti sarà necessario prevedere un periodo in cui formare adeguatamente il personale e contenere gli effetti dello shock normativo che potrebbe derivare da una repentina entrata in vigore della nuova disciplina.
Infine, per non rallentare l’attuazione degli investimenti del PNRR è bene che le disposizioni del nuovo codice entrino in vigore non prima di fine 2023.