Carrozzeria Verdi: una cattedrale "elettrica" che racconta il futuro

Carrozzeria Verdi: una cattedrale "elettrica" che racconta il futuro

Carrozzeria Verdi

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Il brio dell’imprenditore lo si coglie dai particolari. Da come pensa il futuro e da come si fa conoscere puntando anche su un cognome. Verdi, per esempio. Che nulla ha a che fare con il fondatore dell’omonima carrozzeria se non per un caso fortuito: la prima autofficina con tre box, Claudio Zuccalà la apre in una corte lombarda proprio in via Verdi. Che appartiene all’identità territoriale così come i Rossi e i Bianchi fanno bandiera nell’elenco telefonico italiano.

DALL’AUTO ALL’AUTOMOTIVE, DALLA RIPARAZIONE AL CAR RENT
Questo imprenditore ha costruito la sua storia su un solo verbo: crescere. Da tre dipendenti si è saliti agli attuali undici; dalla prima, piccola autofficina si è passati ad una seconda di 250 metri quadri e poi all’attuale carrozzeria di 800 metri quadrati. Nel nome di tutto quello che è automotive, mobilità avanzata, noleggio e servizio. D’altronde, dal 2010 la riparazione estetica del veicolo è stata abbandonata a favore del car rent. Oggi, il prezzo non indica più e solo la riparazione ma un’assistenza a tutto tondo: dichiarazione dei sinistri, risoluzione dei problemi, assistenza per le sostitutive e per i veicoli in garanzia, la meccatronica, le gomme, le revisioni…«Il fatturato nasce da qui: devi liberare il cliente dal suo disagio e farlo sentire al sicuro», dice il figlio Paolo ormai in azienda con il fratello Luca (che si occupa di accettazione e di meccatronica) dagli anni Duemila. «Un passaggio generazionale indolore», così ne parla Paolo che riconosce al padre Claudio la «capacità di delegare».

DAI MODELLINI AUTO ALLE VESPA, IL DNA COLORATO DI PAOLO
Paolo bambino e poi adolescente che vive uno scontro interiore tra l’essere un pilota di Formula Uno oppure un carrozziere. La natura vince: all’asilo vernicia i modellini delle auto dei suoi amici, alle elementari passa alle biciclette e a 14 anni a Vespa e motorini. Poi, sarà la volta delle auto. Nel 1991 si diploma all’Istituto tecnico industriale e, dopo il servizio di leva, si iscrive ad un corso parauniversitario di tre anni come consulente infortunistica stradale con ricostruzione cinematica dei sinistri. Nulla da fare: «La figura del perito andava scemando mentre i call center per la gestione delle pratiche andavano alla grande», ricorda Paolo.

LA CATTEDRALE “ELETTRICA” CHE NON SUBISCE IL MERCATO
Entrando in una carrozzeria si capisce come è cambiata la società: muoversi è un’esigenza diventata obbligo (il pendolarismo su quattro o su due ruote), mentre un’auto non è più uno status symbol. Ad essere indispensabile è l’acquisto di un servizio, non di una macchina. Se papà Claudio ha letto il futuro, Paolo e Luca nel futuro ci vogliono stare. E ci accompagnano anche i loro clienti: 4mila autovetture in un anno passano dalla Carrozzeria Verdi a Uboldo. Dove si lavora ancora oggi secondo un principio incrollabile che racconta Paolo: «Per stare al passo, sul posto di lavoro non c’è mai stato il papà, il figlio o il fratello ma figure che sanno gestire un’azienda e investire su nuovi clienti: è questa la carta vincente».

L’ASSO DI PAOLO E LUCA
Un “asso” che ogni giorno si giocano Paolo e Luca con una carrozzeria che nel 2010 sembrava «un’immensa cattedrale da riempire con tanti punti di domanda». La grammatica imprenditoriale della famiglia Zuccalà insiste allora su un altro verbo: investire. Su nuove tecnologie e attrezzature; sulla formazione per la riparazione di auto ibride, ma non solo; sui cambiamenti del mercato: «Se un’impresa segue le tendenze non rischia, dopo dieci anni, di trovarsi di fronte ad un muro invalicabile». Da qui il noleggio spinto dall’incertezza del mercato: diesel sì e diesel no, l’elettrico inquina meno. E «ad oggi il parco circolante elettrico, soprattutto le auto ibride, è cresciuto di un 20%», dice ancora il giovane imprenditore. Orgoglioso, insieme al fratello, di aver chiuso l’ultimo anno con una piccola crescita dettata, in parte, anche dal nuovo servizio di igienizzazione delle auto.

NON SIAMO UN “CODICE FORNITORE”: SCOMMETTIAMO SUI RAPPORTI UMANI
Un rapporto umano solido, rispettoso e trasparente è la marcia in più della Carrozzeria Verdi: «Ci vediamo in faccia tutti i giorni – continua Paolo – quindi è importante avere un ambiente di lavoro sereno che metta a proprio agio tutti i collaboratori. E questo accade anche con le multinazionali, che di noi apprezzano la professionalità ma anche l’umanità. Così, anche a noi capita di non essere trattati come un “codice fornitore” ma come persone. Siamo una famiglia fatta di meccatronici, meccanici e gommisti: figure che il mercato chiede e che le scuole danno. Si trovano a fatica, invece, lattonieri, verniciatori e preparatori».

COSA NON BISOGNA MAI DIMENTICARE?
La soddisfazione del cliente, perché tutto ruota intorno a lui. Paolo dice di avere «4mila titolari all’anno» e i loro feedback, se positivi, fanno fatturato. «Le aziende con le quali collaboriamo ci misurano a peso d’uomo – dice ancora il giovane – perché su ogni vettura che esce c’è un controllo di soddisfazione del cliente. Al quale, con una semplice mail, si chiede di dare un punteggio al servizio ricevuto». Un servizio che piace considerando i numeri che la Carrozzeria Verdi fa sui social: in un mese migliaia di visualizzazioni, ricerche sul web e richieste di informazioni.

Una cattedrale "elettrica" che racconta il futuro