
Confartigianato dice sì al decreto Pnrr. Ed esprime un giudizio positivo su tutte quelle misure che portano ad uno snellimento delle procedure e accelerano l’attuazione del Piano. La Confederazione, inoltre, mette l’accento su quelle azioni che possono rendere più efficiente la governance anche attraverso l’attivazione di poteri sostitutivi in caso di ritardi e inerzie da parte delle amministrazioni.
BENE IL PIANO TRANSIZIONE 5.0, TANTO ATTESO DALLE PMI
Sotto i riflettori, il programma Transizione 5.0. Particolarmente atteso dalle piccole e medie imprese, questo Piano incentiva gli investimenti nell’innovazione digitale e nell’efficienza energetica da abbinare a quelli negli impianti di autoproduzione dell’energia da fonti rinnovabili. Confartigianato: «Anche grazie all’entità delle risorse stanziate dal governo, si potranno sostenere in maniera diffusa gli investimenti delle Pmi che, negli ultimi anni, sono rimaste escluse dai principali strumenti di agevolazione tarati sulle aziende energivore, o indirizzati al fronte domestico/residenziale».
A questo punto, però, la Confederazione attende misure di attuazione del Piano che siano in grado di garantire condizioni e procedure che non innalzino barriere di accesso penalizzanti per le piccole imprese. Ed è per questo che Confartigianato sostiene, e apprezza, la scelta di non prevedere una soglia minima di investimento per accedere al credito di imposta.
Positiva anche la possibilità che la riduzione dei consumi possa riguardare non solo l’intera unità produttiva, ma anche il singolo processo sul quale si realizza l’investimento.
PIANO TRANSIZIONE 5.0: DI COSA SI TRATTA
Il Piano Transizione 5.0 è realtà. Contenuto nel Decreto legge Pnrr varato il 26 febbraio dal Governo, il programma sostiene gli investimenti in digitalizzazione e nella transizione green delle imprese attraverso un innovativo schema di crediti d’imposta.
Il Piano mette a disposizione 6,3 miliardi di euro, che si aggiungono ai 6,4 miliardi già previsti dalla legge di bilancio, per un totale di circa 13 miliardi nel biennio 2024-2025.
IL CREDITO DI IMPOSTA