Brondolin Srl: la carica dei cento tra export parallelo e brevetti

Brondolin Srl: la carica dei cento tra export parallelo e brevetti

Brondolin Srl

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La storia della Brondolin Srl è legata, da anni, ad un manager interno che ha rivoluzionato cultura e organizzazione aziendale.
Come si è costruito questo rapporto?
Perché la Brondolin Srl ha deciso un percorso di managerializzazione?
Come è cambiata l’azienda?
Quali sono i suoi punti di forza?
Ce lo raccontano, in due puntate, i titolari Davide e Lorella Brondolin e Massimiliano Brocchi.   


Ci sono gesti che facciamo ogni giorno quando saliamo in auto: allacciare la cintura di sicurezza, inserire la chiave nell’avviamento, cambiare marcia. Quei semplici “click” non nascono per magia, ma perché qualcuno ha usato il proprio ingegno per facilitarci la vita.
Per Davide Brondolin, CEO della Brondolin Srl al fianco della sorella Lorella, responsabile della parte amministrativa/finanziaria, quel “facilitare la vita” è il risultato di una scelta naturale: «Sono caduto dal letto e sono arrivato in officina: la necessità di rendermi autonomo nella vita si è trasformata in passione». Poi, la voglia di fare crescere l’azienda che, dopo tutti questi anni, «ha un’anima artigiana in un corpo industriale».

LA CARICA DEI CENTO: DALL’AUTOMOTIVE AGLI ELETTRODOMESTICI
La Brondolin Srl, fondata da Tiziano Brondolin nel 1968, ha ormai passato il mezzo secolo di vita e viaggia insieme a noi. Con i suoi cento e più dipendenti – ottantatre nella sede di Cassano Magnago e venticinque alla Franisa di San Vittore Olona, acquisita nel 2004 – è un punto di riferimento, a livello globale, nella produzione di componenti after market per il gruppo di iniezione delle macchine da pressocolata dell’alluminio e del magnesio. Settore di punta è l’automotive: soprattutto particolari del blocco motore, parti strutturali della carrozzeria e la vasta componentistica di accessori. Per esempio, quelli che compongono le cinture di sicurezza. Ma gli imprenditori, che operano nell’habitat naturale del rischio, non si pongono confini. E così, negli anni l’azienda si è ricavata spazi importanti anche nel settore degli elettrodomestici e in quello dedicato ai supporti per device elettronici.

QUANDO LA STRATEGIA SPOSA LA LOGICA: ACQUISIZIONI E FILIERA CORTA
A raccontarlo è Davide Brondolin: «Acquisire un’azienda non è cosa facile e te lo puoi permettere solo se sei sufficientemente strutturato. Il punto è perché farlo: da parte nostra, poter contare su una realtà specializzata nei trattamenti termici e termochimici degli acciai ci ha permesso di presidiare la filiera nei passaggi più delicati».
E’ una strategia logica che si collega direttamente all’esigenza di puntare sulla filiera corta: «E’ questa che permette alle aziende di conservare quelle competenze che sono la vera punta di diamante della nostra economia: ecco perché stare sul proprio territorio, per quanto possibile, è un fattore strategico. Ma dobbiamo essere realisti: non tutto si può acquistare a pochi chilometri di distanza».


COME EVITARE LO “STRESS DA MATERIA PRIMA”
Per l’appunto. Le materie prime rappresentano un ottimo esempio: la Brondolin Srl acquista l’acciaio dall’Italia e anche da Francia e India, mentre le leghe di rame – utilizzate per il sistema brevettato Rph-Evo, che ottimizza il processo di iniezione (pressocolata), migliora la durata degli stampi e garantisce la massima qualità dei getti – provengono da Germania, Spagna, Turchia e Nord America. Il mondo è sempre più “piccolo”, ma non per questo meno insidioso: «Ciò che vogliamo evitare è lo “stress da materia prima”, quindi ci concentriamo su approvvigionamenti programmati e scaglionati, sulla diversificazione delle forniture per avere le giuste garanzie sui tempi di consegna e sulla stabilità dei prezzi».

IF YOU DON’T GO, YOU DON’T GET: EXPORT, MA NON SOLO
C’è una frase, nel vocabolario imprenditoriale di questa famiglia, che detta tutte le decisioni prese fino ad oggi: “If you don’t go, you don’t get”. Davide Brondolin la lega alla spinta internazionale che si sta dando all’impresa, ma questa è una dichiarazione d’intenti che sostiene tutto il processo di riorganizzazione – che si realizza attraverso la managerializzazione – sul quale si sta investendo da anni. Il “se non ci vai, non ottieni nulla” si declina nel coraggio di affrontare il cambiamento con una prospettiva d’insieme. Non solo export, ma anche ristrutturazione di tutti i processi: da chi decide a chi realizza. Un obiettivo al quale si dedica, da undici anni, l’ingegnere Massimiliano Brocchi.
Perché questa scelta? Davide Brondolin: «Il futuro è un’incognita per tutti, e portare i manager in azienda significa tenere al sicuro gli investimenti di una vita. E’ una questione di mindset; di mentalità imprenditoriale che cambia proprio con l’inserimento di queste figure. Il controllo dell’azienda resta nelle mani della famiglia che l’ha fondata, ma i passi in più avvantaggiano anche i nostri collaboratori perché se da un lato gli obiettivi si fanno più ambiziosi, dall’altro si potenziano gli strumenti per ottenerli».

PERCHE’ TENERE IN CALDO I PAESI ASIATICI
L’export è una bandierina che sventola forte sulla cartina geografica della Brondolin Srl. Se all’estero “non ci vai” con una rete commerciale ben strutturata, con venticinque agenti in tutto il mondo, con un ingegnere che parla quattro lingue – il nuovo direttore commerciale dell’azienda - in grado di presidiare la rete e che «tiene in caldo i Paesi asiatici» (Giappone, Corea del Sud, Cina e India), rischi di non centrare l’obiettivo.

Ancora Davide Brondolin: «Sul finire degli anni Novanta i mercati erano in forte crescita ed è iniziata la nostra espansione in Germania e Turchia (qui abbiamo la maggior concentrazione di clienti), Francia, Spagna ed Est Europa». I dati raccontano una performance da manuale: nel 2005 le esportazioni superano il 48% del fatturato e, due anni dopo, la quota sale al 65%.
La Brondolin Srl non si ferma più e nel 2009, con il lancio del brevetto Rph-Evo per il kit di iniezione, assesta un altro colpo. Questa volta in territori overseas: «Nel 2018 nasce la Brondolin North America, l’anno successivo si apre un punto di service e stock di magazzino per i clienti americani, nel 2024 la sede viene spostata in Florida, centro di decollo per il futuro business in Messico e Sud America». E proprio Stati Uniti, Canada e Messico rappresentano un nuovo punto di ancoraggio: i tre Paesi insieme superano del 50% il business realizzato dall’impresa con tutti i clienti europei.

Ma l’India stuzzica gli appetiti: «L’Unione europea conta 450 milioni di abitanti, l’India si avvicina al miliardo e mezzo. Ed è un mercato che va coccolato perché tantissimi produttori di manufacturing si stanno allontanando dai vincoli di approvvigionamento cinesi». E i brevetti aiutano, «perché se da un lato proteggono la proprietà intellettuale del tuo prodotto, dall’altro aprono nuove nicchie di mercato, consentono e semplificano la spinta commerciale e migliorano le performance dei clienti», conclude il titolare.  1. Continua

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