
Tre grandi transizioni – demografica, digitale e ambientale – stanno bussando alle porte delle imprese. E di questo cambiamento, che bisogna affrontare con piglio pratico e visione strategica, sono proprio le aziende a dover fare parte con quella determinazione che non è mai mancata neppure di fronte agli sconvolgimenti epocali più duri. Allora, la chiamata ad un impegno comune non può mancare: se c’è una strada da percorrere per entrare nelle tre grandi transizioni, è quella della crescita economica. Da sostenere con incrementi di produttività che sono possibili solo attraverso investimenti in macchinari e in attività di ricerca e sviluppo. Nello stesso tempo, per gli imprenditori si fa sempre più importante accumulare quel capitale che è la vera “materia prima” per la digitalizzazione dei processi produttivi, per l’efficienza energetica di capannoni e laboratori, per ridurre i rifiuti e per contenere l’impatto sull’ambiente.
INVESTIMENTI CON IL SEGNO MENO
L’analisi dei conti nazionali pubblicati nei giorni scorsi da Eurostat, mette l’accento sugli investimenti in Italia: se nella seconda metà del 2022 si è assistito ad una capacità reattiva da parte delle imprese, nel secondo trimestre 2023 gli investimenti fissi lordi sono calati dell’1,8% rispetto al trimestre precedente. E se la Francia deve affrontare la stagnazione (-0,1%), la Germania registra un timido aumento (+0,4%) e la Spagna vola con un +4,6%.
Se si sposta l’analisi sull’arco di dodici mesi – periodo in cui si è manifestata la stretta monetaria che ha determinato un aumento dei tassi sui prestiti delle imprese di 359 punti base – si nota che in Italia gli investimenti fissi lordi flettono dello 0,6%, mentre salgono dell’1,3% in Eurozona, del 2,2% in Francia, del 2% in Spagna e dell’1,7% in Germania.
ECCO PERCHE’ DIMINUISCONO GLI INVESTIMENTI
Sul calo degli investimenti in Italia hanno influito le difficoltà di attuazione del PNRR, che nel 2022 hanno depotenziato la spinta degli investimenti pubblici. Nel primo semestre 2023 si registra un aumento tendenziale del 22,4% della spesa per investimenti dei Comuni.
LA LEVA DELLA POLITICA FISCALE
Però, grazie agli incentivi di politica fiscale per gli interventi sugli edifici e l’acquisto di macchinari, l’Italia ha registrato la maggiore crescita degli investimenti, tra i maggiori Paesi europei, rispetto ai livelli pre-pandemia: tra il quarto trimestre 2019 e il secondo trimestre 2023 gli investimenti sono saliti del 20%. Nell’Eurozona si è invece registrato un calo del 4,2%, del 3% nella Ue a 27 e del 2% in Germania. La Spagna, con un -0,8%, ristagna. La Francia, invece, vede un aumento del 4,7%.
ACCOMPAGNARE LE IMPRESE VERSO IL CAMBIAMENTO
«Siamo in una fase economica molto delicata – sottolinea il Presidente di Confartigianato Marco Granelli – che richiede un supplemento di impegno, uno sforzo ancora più energico per non perdere l’occasione di rilanciare lo sviluppo. Noi imprenditori non dobbiamo perdere la fiducia nelle nostre potenzialità che abbiamo faticosamente mantenuto e concretamente dimostrato negli ultimi, difficilissimi anni. Ma abbiamo bisogno che questa fiducia venga alimentata dalle scelte di politica economica. Per questo, nonostante i vincoli di finanza pubblica, chiediamo che la manovra che il Governo si accinge a presentare sia ben orientata ad accompagnare le imprese nelle transizioni green e digitale, anche con strumenti di finanza innovativa, con precisi impegni sul fronte del fisco, del lavoro, della formazione, dell’attuazione del Pnrr, con una strategia strutturale e sostenibile di medio-lungo termine in tema di incentivi per l’efficientamento energetico degli edifici».