News

Codice Appalti: per aprire il mercato alle Pmi servono regole chiare e di facile applicazione

Codice Appalti: per aprire il mercato alle Pmi servono regole chiare e di facile applicazione

Il nuovo Codice appalti? Principi condivisibili, così come lo è la proposta di revisione e semplificazione del sistema di qualificazione degli operatori economici, ma al decreto legislativo all’esame del Parlamento sono più che mai necessarie alcune correzioni per garantire alle piccole e medie imprese un’apertura del mercato degli appalti pubblici che sia effettiva e concreta. Un obiettivo che si potrà raggiungere solo attraverso un sistema di regole chiare, stabili nel tempo e di facile applicazione.
Questa la presa di posizione di Confartigianato all’audizione alla Commissione ambiente della Camera.

Secondo il sistema associativo, il governo dovrà intervenire urgentemente su alcuni punti:

  • Suddivisione in lotti: questo garantirebbe l’apertura del mercato degli appalti pubblici alle Pmi, ora inaccessibile per l’83%. L’Italia è “maglia nera” in Europa, insieme a Portogallo e Grecia, per la più bassa partecipazione delle micro e piccole imprese agli appalti pubblici nonostante queste rappresentino il 99,4% delle imprese italiane, contribuiscano al 20% della ricchezza nazionale e pesino per il 39% sull’economia reale
  • Limiti al subappalto: li si chiede nell’ambito del sotto-soglia con particolare riferimento agli appalti di minor valore, che obbligano l’impresa appaltatrice ad avere al proprio interno le risorse necessarie
  • Modifica della norma sui consorzi di imprese artigiane: non possono essere assimilati ai consorzi stabili
  • Vincoli alle stazioni appaltanti per assicurare la suddivisione degli appalti in lotti funzionali e prestazionali
  • Valorizzare la prossimità delle imprese
  • Blocco dell’estensione dell’attestazione SOA anche ai settori forniture e servizi


LE ALTRE RICHIESTE
Prima dell’entrata in vigore del testo ci dovrà essere un momento di confronto con le Stazioni appaltanti e gli operatori del mercato, mancato del tutto nella fase di redazione.
Inoltre, le novità - anche formali - contenute nel Codice avranno bisogno di un tempo congruo per essere assimilate da tutti gli attori interessati. Sia per gli operatori economici e, ancor di più, per il personale delle Stazioni Appaltanti sarà necessario prevedere un periodo in cui formare adeguatamente il personale e contenere gli effetti dello shock normativo che potrebbe derivare da una repentina entrata in vigore della nuova disciplina.
Infine, per non rallentare l’attuazione degli investimenti del PNRR è bene che le disposizioni del nuovo codice entrino in vigore non prima di fine 2023.