
CON L’AUTO VERDE, L’ITALIA RIPARTE
Rendere la mobilità sostenibile accessibile a tutti affrontando tre crisi: quella causata dalla pandemia, quella climatica e quella dell’aumento dei costi delle materie prime (+90% a maggio). Gli incentivi fanno la loro parte: grazie a questi il mercato delle auto full-electric e ibride plug-in è cresciuto (nel 2020 ha costituito il 4,2% del mercato globale doppiando la quota dl 2019). Ma non bisogna dimenticare il business delle batterie. Ne scrive il Corriere della Sera: “E’ nata l’alleanza europea delle batteria (Eba), ma anche in Italia ci sono iniziative in Campania (un impianto per la produzione di batterie), in Piemonte (nascerà la più grande Gigafactory d’Europa) e il governo italiano che vuole realizzare una Gigafactory da 37 GWh coinvolgendo Stellantis”. L’Italia, però, detiene la prima posizione in Europa per quota di riciclo delle batterie esauste sulla totalità dei rifiuti (79%), ed è per questo che potrà puntare alla costituzione di “una filiera industriale per la raccolta e riciclo delle batteria a fine vita facendo leva anche sui singoli territori, dove le competenze manifatturiere potranno integrarsi con la ricerca e il design, trasformando i poli di produzione in poli di innovazione”. In pratica, riconversione produttiva, aggregazione delle Pmi, salvaguardia dell’occupazione e riqualificazione del capitale umano.
Leggi lo studio Confartigianato Varese – The European House Ambrosetti sulla mobilità sostenibile
IBRIDO O ELETTRICO, D’ACCORDO. MA I “DINOSAURI” RESTANO IN PISTA
Nel 2030 la penetrazione dei veicoli elettrici toccherà il 43% in Europa e il 40% in Cina; nel 2026 una vettura su due sarà elettrificata; dal 2035 quindici Paesi vieteranno la vendita di mezzi a benzina e diesel. “Però – scrive il Corriere della Sera – i combustibili fossili non spariranno dall’oggi al domani perché faranno da ponte alla transizione e resteranno elementi fondamentali per le macchine elettrificate che sono diverse dalle elettriche al 100%”. La fine dei motori a combustione interna è lontana perché “questa tecnologia sarà ancora utile ai veicoli commerciali, per cui il tipo di utilizzo e le considerazioni finanziarie sul costo totale degli utilizzatori favoriscono ancora il mondo dei motori a combustione”.
ECOBONUS AL 65%, LA GIUNGLA DEI PREZZI. E ATTENTI ALLE MULTIUTILITY
Per ridurre le emissioni di Co2 bisogna eliminare la dispersione di calore nelle case. Gli incentivi del 50% (modello caldaia standard), 65% (modello con valvole termostatiche) e 110% (la sostituzione dell’impianto è abbinata a interventi sull’immobile) hanno mosso il mercato: siamo passati dalle 16mila pompe di calore e 62mila caldaie vendute nel 2018, ai quasi 70mila condizionatori e 171mila caldaie nel 2020. “Nell’affare si sono buttate le multiutility – scrive il Corriere della Sera – con prodotti chiavi in mano che fanno pagare in piccole rate nelle bollette. Ma i loro preventivi, se confrontati con quelli dei negozi, sono incredibilmente pesanti”. Il problema sta tutto nella pratica per chiedere la detrazione fiscale in 10 anni: i piccoli rivenditori non dispongono della liquidità necessaria per anticipare il denaro che gli viene rimborsato dopo un anno. “Ma anche lo Stato italiano ha le sue colpe: 10 anni per il rimborso sono troppi; l’incentivo è a pioggia (il 65% si applica indistintamente a ricchi e poveri, single e famiglie con figli) e per compilare la domanda di detrazione ci vogliono competenze da geometra. Perché non copiare dalla vicina Francia?
MADE EXPO, LA FIERA-VETRINA PER TUTTE LE IMPRESE DELLE COSTRUZIONI
Per il 2020, l’Associazione nazionale costruttori edili ha previsto una flessione degli investimenti nel settore delle Costruzioni di circa il 10%. Però, ci sono due strumenti che aiuteranno il comparto a risollevarsi dalla crisi: Made Expo e il Piano nazionale di ripresa e resilienza. La prima si terrà dal 22 al 25 novembre negli spazi di Fiera Milano gli stessi giorni in cui si terranno Sicurezza (la manifestazione internazionale su sicurezza e antincendio) e Smart Building Expo (fiera sull’automazione degli edifici e sull’integrazione tecnologica). “L’obiettivo – scrive il Corriere della Sera - è quello di fare incontrare imprese edili, produttori di allestimenti e pitture con progettisti, architetti, geometri e urbanisti”. Per dare ancora più attenzione alle Pmi si sta lavorando per trasformare Made Expo in una manifestazione sempre più internazionale. Il secondo strumento, invece, è il Pnrr: miliardi di euro andranno a sostenere il settore delle costruzioni e ristrutturazioni, anche nell’ambito dell’edilizia civile.