
Sesa Spa
info@sesaplates.com


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Schietto, diretto, guidato da convinzioni solide. Carlo Santori, Amministratore Delegato di Sesa Spa, non ha dubbi quando parla dei principi che orientano il suo modo di fare impresa: «Etica, codice d’onore e gentleman agreement sono per me punti fermi, non solo nel rapporto con i clienti ma anche con i concorrenti. Alcuni mi hanno profondamente deluso perché hanno tradito questa fiducia in valori che considero inattaccabili».
Valori che affondano le radici nella storia familiare. Sesa nasce negli anni Cinquanta per volontà di Antonio Santori e cresce sotto la guida del figlio Marco, che negli anni Settanta entra in azienda e, dopo un periodo di apprendistato, ne avvia l’espansione internazionale. Una realtà che, da Olgiate Olona, ha saputo affermarsi sui mercati di tutto il mondo.
SESA TRA I LEADER GLOBALI DEL SETTORE
«Tra gli anni Ottanta e Novanta mio padre consolida il brand in Europa, entra nel mercato americano e inizia a guardare a Est», racconta Santori. Oggi Sesa è tra i primi cinque player mondiali nella produzione di stampi in acciaio per presse destinate ai pannelli melaminici nobilitati e ai laminati ad alta pressione per il settore dell’arredamento. L’acciaio proviene da Austria e Svezia, gli spessori lavorati vanno dai tre ai cinque millimetri, ma con tolleranze che arrivano spesso al micron. «I veri market leader globali sono due: noi e un competitor tedesco».
FOTOINCISIONE: UN PRIMATO CHE HA CAMBIATO IL SETTORE
Il nome Sesa è legato a un’innovazione che ha segnato un punto di svolta: la fotoincisione. «Siamo stati i primi al mondo a introdurre un processo di fotoincisione capace di dare tridimensionalità al disegno», spiega Santori. «La finitura è perfettamente sincronizzata con il decoro sulla carta e permette di ottenere effetti estremamente realistici: legno, pietra, pelle, geometrie, ceramiche. Il risultato estetico è sorprendente, spesso persino più affascinante del materiale naturale».
Carlo Santori entra in azienda nel 2005, dopo la laurea in economia alla Liuc Università Cattaneo. Il percorso è graduale e concreto: esperienza in tutti i reparti, responsabilità crescenti, fino alla nomina ad Amministratore Delegato. «La mia più grande soddisfazione è stata quella. Ma ci si arriva solo dopo aver dimostrato sul campo di saper reggere il peso delle decisioni. Ambizione e sacrificio sono inseparabili».
L’INDIA E IL VALORE DELLA FIDUCIA
L’espansione internazionale resta una priorità strategica. «Negli anni Duemila abbiamo aperto uno stabilimento in India con trentacinque dipendenti, mentre a Olgiate Olona oggi siamo settantasei», prosegue Santori. Una scelta mirata: «Siamo andati in India per servire il mercato indiano. È un errore considerarlo ancora un Paese del “terzo mondo”: investe moltissimo in tecnologia».
Sesa rimane però un’azienda familiare, fortemente orientata alla relazione: «Costruiamo collaborazioni basate sulla fiducia e sul contatto diretto con i titolari, anche quando guidano realtà da migliaia di dipendenti».
MADE IN ITALY COME LEVA COMPETITIVA
Europa, Stati Uniti, Sud America, Cina: nessun mercato viene trascurato. La pandemia ha rappresentato una fase critica, seguita dalla perdita del padre Marco alla fine del 2023. «Il 2024 ha però restituito numeri molto positivi», sottolinea Santori. «Gli occhi erano puntati su di me e su mio fratello Luca, responsabile dei reparti produttivi».
Il Made in Italy resta un asset centrale: «È una caratteristica vitale. La vicinanza a Milano ci consente di intercettare in anticipo le tendenze e proporre prodotti di design fortemente italiani».
LE NUOVE SFIDE: PERSONE, CUSTOMIZZAZIONE E TECNOLOGIA
A 75 anni dalla fondazione, Sesa guarda avanti. «La responsabilità sociale è parte integrante delle nostre scelte», afferma Santori. «Ogni decisione incide sulla serenità di molte famiglie: questo non lo dimentichiamo mai». Sul fronte prodotto, la direzione è chiara: «Non esiste un prodotto universale. Puntiamo su qualità sempre più elevata, customizzazione, stampi pensati per singole fiere e mercati specifici. La differenziazione è la chiave». E su Intelligenza Artificiale, digitalizzazione e sostenibilità: «Stiamo investendo su AI e digitale perché possono dare un’accelerazione importante. Il tema green va affrontato con attenzione: è giusto spingere sulla sostenibilità, ma servono regole più funzionali per le imprese».
UN MESSAGGIO AI GIOVANI IMPRENDITORI
Il consiglio finale è lucido e senza retorica: «Umiltà, studio e spirito di sacrificio sono fondamentali. Ma a chi vuole entrare nell’azienda di famiglia, o avviare un’impresa, dico: pensateci bene. I problemi sono quotidiani e numerosi. Quando arriva la soddisfazione, va custodita con rispetto. Perché non è mai scontata».