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Le spinte che servono all'Italia: il Governo scommette sull'automotive; l'Europa sulla liquidità alle Pmi

Le spinte che servono all'Italia: il Governo scommette sull'automotive; l'Europa sulla liquidità alle Pmi

#Rassegnastampa

DOSSIER AUTOMOTIVE E TRANSIZIONE ECOLOGICA: IL GOVERNO STRINGE I TEMPI

Il dossier automotive è stato aperto ufficialmente dal governo. «Sul tavolo la lista delle priorità è lunga – si legge sul Sole 24 Ore – ma un tema su tutti sta a cuore dell’industria dell’auto: gestire la transizione dal punto di vista produttivo, un processo destinato a somigliare ad una vera e propria riconversione industriale». Si parla della ristrutturazione di un settore che conta 5mila aziende, vale 350 miliardi di euro e pesa per oltre il 10% delle attività manifatturiere in Italia con 1,2 milioni di addetti. Da qui si diramano gli impegni del governo: «Riaprire la partita degli incentivi destinati alle auto ad alimentazione tradizionale ma poco inquinanti, sostenere gli investimenti per potenziare la rete di ricarica nel Paese e mettere a punto un piano che possa agevolare l’insediamento in Italia della terza Gigafactory che Stellantis farà in Europa». Le aree strategiche sulle quali lavorare sono però due: il capitale umano e l’aggregazione tra imprese per restare competitivi. Per una riconversione industriale dal punto di vista sì tecnologico ma anche delle competenze. Leggi lo studio sulla mobilità avanzata commissionato da Confartigianato Imprese Varese a The European House Ambrosetti: QUI.

PMI, LIQUIDITA’ DA BEI E INTESA SANPAOLO
Si legge su Milano Finanza che «Intesa Sanpaolo e Banca europea per gli investimenti (Bei) hanno varato una sorta di Piano Italia per dare nuovo ossigeno al tessuto imprenditoriale della Penisola gravato dalla pandemia di Covid-19». Italia Oggi aggiunge che «si tratta della prima operazione in Italia a supporto di operazioni di factoring (sconto crediti commerciali) basata sul Fondo paneuropeo di garanzia (Feg), uno degli strumenti Ue di risposta alla pandemia». L’accordo Bei – Intesa Sanpaolo darà nuova liquidità alle imprese, finanziandone il capitale circolante attraverso i prodotti del reverse factoring e del confirming, specificatamente dedicati alle filiere. «Le imprese partecipanti alle singole filiere – si legge sulla stampa economica – hanno la possibilità di incassare anticipatamente i propri crediti commerciali o dilazionare il pagamento dei propri debiti commerciali attraverso l’intervento della banca».

AIUTI COVID PERSI SE NON REGISTRATI
Lo scrive Italia Oggi: «La mancata indicazione dell’importo dei contributi percepiti per far fronte alle difficoltà economiche legate all’emergenza Covid nel modello di dichiarazione dei redditi 2021 non comporta nessuna conseguenza né sanzione per i beneficiari stessi. La mancata registrazione degli aiuti, invece, implica l’illegittimità della fruizione del contributo». Gli aiuti, qualificati quali “aiuti fiscali automatici”, si intendono concessi e sono registrasti nel Rna (Registro nazionale degli aiuti di stato) nell’esercizio finanziario successivo a quello di presentazione della dichiarazione fiscale nella quale sono dichiarati. Di conseguenza, «nella dichiarazione dei redditi devono essere riportati i dati necessari a consentire la registrazione degli aiuti nel Rna, che non sono desumibili dalle data base a disposizione dell’Agenzia, ossia la dimensione e la forma giuridica dell’impresa, il settore dell’aiuto fruito e il codice Ateco dell’attività interessata dalla componente di aiuto».