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Transizione 4.0 e Internazionalizzazione plus: una spinta alla competitività delle Pmi

Transizione 4.0 e Internazionalizzazione plus: una spinta alla competitività delle Pmi

#Rassegnastampa

NUOVO DPCM: LE RESTRIZIONI RIMANGONO FINO A PASQUA
Un mese di divieti, dal 6 marzo al 6 aprile: fino a Pasqua. «Il nuovo Dpcm confermerà le restrizioni: piscine, palestre, cinema, teatri e ristoranti la sera resteranno chiusi. L’unica concessione che il governo fa a chi preme per la ripartenza è comunicare con anticipo le misure e promettere ristori subito. I soldi arriveranno sia per gli esercizi chiusi con le ordinanze nazionali, sia per quelle subregionali firmate dai governatori», scrive il Corriere della Sera. Ma per affrontare l’emergenza legata anche alle varianti (quella inglese colpisce nel 17,8% dei casi e corre fino al 40% più veloce del ceppo originario) l’Europa sta valutando l’iniezione unica dei vaccini.

INTERNAZIONALIZZAZIONE PLUS: DALLA LOMBARDIA IL BANDO PER LE PMI
Il rilancio delle imprese passa dalla promozione dei prodotti all’estero. E’ per questo che a breve «aprirà, per le Pmi con sede operativa in Lombardia, la linea Internazionalizzazione plus», si legge sul Sole 24 Ore. Per accedere al bando, le imprese devono presentare un progetto per la partecipazione a iniziative che potenzino la loro presenza sui mercati esteri: fiere, showroom temporanei, consulenze per piani di marketing, consulenze in materia fiscale, doganale, ricerca di partner. L’investimento minimo sarà di 40mila euro; quello massimo di 500mila euro. L’agevolazione, che copre il 100% delle spese ammissibili, è suddivisa tra un contributo a fondo perduto pari al 20% e un finanziamento agevolato pari all’80% della spesa. Il bando è a sportello.

TRANSIZIONE 4.0: NEL DL RISTORI ARRIVA UN PACCHETTO DA 6,7 MILIARDI
Si legge sul Sole 24 Ore che «le modifiche al Piano Transizione 4.0 dovrebbero coprire anche gli investimenti effettuati a partire dal 16 novembre 2020: il credito di imposta del 10% per i beni strumentali tradizionali dovrebbe essere rinnovato per il 2021 e non più anche per i 2022. Il credito di imposta per i beni strumentali materiali digitali, invece, dovrebbe vedere confermata la maggiorazione al 50% anche nel 2022». Tra le altre novità: per i software 4.0 aliquota che sale dal 20% al 25%; per i software tradizionali dal 10% al 15% al pari dei dispositivi per lo smart working.

SOSPESA LA CARTA BENZINA: PREZZI SIMILI TRA ITALIA E SVIZZERA
Da lunedì 1° marzo gli automobilisti lombardi residenti entro 20 chilometri dal confine non avranno più diritto alle agevolazioni. Le ragioni dello stop, seppur temporaneo, sono definite dalla legge. Che prevede che il prezzo della benzina in Italia non possa essere inferiore a quello applicato in Svizzera. Ora con lo sconto regionale il prezzo sarebbe stato poco più alto e per il gasolio inferiore. Così la Regione ha dovuto sospendere la carta sconto fino al prossimo monitoraggio.

SEA, IN 550 RESTANO A TERRA
Scrive la Prealpina che «Sea e forze sindacali cercano di arginare la crisi del trasporto aereo con un accordo che prevede l’estensione degli ammortizzatori sociali, l’impiego dei contratti di solidarietà, l’accompagnamento alla pensione per 400 dipendenti, l’incentivazione all’esodo volontario per un massimo di 150 lavoratori. In totale saranno fino a 550 (di cui almeno una metà su Malpensa) i lavoratori che verranno accompagnati in uscita, con un ridimensionamento del 20% dell’organico. Vi sarà spazio, però, anche per l’assunzione di 100 giovani».

ITALIA: PERSO IL 18,4% RISPETTO AL PIL DELL’EUROZONA
«Oggi il Pil italiano vale il 14,5% di quello dell’area euro, contro il 17,7% coperto nel 2001. Il crollo dello scorso anno è il frutto della crisi innescata dalla pandemia, ma anche il punto finale di una lenta ma profonda erosione che ha spinto l’economia del Paese ai margini dell’Eurozona», scrive il Sole 24 Ore. Il reddito pro capite italiano oggi vale l’82,8% della media Ue, mentre era oltre il 100% nel 2001. Negli ultimi 20 anni la stagnazione italiana ha ridotto del 18,4% il peso del nostro Paese sulla produzione dell’Eurozona. Solo la Grecia ha fatto peggio. Le cause di questa caduta? Burocrazia snervante, fisco nemico (di chi prova a crescere) e geografia imprenditoriale frammentata.