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Confartigianato: «No all’eliminazione dei controlli sugli impianti. A rischio sicurezza e ambiente»

Confartigianato: «No all’eliminazione dei controlli sugli impianti. A rischio sicurezza e ambiente»

Nel 2025, in Italia, si contano circa 20 milioni di caldaie domestiche a gas: di queste, sette milioni hanno più di quindici anni e sono ormai obsolete e da sostituire.

UN DECRETO VUOLE CANCELLARE I CONTROLLI IN PRESENZA
Confartigianato insiste da tempo sulla necessità di tenere alta l’attenzione sui controlli fisici obbligatori, ma una bozza del decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), presentata nel dicembre di quest’anno, diffonde una certa preoccupazione: se il testo dovesse essere approvato (si prevede l’entrata in vigore nel 2026) verranno ridotte, o addirittura abolite, le ispezioni in presenza per gli impianti sotto i 70 kW. Compresi quelli di piccola potenza inferiori ai 35 kW. A dirlo è l’articolo 8 comma 3 del decreto: i controlli fisici verranno sostituiti da controlli documentali effettuati a distanza.
In soldoni, un provvedimento che interessa la quasi totalità delle caldaie domestiche.

A RISCHIO LA SICUREZZA DELLE PERSONE E L’AMBIENTE
La Confederazione aveva già richiamato l’attenzione delle istituzioni competenti sui pericoli derivanti dal “taglio” dei controlli sugli impianti e, con una lettera inviata al Mase, ha sottolineato l’assoluta inadeguatezza di una tale scelta rispetto alle esigenze di:

  • Tutela ambientale: caldaie vecchie e non manutentate emettono più Co2 e inquinanti (polveri sottili Pm10) e vanno ad alimentare una delle principali criticità ambientali e sanitarie del nostro Paese
  • Sicurezza e incolumità di persone e beni: senza ispezioni aumenta il rischio di fughe di gas, scoppi e intossicazioni da monossido di carbonio. Secondo il Comitato italiano gas, tra il 2019 e il 2023 si sono registrati 1.119 incidenti legati al gas per uso civile con 128 vittime e 1.784 persone ferite
  • Risparmio energetico: il malfunzionamento aumenta i consumi energetici e i costi indiretti sulle famiglie, costrette a sostenere spese maggiori per guasti e sostituzioni

LE RICHIESTE DI CONFARTIGIANATO
Da qui le richieste di Confartigianato. Ogni eventuale revisione normativa deve prevedere:

  • La consultazione preventiva delle organizzazioni di categoria
  • Coinvolgere il Ministero per le Imprese e per il Made in Italy, cui compete la regolazione e la sorveglianza sulle imprese impiantistiche
  • Garantire controlli effettivi e verificabili sugli impianti, evitando che essi si riducano a mere verifiche documentali
  • Valorizzare il ruolo dei responsabili tecnici abilitati
  • Coniugare semplificazione amministrativa, sicurezza di persone e beni e tutela ambientale

GLI OBIETTIVI DEL DECRETO
La bozza del Mase punta a sostituire il Dpr 74/2013, con il quale sono state introdotte ispezioni fisiche periodiche per verificare l’efficienza e la sicurezza degli impianti.
Le ragioni che stanno portano a questo piroetta legislativa? Semplificare la burocrazia, ridurre gli oneri amministrativi, uniformare le frequenze di controllo a livello nazionale (un controllo minimo ogni quattro anni), limitare l’accesso degli ispettori nelle abitazioni. Verifiche più stringenti potranno essere decise dalle Regioni, ma solo in presenza di motivazioni particolarmente forti come le aree ad alto inquinamento. Ma si rischia di “giocare con il fuoco”.