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La riforma degli Its è legge: sempre più forte il coinvolgimento delle imprese

La riforma degli Its è legge: sempre più forte il coinvolgimento delle imprese

La riforma degli Istituti Tecnici Superiori (Its) è finalmente legge. Dopo undici anni di sperimentazione, ecco il salto di qualità per queste realtà che si sono dimostrate il vero collante tra mondo della scuola e del lavoro grazie ad una offerta formativa non accademica e subito professionalizzante. L’efficacia di questo sistema – raccontato da "Imprese e Territorio" con una inchiesta nei quattro Its presenti in provincia di Varese - si traduce in dati: secondo il monitoraggio nazionale INDIRE 2022, su 5.280 diplomati l’80% (4.218) ha trovato un’occupazione nel corso dell’anno 2021 e il 91% di loro è impegnato in un’occupazione coerente con il ciclo di studi svolto. E questo nonostante le restrizioni e le difficoltà causate dalla pandemia. Ecco cosa cambia con la riforma che ieri, martedì 12 luglio, ha ottenuto il via libera dalla Camera con 387 sì, sei astenuti e nessun voto contrario.

CHI SI PUO’ ISCRIVERE
Agli Its si possono iscrivere giovani e adulti con un diploma di scuola secondaria di secondo grado o un diploma quadriennale di istruzione e formazione professionale, unitamente a un certificato di specializzazione dei corsi di istruzione e formazione tecnica superiore di almeno 800 ore.

NASCONO GLI ITS ACADEMY
Con le nuove norme, gli Its si chiameranno Its Academy per richiamare il ruolo dei centri di innovazione e di ricerca delle imprese. E faranno la differenza, sotto il profilo formativo, nelle aree tecnologiche più importanti per la manifattura italiana. In linea con il Piano Industria 4.0 e il Pnrr, gli Its prepareranno giovani nella mobilità sostenibile, nell’efficienza energetica, nelle nuove tecnologie per il Made in Italy, nell’agro-alimentare, nella meccanica, nella moda, nei servizi alle imprese e nella filiera Casa.

RAPPORTO SEMPRE PIU’ STRETTO CON LE IMPRESE
Le aziende saranno il vero perno degli Its sotto quattro punti di vista. Li elenca Il Sole 24 Ore: «Primo: la docenza dovrà arrivare dal mondo del lavoro per almeno il 60% del monte ore complessivo». Secondo: stage e tirocini aziendali dovranno rappresentare almeno il 35% della durata del percorso e potranno essere svolti anche all’estero e sostenuti da adeguate borse di studio. Terzo: la presidenza della Fondazione Its è espressione delle imprese fondatrici e partecipanti, perché gli istituti a guida imprenditoriale sono, da sempre, quelli più performanti. In ultimo, per le aziende che investono negli Its è previsto un credito di imposta del 30% che, però, sale al 60% se l’erogazione è fatta nelle province con maggior tasso di disoccupazione.

LA GOVERNANCE
La governance è stata snellita perché la legge cancella il riferimento del coordinatore didattico. Inoltre, per dare vita a un nuovo ITS in una provincia sono necessari: almeno una scuola secondaria di secondo grado della stessa provincia, con un’offerta formativa attinente; una struttura formativa accreditata dalla Regione, situata anche in una provincia diversa da quella sede della fondazione; una o più imprese legate all’uso delle tecnologie di cui si occuperà l’ITS Academy; un ateneo o un’istituzione dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) o un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico o un Ente di ricerca. Le istituzioni AFAM vengono equiparate alle università e non sarà più obbligatoria la presenza degli Enti locali. I requisiti e gli standard minimi per l’accreditamento delle nuove realtà saranno definiti con decreto del Ministro.

ITS E IL DIPLOMA EUROPEO
Al termine del percorso di formazione (se di durata biennale), i giovani ottengono un diploma di quinto livello Eqf (European Qualification Framework) riconosciuto a livello europeo. Se la formazione è invece triennale (sei semestri), il diploma è di sesto livello Eqf. Il meccanismo di controllo rimane invariato: se per tre anni si ha una pagella negativa, scatta la revoca dell’accreditamento e, di conseguenza, la possibilità di rilasciare diplomi e ottenere finanziamenti.

I FINANZIAMENTI DEGLI ITS
Il sistema terziario di Istruzione tecnologica superiore sarà finanziato con un apposito Fondo – istituito presso il Ministero dell’Istruzione – di oltre 48 milioni di euro a partire dal 2022. Il Pnrr mette a disposizione 1,5 miliardi per incrementare i percorsi formativi per gli studenti, ma non ci saranno distribuzioni a pioggia.

L’ORIENTAMENTO
La legge che interessa gli Its si concentra anche sulle misure da attuare per fare conoscere queste realtà ai giovani e alle loro famiglie e per promuovere scambi di buone pratiche. Sono previste campagne informative e attività di orientamento a partire dalla scuola secondaria di primo grado, anche con l’obiettivo di favorire l’equilibrio di genere nelle iscrizioni. Inoltre, vengono costituite “reti di coordinamento di settore e territoriali” per condividere laboratori e favorire gemellaggi tra Fondazioni di regioni diverse.