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La Cina ha vinto. Alessandro Aresu, ed. Feltrinelli, euro 16 «È colpa della Cina», «Eh, ma in Cina…», «Tanto in Cina»: quanto spesso queste affermazioni riempiono le discussioni delle nostre giornate. Ma cosa sappiamo, veramente, in Occidente della Cina? Che strumenti abbiamo per interpretare in modo corretto il ruolo globale di Pechino? Alessandro Aresu, esperto di geopolitica e consigliere scientifico della rivista Limes, ci racconta, in un saggio che si legge come un romanzo, le origini storiche del pensiero strategico cinese, le sue contraddizioni, le logiche industriali e il rapporto con la tecnologia. E lo fa scegliendo come punto di osservazione Wang Huning, teorico del Partito e politologo, autore del famoso volume “America against America”. Attraverso i suoi occhi e l’incontro con altre personalità chiave della storia (interessante la scelta di riunire a fine libro tutti i personaggi con una breve spiegazione), Aresu delinea un quadro della tecnopolitica di Pechino, spiegando come siano cambiati i rapporti tra Partito, economia e ambizioni. Senza mai dimenticare le relazioni con l’estero, in particolare con gli Stati Uniti. |
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La guerra della finanza. Trump e la fine del capitalismo globale. Alessandro Volpi, Ed. Laterza, euro 16. È passato poco più di un anno dalla rielezione di Donald Trump e non passa giorno in cui il Presidente americano non venga associato a parole come “dazi” o “guerra finanziaria”. Proprio di questo si occupa Alessandro Volpi, docente di storia contemporanea all’Università di Pisa ed esperto di storia economica, nel suo ultimo saggio. Oggi il mondo intero è scosso da una dura guerra finanziaria: da una parte ci sono i grandi fondi finanziari come Black Rock, Vanguard e State Street che fino ad ora hanno indirizzato il mercato azionario, dall’altro quei fondi speculativi, gli hedge fund e le criptovalute tanto cari a un Trump convinto che l’imposizione di dazi sia uno strumento fondamentale per garantire il dominio del dollaro sull’economia mondiale. In un contesto – quello contemporaneo - in cui i conflitti non si combattono solo sul campo, ma anche nel quotidiano gioco delle borse e nelle scelte finanziare dei singoli paesi, l’Europa deve far fronte a diverse minacce: la possibile via del riarmo, la difesa del welfare, la necessità di rispondere alle misure economiche statunitensi. È il momento, quindi, di introdurre nuovi strumenti, di delineare nuovi modelli per rispondere a un capitalismo sempre più in crisi. |
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Le ali dell'Africa. Istantanee da un continente che cambia. Alberto Magnani, ed. Il Mulino, euro 18 «L’espressione «Afriche» è più efficace per restituire o, almeno, cercare di avvicinarsi a una sfumatura di significato più puntuale per un continente con una varietà così profonda». Africa. Troppo spesso usiamo questo termine indistintamente per descrivere quell’area che va dal Marocco alla Tunisia, quel lembo di terra che circonda il Lago Vittoria o il territorio un tempo guidato da Nelson Mandela. Africa singolare. Alberto Magnani, giornalista de «Il Sole 24 Ore», in passato inviato in Etiopia, Repubblica democratica del Congo, Senegal, Somalia e altri paesi, ci ricorda la pluralità di un continente in continua evoluzione. La crescita demografica si affianca a una frenata sui diritti, il fermento politico dei giovani va di pari passo con i colpi di stato, i ristoranti di lusso di Johannesburg fanno da contraltare a tanti, troppi, villaggi ancora senza energia elettrica e senza accesso all’acqua. Affrontando in ogni capitolo tematiche diverse, come economia, disuguaglianze, risorse, migrazione e armi, Magnani ci restituisce delle lucidi istantanee di un continente che conosciamo ancora troppo poco. |
Pagina a cura di Caterina Chiara Carpanè