
L’economia cresce, il turismo avanza, la domanda di lavoro c’è. Eppure, lavoratori se ne trovano sempre meno. La contraddizione dell’economia di oggi è questa, nonostante le micro e piccole imprese siano in grado di determinare il 67,2% delle entrate previste per questo mese di luglio. A dirlo è il Sistema Excelsior di Unioncamere-Anpal.
Occupazione e disoccupazione in Italia
Il Pil italiano, nel primo trimestre 2023, sale dell’1,9% su base annua: il doppio della media UE. La performance supera quella di Stati Uniti, Giappone, Francia e Regno Unito. Il dinamismo dell’economia italiana è sostenuto dalla crescita dell’occupazione. A maggio 2023 gli occupati salgono di 21 mila unità rispetto al mese precedente e, rispetto a maggio 2022, l’aumento è di 383mila unità (+1,7%) per effetto dell’aumento dei dipendenti permanenti (+451mila, pari al +3,0%) e degli indipendenti (+82mila, pari al +1,6%, che ha più che compensato la diminuzione dei dipendenti a termine (-150mila, pari al -4,9%).
Il tasso di disoccupazione scende al 7,6%, e bisogna tornare indietro di 13 anni per trovarne uno così basso. Dopo il sostegno dato dall’edilizia all’intero mercato del lavoro, tra pandemia e invasione dell’Ucraina, nel 2023 cresce l’occupazione nella manifattura e nei servizi. Nel primo trimestre 2022 gli occupati, al netto della stagionalità, sono saliti di 236mila unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+1,5%) nei servizi e di 136mila unità (+2,9%) nella manifattura.
Non si trova il 47,9% di figure professionali. Nelle costruzioni si sfiora il 70%
Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, soprattutto se qualificato, occupa da tempo l’agenda degli imprenditori. Che, nel mese di luglio 2023, fanno fatica a trovare il 47,9% delle figure professionali necessarie. Una quota che sale al 56,6% se si guarda alla ricerca di operai specializzati e conduttori di impianti e macchine. Per altre figure, come gli operai specializzati nelle costruzioni, si sfiora il 70%. Percentuale superata se si considerano i fonditori, saldatori e montatori di carpenteria metallica.
Quali sono i fattori che influiscono sul mismatch?
Sull’offerta di lavoro influiscono quantità e qualità dei flussi migratori in ingresso e uscita, di cui la fuga di giovani cervelli è una delle caratterizzazioni. Nei prossimi 30 anni la popolazione in età da lavoro è prevista in diminuzione del 23,6%, con un calo diffuso in tutte le regioni.
A rischio il trasferimento di competenze
Le imprese, in particolare le micro e piccole, sono esposte alle criticità del mismatch e stanno adottando diverse misure per attrarre i lavoratori. Gli imprenditori dicono che i giovani hanno profondamente modificato la percezione del posto di lavoro e sono meno orientati ad un lavoro manuale e impegnativo. Il fenomeno rende problematico il ricambio generazionale dei lavoratori dell’impresa e il trasferimento delle competenze dalle figure senior a quelle junior, rischiando di dissipare le tecniche manuali alla base del “saper fare” che connota il made in Italy.
Nel medio termine, viene messo a rischio un sistema di offerta – caratterizzato da artigianalità, alta qualità e originalità del prodotto – che si contraddistingue nel mondo. Nella visione degli imprenditori, solo la creazione di valore basata su una elevata qualità può garantire la competitività della produzione nazionale.
Come cambiano le aspettative delle nuove generazioni
Cambiano le aspettative dei giovani rispetto al lavoro: mentre è meno appetibile il posto fisso, cresce l’orientamento ad un lavoro autonomo che dia maggiore indipendenza e tempo libero. L’evoluzione dei consumi giovanili – sportivi, culturali e di intrattenimento – richiede più tempo libero e lo scambio sul mercato del lavoro, tra tempo del lavoratore e retribuzione, diventa più complesso. La rapidità del progresso tecnologico nella transizione digitale in corso genera un maggiore difficoltà di aggiornamento e adeguamento del sistema scolastico.
Le imprese come stanno affrontando il problema?
Le imprese reagiscono con interventi diversificati:
Nonostante le azioni intraprese, alcune delle imprese non hanno potuto espandere l’occupazione, ritardando o interrompendo il percorso di sviluppo dell’azienda.
Contrattazione collettiva ed enti bilaterali: così le imprese fidelizzano i collaboratori
Gli investimenti sulla contrattazione collettiva di qualità, come nell’artigianato, si pongono l’obiettivo di fidelizzare i lavoratori anche con le importanti tutele di welfare fornite dagli enti bilaterali. Confartigianato Imprese è parte negoziale e firmataria di 14 CCNL che interessano una platea potenziale di 3,6 milioni di lavoratori: contratti collettivi di lavoro che garantiscono una corretta regolamentazione dei rapporti di lavoro e importanti tutele per i lavoratori, anche attraverso il proprio consolidato sistema di bilateralità.
Cosa accade in Europa
La scarsità di manodopera è un problema diffuso in Europa. Nel secondo trimestre del 2023, in Italia il 9,8% delle imprese manifatturiere registra un ostacolo all’attività data dalla scarsità di manodopera, a fronte del 26,3% della media dell’Unione europea. Nel dettaglio la quota di imprese che riscontrano difficoltà di reperimento è del 17,7% in Francia e sale addirittura al 34,3% in Germania. Il fenomeno in Italia è in crescita (+4,4 punti) rispetto ad un anno prima, mentre segna una attenuazione nella Ue (-2,7 punti).