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Meno giovani, più competenze: la sfida del lavoro a Varese

Meno giovani, più competenze: la sfida del lavoro a Varese

Programmare assunzioni e percorsi formativi è diventato sempre più complesso per le imprese italiane. I cambiamenti demografici, la trasformazione tecnologica e la crescente competizione per attrarre talenti impongono una lettura attenta dei dati e delle dinamiche del mercato del lavoro. Per una provincia a forte vocazione manifatturiera come Varese, in particolare, la sfida di oggi consiste nell'accompagnare l'evoluzione del sistema economico mantenendo il valore della produzione industriale e favorendo, al tempo stesso, lo sviluppo di servizi ad alto valore aggiunto. A fare il punto per questo territorio è Brizio Castrignanò, referente dell'Osservatorio Mercato del Lavoro della Provincia di Varese.

LA DEMOGRAFIA E’ IL PUNTO DI PARTENZA

Per comprendere il futuro del lavoro in provincia di Varese bisogna partire da un dato strutturale: l'evoluzione della popolazione. Secondo Castrignanò, «occorre tenere conto di quella che è la cornice dell'evoluzione della popolazione in provincia di Varese, che rispetta la demografia italiana, caratterizzata da un progressivo ed evidente invecchiamento della popolazione, quindi da una riduzione della popolazione giovane, in età da lavoro».

Per questo il suo consiglio è di analizzare attraverso le varie fonti locali i percorsi scolastici e formativi presenti sul territorio, comprendere quali indirizzi vengono scelti dagli studenti e individuare i potenziali bacini di competenze utili alle aziende. «Le informazioni a disposizione non mancano, ma il vero valore aggiunto consiste nel saperle integrare tutte e interpretare», sottolinea Castrignanò.

Tra queste, sono disponibili ai cittadini e alle imprese le comunicazioni di assunzione, le previsioni occupazionali delle imprese, gli annunci di lavoro online, i dati dei servizi di preselezione, gli osservatori su istruzione e formazione, le rilevazioni di AlmaLaurea e gli archivi statistici di enti come ISTAT, INPS e INAPP. L'incrocio di queste informazioni permette di ottenere «un quadro abbastanza reale, anche pratico, concreto e operativo della domanda di lavoro espressa dal territorio», sottolinea l’esperto.

IL RUOLO DEI SERVIZI PROVINCIALI E IL DIALOGO CON LE IMPRESE

Un contributo per approfondire queste analisi può arrivare dai servizi pubblici provinciali, che possono rafforzare la collaborazione con le associazioni di categoria e con il sistema produttivo. «Le aziende del territorio possono rivolgersi ai nostri centri per l'impiego: attraverso il servizio di preselezione, gli operatori individuano e propongono gratuitamente una rosa di candidati il più possibile in linea con le esigenze aziendali», spiega Castrignanò.

Accanto a questo strumento, un ruolo significativo è svolto dai tirocini e dai percorsi di orientamento nelle scuole. Tra gli obiettivi futuri emerge anche il progetto delle cosiddette accademie aziendali in ingresso, percorsi costruiti insieme alle imprese. Lo scopo, spiega Castrignanò, è sviluppare iniziative formative «più aderenti a effettivi, immediati, concreti e autentici bisogni del sistema delle imprese della provincia di Varese».

LE GRANDI SFIDE DEL TERRITORIO

Oltre alla questione demografica, comunque, il mercato del lavoro varesino deve fare i conti con una forte concorrenza territoriale. «La provincia di Varese subisce fortissimamente l'attrattività della Svizzera, ma anche quella della provincia di Milano, soprattutto per i profili più qualificati», osserva Castrignanò. Le difficoltà di reperimento riguardano innanzitutto le professioni tecniche, come il tornitore nel comparto manifatturiero, poi gli operatori nei servizi sociosanitari, sempre a causa dell'invecchiamento della popolazione.

Anche il comparto tecnologico continua a registrare una domanda superiore all'offerta disponibile. «In ambito informatico c’è una domanda tale di figure con competenze digitali e tecnologiche avanzate che non viene soddisfatta dalla disponibilità di lavoratori con quelle competenze», evidenzia. Tre ambiti sui quali imprese, istituzioni e sistema formativo saranno chiamati a lavorare insieme per garantire la competitività futura del territorio.

Inoltre, a questo scenario si aggiungono le trasformazioni legate alla digitalizzazione e alla sostenibilità: «I processi di digitalizzazione richiedono competenze nuove e una costante attività di aggiornamento professionale, mentre la transizione green rende sempre più necessarie competenze legate all'innovazione e alla sostenibilità», conclude Castrignanò. Elisa Marasca