
Nel 2025, quasi il 17% delle imprese con dieci addetti ha utilizzato una tecnologia di Intelligenza Artificiale. Una performance che migliora di netto quella del 2023 (5%) e del 2024 (8,2%). La percentuale delle piccole imprese sale al 14,2%, più del doppio rispetto al 6,9% del 2024 e dieci punti percentuali in più rispetto al 2023. Ma c’è di più: considerando il trend delle imprese attive, nel 2025 le piccole realtà che usano l’IA sono salite del 110,8%.
Sono questi i primi dati sui quali si concentra l’analisi Istat pubblicata questa settimana: l’utilizzo e la diffusione della IA anche nelle piccole realtà sono sempre più rapidi ed estesi.
Ma ad aumentare è anche la varietà nell’utilizzo della IA: il 10,6% delle aziende, una percentuale doppia rispetto al 2024, combina fra loro almeno due tecnologie.
C’E’ ANCHE CHI NON CI CREDE
Però, e questo è il vero punto sul quale riflettere, il 14,8% delle imprese ritiene che l’adozione dell’IA non sia utile. Nel 2023, erano il 14,3%.
IL CONFRONTO EUROPEO
Le imprese italiane, nel 2025, hanno sempre più ridotto la distanza con le colleghe europee: il 17% usa la IA. Poco distanti da quelle francesi (15%), è possibile possano raggiungere la Spagna (17,2%) ma non ancora la Germania. Che svetta in classifica con un 23,1%.
I SETTORI DOVE SI USA DI PIU’ LA IA
Quote particolarmente elevate di utilizzo si registrano:
PER COSA SI USA LA IA?
Ecco gli usi più comuni:
COSA OSTACOLA LE IMPRESE NELL’UTILIZZO DELLA IA
Ci sono realtà produttive che non usano ancora la IA, ma lo vorrebbero fare: sono l’11,5% del totale. Cosa le ostacola?
LA IA CHIEDE COMPETENZE, MA SONO ANCORA POCHE
A dirlo è l’analisi della domanda di lavoro monitorata dal Sistema Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: è diffusa la carenza di competenze digitali avanzate.
Si sta parlando di quelle figure professionali che utilizzano intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain nei processi aziendali.
LA RICHIESTA DELLE IMPRESE
Nel 2024, per 686.110 entrate di lavoratori previste dalle imprese italiane di manifattura, costruzioni e servizi è elevata la richiesta di competenze digitali avanzate (capacità di applicare tecnologie digitali per innovare e automatizzare i processi di importanza medio-alta e alta), di cui 367.370, pari al 53,5%, sono di difficile reperimento.
I TERRITORI DOVE E’ PIU’ DIFFICILE TROVARE FIGURE ADEGUATE
A stilare una classifica è Confartigianato.
Le regioni:
Le prime 10 province:
In ventisei province, le imprese segnalano difficoltà nel reperimento di oltre 6 di 10 lavoratori con elevata richiesta di competenze digitali avanzate.