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Nonostante le tensioni economiche e politiche, ci sono buone notizie. Ecco quali sono

Nonostante le tensioni economiche e politiche, ci sono buone notizie. Ecco quali sono

A dirlo sono gli stessi imprenditori di Confartigianato Imprese – Territorio contattati nel mese di gennaio di quest’anno: «L’unica certezza è l’incertezza». Però, grazie alla reattività del sistema imprenditoriale italiano il 2024 ha segnato performance importanti e anche nel 2025 ci sono segnali che fanno ben sperare.
Se da un lato i punti interrogativi non mancano - le tensioni geopolitiche, i rischi dei dazi USA (che potrebbero ritardare la ripresa del commercio mondiale), la stagnazione della Germania e il rialzo dei prezzi dell’energia che amplifica gli impulsi recessivi sulla manifattura -, dall’altro, come sottolineato nell’ultimo Report di Confartigianato, si delineano i benefici del consolidamento della crescita, della riduzione dell’inflazione e dell’allentamento della stretta monetaria.
Ed è proprio sulle “20 good news” di Confartigianato che abbiamo deciso di concentrarci:
 

  • La crescita dell’occupazione
    A dicembre 2024 l’occupazione sale dell’1,2%. La crescita è la combinazione dell’aumento dei dipendenti permanenti (+687mila) e del calo dei dipendenti a termine (-402mila) e degli autonomi (-11mila).
  • Più lavoro per donne e dipendenti stabili
    Nei primi tre trimestri del 2024 la crescita è trainata dall’occupazione (+1,8%, superiore al +1,1% della media Ue): le donne aumentano del 2,3%, i dipendenti a tempo indeterminato del 3,3%, i laureati del 4,8% e gli stranieri del 6,6%.
  • Le Pmi sostengono le assunzioni
    Nel primo trimestre 2025, le previsioni di assunzione nelle Pmi segnano un -0,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma la domanda delle piccole e medie imprese è tonica: si prevede un aumento delle assunzioni dell’1,7%.
  • Calano gli infortuni nell’artigianato
    Nei primi dieci mesi del 2024 le denunce di infortunio nell’artigianato scendono del 4,1% su base annua, con un calo anche di quelli con esito mortale.
  • Un tasso di inflazione tra i più bassi in Europa
    A gennaio 2025, il tasso di inflazione in Italia è dell’1,7%, di 0,8 punti inferiore alla media dell’Eurozona. Con quelli di Irlanda (1,5%) e Finlandia (1,6%) è tra i più bassi nell’Ue a 27.
  • La locomotiva del Mezzogiorno
    Nei primi tre trimestri del 2024, l’occupazione del Mezzogiorno è salita del 2,4% contro il +1,8% della media nazionale. La Sicilia è la regione italiana con la maggiore crescita dell’occupazione. Nel Mezzogiorno è più dinamica anche la spesa pubblica per investimenti dei Comuni.
  • Conti pubblici in ordine
    Con l’ultima manovra di bilancio il rapporto deficit/PIL scenderà al 2,8% nel 2026: a partire dal 2027 si ridurrà il debito pubblico sul PIL.
  • Il maggiore avanzo primario in Ue
    Nel 2025 l’Italia segnerà un avanzo primario di mezzo punto di PIL a fronte del disavanzo di quasi un punto (-0,9%) dell’Eurozona. In segno negativo anche i saldi di bilancio, al netto della spesa per interessi, di Germania (-0,9%) e Francia (-2,7%).
  • Lo spread in calo
    Nel mese di gennaio 2025, lo spread è a 119 punti base: in dodici mesi è calato di 34 punti base. Nello stesso periodo, lo spread dei titoli di stato francesi è salito di 26 punti base.
  • Sostegno al consumo e alle famiglie
    La manovra di bilancio per il 2025 prevede benefici per le famiglie per un totale di 15,2 miliardi di euro. Dopo la stagnazione del 2024, quest’anno i consumi privati sono saliti dell’1%.
  • Cresce la spesa per investimenti dei Comuni
    Nei primi nove mesi del 2024 la spesa per investimenti dei Comuni italiani sale del 31,9%, consolidando la crescita del 40,3% registrata nel 2023.  Nell’ultimo trimestre dell’anno si delinea qualche segnale di rallentamento.
  • La tenuta dell’edilizia
    Gli investimenti pubblici, sostenuti dall’attuazione del PNRR, mantengono il sostegno all’edilizia nell’era del post-Superbonus. Nei primi tre trimestri del 2024 le costruzioni segnano un aumento del valore aggiunto dell’1,5%, mentre la produzione nei primi 10 mesi del 2024 sale del 5,8%. Mentre nei primi tre trimestri del 2024 ristagnano (-0,8%) gli investimenti in abitazioni, salgono con tasso a doppia cifra (+10,4%) quelli in fabbricati non residenziali e altre opere.
  • Segno positivo per l’export nei settori di MPI
    All’interno di una fase di debolezza del commercio internazionale, nei primi nove mesi del 2024 sale del 2,2% l’export nei settori della micro e piccola impresa: alimentare, moda, legno-arredo, prodotti in metallo, gioielleria e occhialeria. Nel 2023 il rialzo era del 2%.
  • Sale il turismo degli stranieri
    Nei primi undici mesi del 2024 la domanda turistica - +3,7% - è sostenuta dagli stranieri. La dinamica delle presenze turistiche totali registra un +0,1%.
  • Le tempeste globali e i territori in cui aumenta l’export
    Nei primi nove mesi del 2024 l’export registra un -0,8%, ma Toscana, Sardegna, Lazio, Campania e Trentino Alto-Adige registrano un aumento dell’export con tassi superiori all’incremento dei prezzi all’export.
  • Manifattura in controtendenza
    In tredici comparti manifatturieri, nei quali si concentra il 33,8% dell’occupazione dell’artigianato manifatturiero, pari a 289mila addetti, nei primi dieci mesi del 2024 si registra un aumento della produzione: si tratta di cluster produttivi dell’alimentare, della manutenzione di macchinari e della carta, e di alcuni segmenti dei prodotti per l’edilizia e delle apparecchiature e componentistica elettronica.
  • Crescono i servizi a vocazione artigiana
    Nei primi tre trimestri del 2024 il volume del fatturato dei servizi cresce del 3,5%, con una maggiore accentuazione per alcuni servizi a vocazione artigiana quale autoriparazione (+8,6%) e servizi per gli edifici, tra cui quelli di pulizia (+3,9%).
  • Recessione in Germania, ma in tre regioni crescono le vendite sul mercato tedesco
    L’economia tedesca è in recessione da due anni e, nei primi tre trimestri del 2024, si registra un calo del 5,4% della domanda del Made in Italy. Le vendite delle imprese in Germania rimangono in crescita in Toscana, Trentino-Alto Adige e Puglia. In segno positivo le province di Firenze, Piacenza, Novara, Bolzano, Arezzo, Cremona, Cuneo, Mantova e Monza-Brianza.
  • Sole e idro trainano la crescita dell’elettricità green
    Dall’analisi annuale di Terna, si evidenzia che nel 2024 la produzione di energia elettrica sale del 2,7%, combinazione di un aumento del 13,4% da fonti di energia rinnovabile (FER) e un calo del 3,9% da termica. La spinta delle FER arriva da idrico rinnovabile (+30,4%) e dal fotovoltaico (+19,3%).
Grafico