
«Misure urgenti per il settore moda»: le chiede Confartigianato Moda in una lettera inviata al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso; al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti; al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone e al Presidente Abi, Antonio Patuelli.
In occasione del Tavolo Nazionale della Moda del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il quale si è fatto luce sul particolare stato di difficoltà del settore, la Confederazione ha sottolineato quanto «la moda è uno dei settori che non ha mai beneficiato di misure specifiche. Le imprese non hanno ancora toccato il fondo, ma le prospettive per i prossimi mesi sono di forti difficoltà e potrebbero mettere a rischio intere filiere produttive. Se vogliamo tutelare il Made in Italy dobbiamo obbligatoriamente salvare l’artigianalità che ne è da sempre il Dna. Le nostre proposte sarebbero un importante aiuto PER raggiungere questo obiettivo».
IL NOSTRO VIAGGIO NEL TESSILE: FORTE, MA CON POCHE CERTEZZE
A scattare un’istantanea di come è cambiato e dovrà cambiare il settore tessile, da cinquant’anni interessato da forti oscillazioni dei mercati e da cambiamenti improvvisi dettati anche dalla grande attenzione di clienti e fornitori nei confronti di una sostenibilità non solo ambientale ma anche sociale, è un’inchiesta di Confartigianato Imprese Varese. Dedicato al tessile in tutte le sue tante specializzazioni, l’approfondimento mette in luce gli scatti innovativi che gli imprenditori delle piccole e medie imprese, e delle grandi industrie, sostengono da tempo per sostenere la sfida di una competitività che deve fare i conti non solo con la mancanza di materie prime e gli alti costi energetici, ma anche con una clientela giovane e particolarmente esigente. Se da un lato, quindi, si scommette su una sempre più alta qualità del Made in Italy, fatto di creatività e flessibilità, dall’altro si deve guardare sempre più all’estero. Con proposte uniche che sappiano soddisfare gusti culturali particolari e diversissimi fra loro.
LE RICHIESTE: DALLA SOSPENSIONE DEI VERSAMENTI ALLA LIQUIDITA’ A TASSO ZERO
Da tempo, Confartigianato ha sollevato la necessità di guardare a questo settore con un’attenzione maggiore e, per evitare che la crisi dei grandi brand comprometta la tenuta del sistema produttivo italiano, propone:
SERVE UN CONTRIBUTO PER RAFFORZARE LE POSIZIONI DI MERCATO
Infine, Confartigianato Moda chiede un contributo per rafforzare le posizioni di mercato e il consolidamento dei progetti d’investimento in marketing, digitalizzazione, sostenibilità ambientale e aggregazioni di imprese. Il contributo a fondo perduto ammonterebbe a 300.000 euro e sarebbe finalizzato al rinnovamento del parco tecnologico delle imprese, per la registrazione di nuovi marchi, sviluppo di indagini di mercato, consulenza commerciale e consulenza/certificazioni sulla sostenibilità ambientale, implementazione dei processi digitali a favore di imprese che attivino accordi di aggregazioni, che vedano coinvolte almeno 3 imprese. In particolare, si favoriranno progetti legati alla filiera a monte del settore improntati ad aggregazioni di carattere orizzontale.