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Il 7 maggio entra in vigore l’Indicazione Geografica Protetta “non agri”

Il 7 maggio entra in vigore l’Indicazione Geografica Protetta “non agri”

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 93 del 22 aprile 2026, il decreto legislativo del 2 aprile 2026 n. 51 adegua l’ordinamento italiano al Regolamento europeo 2023/2411 relativo alla protezione della Indicazione Geografica Protetta (Igp) “non agri” o “non food”.

Con questo provvedimento, che entrerà in vigore il 7 maggio 2026, i prodotti artigianali e industriali (tessuti, ceramiche, vetro, coltelli, pelletteria, gioielli, marmi, ecc.) potranno ottenere, per la prima volta in Italia, la tutela Igp sul modello di quello che già viene utilizzato per il settore agroalimentare.

Il vantaggio per le micro, piccole e medie imprese? Avere a disposizione una nuova leva per dare ancora più valore al Made in Italy dei singoli territori.

La Igp “non agri” è stato oggetto di un evento organizzato dalla Camera di Commercio italiana in Belgio con la collaborazione di Confartigianato.

Articolo 3: autorità di riferimento
L’autorità competente per la fase nazionale di registrazione è il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), che opera attraverso la Direzione Generale per la Proprietà Industriale – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (Uibm).

I vantaggi per le Mpmi: avere a disposizione un referente unico che ha competenze anche sulle modifiche del disciplinare, sulla cancellazione e sul ritiro della domanda.


Articoli 4 e 5 — Come si presenta la domanda
Le domande si devono presentare obbligatoriamente attraverso il portale telematico dell’Uibm.

I vantaggi per le Mpmi: la procedura digitale elimina carte e spostamenti. Inoltre, il modello utilizzato segue gli standard europei.


Articolo 6 — Esame di ricevibilità e merito
L'Uibm ha il compito di verificare ricevibilità e completezza della documentazione. Poi, inoltra il fascicolo alla Regione, o Regioni, interessate per un parere sui requisiti oggettivi e soggettivi. La domanda incompleta può essere integrata entro sessanta giorni. La domanda, se positiva, viene pubblicata sul Bollettino Uibm.

I vantaggi per le Mpmi: tempi certi e prevedibili.


Articolo 12 — La decisione nazionale e i nomi già esistenti
Nel caso in cui non ci fossero opposizioni nei due mesi successivi alla pubblicazione, l'Uibm esprime decisione favorevole alla registrazione e la invia all'Euipo per il passaggio europeo.
Nella fase istruttoria dell’esame nazionale è riservato un ruolo alle Regioni nel cui territorio ricade la produzione oggetto di registrazione.
I produttori con nomi/marchi che sono già protetti a livello giuridico, o acquisti con l’uso, possono chiedere il loro trasferimento al nuovo sistema Igp Ue.

I vantaggi per le Mpmi: chiarezza e trasparenza sull'esito e sulla pubblicità del disciplinare; tutela per le denominazioni storiche senza dover ripartire da zero.

Articolo 20 — I controlli
L'Uibm è l'autorità competente per i controlli ufficiali e la verifica del rispetto degli obblighi giuridici delle Igp. Alcuni controlli possono essere delegati a uno, o più, organismi di certificazione. La Guardia di Finanza, invece, monitora l’uso dei nomi registrati e può essere delegata anche per i compiti ispettivi.

Impatto per le Mpmi: quelle in regola vengono tutelate contro la concorrenza sleale e le contraffazioni online. Chi non lo è, rischia ispezioni.


Articoli 21 e 22 — Le sanzioni
Le sanzioni amministrative per le violazioni delle norme in materia di Igp vanno da alcune centinaia di euro a 24mila euro. Variano a seconda delle fattispecie delle violazioni.

I vantaggi per le Mpmi: l’apparato sanzionatorio specifico rappresenta una tutela penale rafforzata contro imitatori, falsificatori e concorrenti sleali. Agiscono anche contro i falsi venduti online.


Articolo 24 — Associazioni dei produttori
Le associazioni di produttori Igp possono partecipare ai propri lavori come uditori, soci promotori o sostenitori di organismi pubblici, associazioni di consumatori, dettaglianti o fornitori.

I vantaggi per le Mpmi: le associazioni diventano un tavolo di filiera allargato — utile per condividere costi di promozione, dialogare con il retail, raccogliere feedback dei consumatori e negoziare con i fornitori di materie prime. Risorse scarse per una microimpresa.


Per maggiori informazioni, consultare la pagina ufficiale dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (Uibm).


Testo_Decreto_Legislativo_Igp.Pdf