
Il cambiamento climatico sta facendo un favore all’economia mondiale. Non è una considerazione cinica, ma una presa d’atto: con lo sciogliersi dei ghiacciai, dovuto al surriscaldamento della crosta terreste, la rotta del Mare del Nord (Northern Sea Route) che corre lungo la costa artica russa si può navigare più a lungo e può rappresentare un’alternativa valida a quei flussi commerciali che, colpiti dalla crisi del Mar Rosso e dalle interruzioni periodiche nel Canale di Suez, passano tra l’Asia Orientale (sui cui domina l’export cinese) e l’Europa. Dunque, da un lato si possono raggiungere più velocemente i Paesi asiatici e, dall’altro, si possono aprire anche nuove occasioni commerciali con i mercati nordici: piccoli ma ad alto reddito, con una forte domanda di prodotti di qualità, tecnologia e Food premium.
Quale è la regione italiana più interessata dal traffico marittimo con l’Asia Orientale e dal passaggio per la rotta artica? La Lombardia, con una somma di import-export via mare che supera i 25 miliardi di euro (incremento del 7,3%). Non male fanno l’Emilia-Romagna con poco più di 10 miliardi, il Veneto con 8,4 e il Piemonte con 6.
Chiosa: la riduzione dei tempi di navigazione è sensibile, perché il clima cambia ma gli imprevisti meteorologici persistono. In condizioni favorevoli, che coincidono con i mesi estivi, il transito può ridursi fino al 40-50% rispetto ai tempi standard e un viaggio da Shanghai a Rotterdam può scendere da circa 30–35 giorni a 15–18 giorni. Nei mesi invernali, invece, l’impatto sui costi è nettamente diverso perché servono navi con adeguate specifiche tecniche, servizi di assistenza delle navi rompighiaccio, premi assicurativi derivanti dalle condizioni meteo estreme.
Ai comuni mortali, qualche in giorno in meno nella consegna o nell’approvvigionamento delle merci può sembrare una bazzecola, ma per un’impresa fa la differenza nella tenuta e nel consolidamento del rapporto con i clienti. Minori costi di trasporto, maggiore rapidità nel ciclo ordine-consegna, migliore gestione delle scorte e maggiore competitività sui mercati asiatici possono garantire margini maggiori proprio alle le piccole e medie imprese. Anche italiane.
Il primo punto è proprio questo: raggiungere i mercati asiatici a costi inferiori e con maggiore rapidità. D’altronde, i numeri raccontano un trend dell’export sul quale si deve scommettere anche in futuro: nel 2025, l’interscambio per via marittima tra le economie dell’Asia orientale e l’Italia è stato di 73,2 miliardi di euro. Il 55,2% del commercio con l’area e il 6% dell’import-export totale. Più della metà, il 56%, interessa la Cina (somma tra import ed export, 40,8 miliardi di euro), ma performance molto interessanti riguardano anche Giappone (6,6 miliardi), Corea del Sud (6,3), Vietnam (4,4), Indonesia (3,7), Tailandia, Taiwan e Singapore (2,4 miliardi) e Malaysia (1,8). Meno di un miliardo fanno Hong Kong, Filippine, Myanmar (ex Birmania) e Mongolia.
Il secondo punto: se da un lato si aprono nuove opportunità di export e si riducono i costi logistici verso l’Asia, dall’altro le catene di fornitura si fanno più reattive, si guarda alla possibilità di nuove partnership tecnologiche e ci si riorganizza per un eventuale posizionamento strategico in un’area particolarmente ampia composta da Canada (il nord del Paese e le isole artiche), Danimarca (Groenlandia e Isole Faerøer), Norvegia (area settentrionale, Svalbard e Jan Mayen), Russia (Siberia, area nordoccidentale), Stati Uniti (Alaska), Finlandia (Lapponia finlandese), Islanda (piccole isole a nord) e Svezia (contea di Norrbotten nel Norrland.
In soldoni, l’Artico rappresenta anche per l’Italia un’area di crescente interesse economico. E la bandierina del Made in Italy potrebbe sventolare con particolare entusiasmo nel nome della meccanica di precisione, della componentistica per l’industria estrattiva, delle tecnologie per la logistica in ambienti estremi, dei sistemi di energia rinnovabile. Con un accento sull’eolico offshore e l’idrogeno. Quindi, alta tecnologia da un lato e tradizione dall’altro: Food, Moda e design hanno tutti i numeri per ridisegnare la propria mappa con abbigliamento tecnico e outdoor, illuminazione, agroalimentare di grande qualità. Sostenibilità? Al centro del dibattito con sistemi di monitoraggio ambientale, tecnologie per la gestione dei rifiuti e soluzioni per l’efficienza energetica.