Ettore Guarneri: «I mercati sono il nostro campo da gioco e lancio la palla ai giovani»

Ettore Guarneri: «I mercati sono il nostro campo da gioco e lancio la palla ai giovani»

Guarneri Technology Srl

e.guarneri@guarneri-technology.it

Scattare, placcare, accelerare, occupare: centimetro dopo centimetro. E andare a meta. Le analogie tra sport e impresa non sono nuove nella pubblicistica dedicata al tema, e non a caso: Ettore Guarneri ha passato anni sui campi da football americano. E li ha passati più che bene: nel 1977 ha iniziato a giocare nei Frogs Legnano – oggi ne è Presidente - riempiendo il suo palmarès, negli anni Ottanta, con sette Superbowl (vittoria del Campionato italiano per ben quattro anni), tre Campionati Europei per Nazioni e un Eurobowl per Club.

DAI COMPRESSORI ALLE CALANDRE, AVANZA LA QUARTA GENERAZIONE
Prestanza fisica e tattica sono serviti. Soprattutto quando nella Guarneri Technology – Family Company fondata negli anni Cinquanta da nonno Ettore e impegnata, per anni, nel business dei compressori – ha assunto, nel 1984, il ruolo di commerciale per il mercato italiano ed estero. Il senso di appartenenza alla Squadra – la famiglia – lo ha buttato nella mischia del business con determinazione: «In quegli anni Ottanta, io e mio fratello Alberto abbiamo iniziato ad affiancare papà Tullio preparando un passaggio generazionale “soft” che ci ha portati al di fuori delle scelte di routine per investire, tanto e spesso, sull’innovazione. E io ho spinto da subito su Inghilterra, Francia, Germania e Svizzera. Le calandre customizzate per il finissaggio nel settore tessile, il prodotto al quale ci dedichiamo dagli anni Sessanta, sono la mia palla ovale».

Che Ettore Guarneri lancia alle nuove generazioni: «Mio fratello Alberto è a capo della progettazione, mio figlio Stefano si occupa di Ufficio Acquisti, mentre mio nipote Andrea segue i nuovi progetti e i service all’estero. Il fatto che l’impresa resti nelle mani della famiglia è fondamentale non solo per una questione organizzativa, ma anche perché molti nostri collaboratori sono di seconda generazione (da padre, in figlio) ed il confronto con loro non riguarda solo il lavoro, ma anche i problemi personali».


QUINDICI ANNI DI EXPORT, E IL FATTURATO VOLA
L’allenamento è un fatto di disciplina, rapporti, empatia e fiducia. Ciò che Ettore Guarneri ha imparato nei Frogs continua a ribaltarlo nella sua vita da imprenditore. E nel 1990 ha fondato, insieme ad altre ventisette realtà del territorio, il Consorzio Export Alto Milanese – Ceam (ora non più attivo) per acquisire quella conoscenza – il più delle volte, consigli e dritte – per superare i confini geografici. «Un’esperienza che si è rivelata un toccasana – racconta il titolare – perché in quel Consorzio si trovavano, gomito a gomito, imprese navigate e “novellini”: chi aveva esperienze consolidate oltreoceano, soprattutto in Cina e negli Stati Uniti, faceva da “maestro” agli altri. E’ da quel momento che la Guarneri Technology ha iniziato a correre: è per questo che dico che l’internazionalizzazione, per noi, non è cosa nuova, anzi. E’ da quindici anni che mappiamo il mondo cercando mercati sempre più reattivi e nicchie nelle quali inserirci: è così che alle calandre per il settore tessile abbiamo affiancato quelle per i tessuti tecnici e per la carta. Oggi, il 95% del nostro fatturato è sull’estero».
Mentre ci parla, il titolare bisticcia con il cellulare per prenotare un volo verso l’India: «E’ un Paese in continua crescita e ci si lavora bene».

LA MAPPA DEL MONDO TRA USI E COSTUMI
Paese che vai, usanze che trovi. Ettore Guarneri è un viaggiatore instancabile perché curioso, e dei mercati conosce vizi e virtù ben sapendo che il mondo, soprattutto quello di oggi, è fatto a dossi: «Fino alla fine degli anni Novanta, la Siria è stata il nostro primo mercato. L’India, che sta investendo in Turchia e Africa, è un mercato sempre più interessante. L’Africa era un nostro punto di riferimento ma, nonostante siano in corso progetti importanti in Benin, la qualità del suo cotone non è ancora matura. La Turchia, invece, è in mano a grossi brand del fast fashion. Fino al 2008, con Germania, Portogallo e Francia abbiamo ottenuto ottimi risultati. Poi, è arrivato il momento della Cina. Che negli anni si è sganciata da alcune forniture estere per produrre internamente anche i macchinari. Ora, lavoriamo bene con l’India e il Pakistan».

Detto così, sembra che l’export sia una questione di coincidenze, o rapide mosse sulla scacchiera. Invece, non c’è un termometro che aiuti le imprese ad orientarsi: «La stampa digitale ha cambiato gli equilibri dall’oggi al domani: anni fa, usando i processi tradizionali in produzione, le collezioni duravano mesi. Ora, con le nuove tecnologie cambiano in poche settimane perché si può produrre anche un solo metro di tessuto per ogni disegno e con milioni di colori».

16 MARZ0 2022: A ZURIGO INIZIA LA NUOVA VITA DELLA GUARNERI TECHNOLOGY
Nell’ufficio di Ettore Guarneri tutto riporta a questo equilibrio tra storia e attualità, tra passato e futuro, tra la sicurezza dei ricordi e l’incertezza dell’instabilità contemporanea: accendini di papà Tullio, cellulari che raccontano le curve dell’evoluzione tecnologica, penne stilografiche e un orologio a palette – un Flip Clock dall’aria vintage – fermo alle ore 18 di mercoledì 16 marzo 2022. Non si tratta di una disattenzione, ma di un simbolo nella vita della Guarneri Technology: «In quella determinata ora di quel giorno, l’azienda ha firmato a Zurigo il contratto di acquisto del brand, dei brevetti e della tecnologia di Voith Paper Walztechnik AG (azienda tedesca riconosciuta a livello globale) per l’esclusività mondiale dei cilindri Nipco™ da montare anche su calandre per i tessuti tecnici: paracadute, vele, piumini Monclair. La stessa combinazione funziona anche nelle lavorazioni di NonWovens e nel Thermobonding. Cosa ci avvantaggia? Il feedback con i clienti, perché ci porta ad un continuo upgrading delle tecnologie e a prodotti sempre meglio customizzati».

IL MIGLIORAMENTO PASSA DALLA CONCORRENZA, MA VENDERE NON BASTA PIU’
Vendere, però, non basta più. Anche all’estero. Ettore Guarneri mette un punto fermo: «E’ sempre e solo una questione di scelte: chi produce al di fuori dell’Italia, lo fa esclusivamente per aumentare i margini perché punta sulla quantità a basso costo. La Guarneri Technology ha sempre investito, invece, nell’innovazione e nella progettazione. I concorrenti cinesi, turchi e anche indiani copiano, ma sono uno stimolo a poter migliorare: se ti fermi, se non sperimenti, se non crei qualcosa di nuovo, in pochi anni rischi di consegnare la produzione nelle mani di questi Paesi».

E’ per questo che la Guarneri Technology «mantiene salda la sua attività di manutenzione e post-vendita anche con squadre di tecnici formati in India e Pakistan: questo è il vero valore aggiunto». Il service è ad ampio spettro: ricostruzione e ricondizionamento delle calandre esistenti secondo gli standard più elevati ed efficienti a livello europeo ed internazionale, un esteso magazzino di pezzi di ricambio di rulli Nipco dal 1973, manicotti in poliammide, rettifica di tutti i tipi di rulli tessili in gomma, cotone, carta di lana, acciaio e poliammide. In realtà, ciò che offre l’azienda non ha limiti, ed è per questo che il titolare sottolinea quanto questa realtà sia «flessibile nel garantire tutti i possibili servizi in accordo con i clienti».  

SEMPRE UN PASSO AVANTI
Stanco di correre? «Mio padre Tullio rincasava la sera con una grande stanchezza fisica; io faccio ritorno con una spossatezza mentale. Sono cambiati i ritmi, ma continuo a correre: per esempio, abbiamo sviluppato anche calandre per il tessuto-non-tessuto, per foulard da tintura e per la goffratura della carta. Un settore completamente diverso da quello tessile, anche nel rapporto con i clienti: nel primo, ti raccontano e dicono tutto ciò che riguarda il loro lavoro, ma in produzione non ci entri. Nel tessile, non ti raccontano nulla ma ti portano in fabbrica».

Come correre sui mercati e fare meta