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Occupazione e lavoro autonomo: le donne crescono del 3,6%, gli uomini sono a -1%

Occupazione e lavoro autonomo: le donne crescono del 3,6%, gli uomini sono a -1%

La crisi energetica, le sorti del conflitto tra Russia e Ucraina e la fine anticipata della legislatura genera tensioni anche sul fronte dell’occupazione: a luglio 2022 la flessione è dello 0,1% rispetto a giugno. Il risultato nasce dalla combinazione tra la flessione dello 0,2% sia per i dipendenti permanenti che per gli indipendenti (imprenditori, liberi professionisti, lavoratori autonomi, collaboratori con e senza progetto e prestatori d'opera occasionali) e un aumento dello 0,4% per i dipendenti a termine.


LAVORO STABILE E APPRENDISTATO NELLE MICRO E PICCOLE IMPRESE
I lockdown energetici, e la chiusura di quelle imprese che non potranno sostenere i costi esorbitanti delle bollette, porta ad aggravare la crisi del lavoro autonomo. Crisi per altro già innescata dagli anni della pandemia da Covid 19. Infatti, da febbraio 2020 a luglio 2022 l’occupazione indipendente ha perso 225mila unità (-4,3%) contro i 404mila occupati in più tra i dipendenti (+2,3%). In questi rientrano i 221mila lavoratori temporanei (+7,5%) e i 183mila permanenti (+1,2%). Le micro e piccole imprese sono le protagoniste della crescita di domanda da lavoro dipendente, in particolare per il lavoro stabile e l’apprendistato.

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NELL’ULTIMO ANNO LE DONNE INDIPENDENTI CRESCONO DEL 3,6%
I dati trimestrali Istat aiutano ad entrare nel vivo del problema: nella media dell’ultimo anno (terzo trimestre 2021-secondo trimestre 2022), l’occupazione indipendente maschile è scesa del 5,6% rispetto al 2019, anno pre-pandemia, e quella femminile ha ceduto il 5,9%. Quest’ultima, però, ha registrato un risultato positivo nell’ultimo anno: la crescita tendenziale è stata del 3,6% contro il calo dell’1% degli indipendenti uomini. A cosa si deve questa performance? Principalmente all’incremento delle attività dei servizi alle persone e alle imprese, ma anche a edilizia, manifattura, commercio e turismo. Settori nei quali si è registrato un aumento di imprenditrici e lavoratrici autonome.
 

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LA RECESSIONE LASCIA IL SEGNO
Gli effetti di lungo termine della recessione iniziano a lasciare il segno: su base regionale l’occupazione indipendente registra un calo del 3,2% nel Mezzogiorno; dato che sale ad un -5,8% nel Nord-ovest, al -6,9% nel Nord-est e raggiunge il picco, con una flessione di oltre sette punti percentuali, nel Centro.
 

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