
Finazzi Serramenti
info@finazziserramenti.it


Finazzi Serramenti
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Ci sono due poli, il tempo e il lavoro, sui quali la Finazzi Serramenti si è giocata – vincendola – una fra le più grandi partite di chi fa impresa: la continuità. Sono passati quarantacinque anni da quando, il 4 febbraio 1981, Furio e Tiziano Giacobbo (rispettivamente, nonno e papà di Fabio e Marco) decisero di dare il via alla loro avventura: «Quando, negli anni Ottanta, la Finazzi Minuteria Meccanica si spostò a Casale Litta, rimase libera una parte di un capannone che subito venne occupata con le prime macchine per la produzione di serramenti in pvc». A raccontarlo è Fabio Giacobbo che, con il fratello Marco e il cugino Diego, oggi è a capo – sempre con la supervisione di papà - di questa realtà che conta trentacinque dipendenti più una rete di circa dodici artigiani esterni. «Io e mio fratello siamo entrati in azienda all’età di diciassette anni – continua il co-titolare – facendo di tutto: prima in produzione, poi alla vendita».
LA SFIDA PIU’ GROSSA: SCONTO IN FATTURA ED ECOBONUS
Il tempo e il lavoro, nella vita di un’impresa, non sono entità separate: la velocità nella produzione insegue la velocità delle richieste dei clienti. Che la Finazzi Serramenti conta non solo in provincia di Varese, ma anche a Milano, in Piemonte e in Liguria. Il tempo cambia le prospettive e i ritmi. Del lavoro. Anche con il rischio di accumulare ritardi. Lo ricorda, bene, Fabio Giacobbo quando racconta una fra le sfide più grosse che l’azienda ha dovuto affrontare in questi ultimi anni: «Lo sconto in fattura e l’Ecobonus. Il lavoro ci aveva letteralmente sommersi: la nota positiva – aumento del fatturato e dell’occupazione – si è scontrata con il personale da formare (servono mesi e mesi per rendere autonomo un giovane) e il carico di lavoro da organizzare in un tempo limitato: un anno o poco più. Nel quale abbiamo gestito il triplo del fatturato. Ritardi sì, ma siamo riusciti a portare a termine gli impegni con un buon feedback dei clienti. La grande soddisfazione? Quando ti dicono “queste finestre me le hai fatte sudare, ma avete fatto un gran, bel, lavoro”».
45 ANNI IN TRE PASSI
Sono tre i passi con i quali Fabio Giacobbo conta l’avanzamento dell’azienda verso il futuro: «Il primo: l’acquisto, nel 2010, di un capannone di 3.500 mq con area esterna di cinquemila mq e l’acquisto di impianti semi-automatizzati in linea con le nuove tecnologie di allora. Obiettivo: incrementare il lavoro. Secondo: l’apertura dei negozi di proprietà ad Azzate e Busto Arsizio con prodotti nostri (serramenti in pvc: scorrevoli, finestre e portefinestre, bilico) e prodotti di rivendita come portoni per i garage e porte blindate. Terzo: il passaggio di sempre maggiori responsabilità da papà Tiziano ai figli». In realtà, ce ne sarebbe anche un quarto: il rapporto con la concorrenza. «In quella leale vedo un’occasione di crescita e miglioramento, perché mi costringe a pormi continue domande sul perché, per esempio, non siamo riusciti a portarci a casa un lavoro. Su quella sleale, no comment».
LA SFIDA TECNOLOGICA: UN SOFTWARE PUO’ FARE LA DIFFERENZA
Ogni passo, però, è una sfida. Ancora una volta, legata alle nuove tecnologie e alla digitalizzazione: «Se non sei tecnologico, rischi di restare bloccato in un mondo che si muove alla velocità della luce. Certo, si possono commettere anche errori, ma l’importante è riconoscerli per tempo e correggerli in fretta. I nuovi software per la gestione del flusso del lavoro – dalla preventivazione alla progettazione, dalla produzione all’amministrazione – mi permettono di mappare, attraverso un semplice cellulare, le fasi di avanzamento di un ordine, i particolari sui quali si sta lavorando, i tempi di consegna».
CONOSCERSI MEGLIO PER LAVORARE MEGLIO
La Finazzi Serramenti è una realtà sempre in movimento, ma tutto questo non si potrebbe fare senza una squadra motivata e affiata. E’ questo l’ingrediente sul quale mette l’accento il co-titolare: «Un gruppo che lavora in armonia, e che ti aiuta ad affrontare le sfide in modo positivo, è una componente fondamentale. E’ per questo che due volte l’anno organizziamo momenti ludici, e di team building, che ci permettono di conoscerci meglio andando al di là delle nostre capacità professionali».