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Industria 5.0: tutto passa dal digitale. Ma nella foresta del Fisco italiano (800 leggi) serve la motosega

Industria 5.0: tutto passa dal digitale. Ma nella foresta del Fisco italiano (800 leggi) serve la motosega

D-DAY DEL 15 OTTOBRE: 23 MILIONI DI ADDETTI ALL’ESAME DEL GREEN PASS

Green Pass

Si tratta di un esame che coinvolge 14,6 milioni di dipendenti da aziende private, 3,2 milioni di dipendenti pubblici e 4,9 milioni di autonomi. “Dal 15 ottobre – scrive il Sole 24 Ore – tutti dovranno avere ed esibire su richiesta la certificazione verde che attesta la vaccinazione anti-Covid, l’avvenuta guarigione dall’infezione o la negatività del tampone”. L’organizzazione richiesta agli imprenditori – le maggiori ricadute dell’obbligo le avranno le aziende con meno di 15 dipendenti – non è di poco conto. E per chi non rispetta le norme, scattano sanzioni salate. Confartigianato Artser offre una consulenza su misura proprio per aiutare gli imprenditori ad orientarsi in tutti gli aspetti della normativa: assistenza nella stesura e applicazione del Protocollo Green Pass, revisione documentale relativa al recepimento degli obblighi, consulenza nella gestione del personale coinvolto, revisione informative e trattamenti Privacy. Contatta un nostro professionista QUI.

FISCO: OPERAZIONE TRASPARENZA. MA CHI SONO I VERI TARTASSATI?
Lo scrive il Corriere della Sera: “La pressione fiscale nel nostro Paese è molto elevata per chi fa fino in fondo il proprio dovere civico. Lo è assai meno per chi, difficilmente, troverà conveniente emergere dal nero con un’aliquota Irpef più favorevole”. Anche su questa si sta concentrando la legge delega in materia fiscale, perché “il 57% dei contribuenti versa un’Irpef (dati 2019) pari a soli 15 miliardi, ma costa in salute, a scuola e assistenza, ben 174 miliardi. Il 45,9% dei contribuenti versa solo il 2,62% delle tasse. E solo l’1,13% dichiara di guadagnare più di 100mila euro l’anno”. E l’ipotesi di assorbire l’Irap nell’Ires? Si legge ancora sul Corsera che “il gettito dell’Irap oggi è di 25 miliardi (dati 2019), di cui 10 a carico delle amministrazioni pubbliche. La stima dell’evasione (dati 2018) è attorno al 19%. L’aliquota Ires potrebbe essere incrementata a un massimo di 29-30%, ma nel complesso la pressione fiscale sull’impresa diminuirebbe anche per il risparmio dei costi di compliance”.

L’ITALIA, IL PAESE DELLE 800 LEGGI IN MATERIA FISCALE: DA DOVE PARTE LA RIFORMA?
Partiamo dal fatto, ormai consolidato, “che la pressione fiscale in Italia è il 42,1% contro la

Tasse

media Ue del 40,6%. La tassazione sul lavoro è al 43,8% contro il 38,1%, mentre se in Italia ci vogliono 238 ore l’anno per pagare le imposte, la media europea è di 182 giorni: in questo campo il nostro Paese è passato dalla posizione numero 23 alla 27”, si legge su Repubblica. L’evasione è mostruosa: sarà anche per questo che in Italia ci sono 118mila commercialisti; circa uno ogni 500 italiani. Ciliegina sulla torta, la riforma fiscale non sarà immediata perché “il sistema fiscale italiano è tuttora prigioniero di circa 800 leggi, che a loro volta hanno bisogno di essere interpretate e spiegate ai cittadini”. Cosa fare? “Probabilmente, l’unico modo è semplificare e fare piazza pulita di tutta l’eccessiva normazione che si è strutturata e stratificata negli anni”.

INDUSTRIA 5.0, PIU’ QUALITA’ AI PRODOTTI

Industria 5.0

Salire sul carro di Industria 5.0 è la prossima sfida che chiede anche alle Pmi di investire sulla “interazione tra uomo e macchine, con l’obiettivo di aggiungere valore alla produzione per ottenere soluzioni personalizzate in base alle esigenze dei consumatori”, si legge su Repubblica. Un’evoluzione che passa dalla transizione digitale, ma che non parte da zero: la pandemia ha aiutato le aziende a mettere a punto, o migliorare, strumenti con i quali superare le barriere culturali verso il digitale. Uno degli obiettivi principali indicati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, che proprio alle Pmi dedica risorse ad hoc. L’Italia ne ha bisogno perché “è al quartultimo posto in Europa per grado di digitalizzazione del sistema economico, anche se negli ultimi 20 anni il trend degli investimenti immateriali e in Ict è in salita. Il posizionamento delle imprese manifatturiere italiane nell’e-business è migliore rispetto a quelle francesi, tedesche e spagnole. E in provincia di Varese, quanto sono digitalizzate le Pmi? Ce lo dice la seconda rilevazione dell’Innovation Index di InnoVaUp che trovate QUI.