ANALISI - Dal DPFP alle Pmi: opportunità concrete e nodi strutturali da sciogliere
Il Centro Studi Imprese Territorio presenta un'analisi strategica del Documento Programmatico di Finanza Pubblica 2025, traducendo le indicazioni ministeriali in strategie operative per micro e piccole imprese manifatturiere e dei servizi.
La prima parte del documento evidenzia luci e ombre per le Pmi. Tra i segnali positivi: crescita occupazionale record con 137.200 posti creati nel primo semestre 2025 (un terzo dell'intera UE-27), credito alle imprese tornato finalmente in territorio positivo (+0,5%) dopo oltre due anni di contrazione, e risorse significative attraverso Pnrr, Piano Sociale per il Clima (9,3 miliardi) e Conto Termico 3.0 (500 milioni annui). I servizi ad alta intensità di conoscenza trainano con un +1,7%, tre volte la media europea.
Ma emergono criticità preoccupanti: il 47,1% delle assunzioni resta difficile da coprire, con una perdita stimata di 38 miliardi di valore aggiunto. Le piccole banche che servono le Pmi mostrano NPLs in aumento all'8,1%, segnalando fragilità crescenti. Il manifatturiero fatica mentre la competizione cinese si sposta verso l'high-tech.
La seconda parte, firmata da Mauro Colombo, analizza disuguaglianza e mobilità sociale: cinque generazioni per uscire dalla povertà, cuneo fiscale tra i più alti Ocse (47,1% contro media 34,9%), ascensore sociale bloccato. Le misure governative stabilizzano ma non risolvono i nodi strutturali.
Un documento che offre alle imprese strumenti concreti di lettura e azione sul futuro prossimo.