Fabio Caregnato: il “surfista” della grafica che cavalca l’innovazione

Fabio Caregnato: il “surfista” della grafica che cavalca l’innovazione

Tipografia Caregnato

info@tipografiacaregnato.com

Muri: prima delle parole, arriva lo sguardo. Alle foto d’epoca, a quelle che raccontano il passaggio di testimone, alle ricorrenze con i clienti, ai traguardi raggiunti. La storia di un’impresa è scritta sui muri. E alla Tipografia Caregnato, la densità delle informazioni è pari alla densità dei macchinari che occupano ogni angolo di questa attività fondata nel 1980 da Giovanni Caregnato, papà di Fabio (57 anni) e Darix (54), ora soci amministratori. Sui muri, atti di riconoscenza. Come quelli ricevuti da Regione Lombardia il 4 febbraio 2025: a Giovanni “per l’impegno profuso e l’amore per il lavoro, in oltre quarant’anni di attività nella tipografia di famiglia, contribuendo alla crescita economica e sociale del nostro territorio”, e ai due figli “per il lavoro, la competenza e l’innovazione nell’attività di famiglia e il costante sostegno alle iniziative del territorio”.

DI TUTTO, DI PIU’
Fabio Caregnato è un gigante buono: siede in un angolo dell’ufficio circondato da tutto ciò che si può fare con un foglio di carta. Stampata. Il core business dell’azienda è questo: biglietti da visita, volantini (anche seicentomila alla volta), settimanali, buste, cartoline, informatori comunali, sticker, post-it, gadget personalizzati. Con tutto l’armamentario che può offrire un’azienda da sempre fondata sull’innovazione: progettazione grafica e prestampa, stampa offset e stampa digitale, finishing e nobilitazione, rilegatura e cartotecnica.

IL SURFISTA DELLA GRAFICA CHE CAVALCA L’INNOVAZIONE
Innovazione è una parola che riempie la testa, e i giorni, di Fabio Caregnato: «Lo scorso anno, la Tipografia è riuscita ad acquistare una macchina che esisteva solo su un dépliant pubblicitario. La prima al mondo in produzione. Non ne posso fare a meno ed è per questo che mi definisco un surfista della grafica: papà è il mio mentore, i clienti sono fidelizzati, tanti fornitori mi seguono da sempre. E io cavalco le onde del mercato, investendo molte decine di migliaia di euro l’anno in macchine di ultima generazione. Anche 5.0. D’altronde, il settore grafico si muove molto più velocemente di quanto possa mai fare l’imprenditore».


NO ALLA GUERRA DEI PREZZI, SI’ ALLA VELOCITA’
Marginalizzare è la seconda parola che compare, spesso, nel confronto con il co-titolare: «Non solo difendere i margini, ma aumentarli. Per farlo, uso immaginazione e razionalità e, da tempo, ho rinunciato alla guerra sui prezzi: appartiene al passato ed è pericolosissima, soprattutto da quando l’e-commerce e internet hanno conquistato i clienti. Si lavora in un mondo selvaggio, e per trattenere la clientela c’è un solo modo: senza cedere sulla qualità, devi forzare sulla disponibilità (a volte faccio preventivi anche quando vado a fare la spesa), sulla velocità di esecuzione e consegna. Gli orari si dilatano, i volumi scendono, i prodotti si fanno sempre più diversificati e le richieste sono sempre più on-demand. Non tutti i lavori mi appagano pienamente, ma ad essere soddisfatto deve essere, prima di tutto, il cliente. E’ per questo che ci affidiamo a fornitori e collaboratori veloci e capaci».

IL PATTO DI FIDUCIA CON I FORNITORI
Partiamo dai fornitori: «Mi appoggio a realtà esterne, e vicine, per prodotti che non posso realizzare per mancanza di tempo, o competenze. Il fornitore più vicino è a due chilometri di distanza dalla nostra sede di Gerenzano, la carta la acquisto da aziende di Verona e Bologna, mentre l’inchiostro a Lainate. Oggi, però, esistono prodotti che non trovi più in piccole quantità e qui mi gioco la carta dell’e-commerce. Comunque, ho sposato i miei fornitori: tra noi c’è un patto di fedeltà basato sulla fiducia».

SENSIBILITA’ E IMPROVVISAZIONE: LA GRAFICA E’ UN’ARTE
E i collaboratori? «Il lavoro di grafica e stampa è particolare perché, anche di fronte alle nuove tecnologie (che a volte tendono ad appiattire le capacità individuali), è sempre una forma d’arte. Capita, a volte, di rubare i dipendenti da altre realtà perché sai quanta fatica costa la formazione interna partendo da zero: per raggiungere il giusto mix tra capacità e qualità, ci vogliono tra i cinque e i sette anni di affiancamento ad un senior. Però, questo lavoro si basa anche, e tanto, sulla predisposizione personale: la singola persona deve essere capace di improvvisare e deve dimostrare una certa sensibilità. Infine, deve lasciare la sua impronta. Come si dice, “metterci del suo”. Comunque, ai miei collaboratori – otto in totale - chiedo prima di tutto di essere sempre molto attenti e di poter dare il massimo della qualità in un tempo sempre più ristretto: non c’è via di scampo».

I CONCORRENTI SONO COLLEGHI E LA IA E’ COME TERMINATOR
Tra fornitori, dipendenti e “guerra dei prezzi” Fabio Caregnato parla di concorrenza: «I concorrenti li considero colleghi, e accetto il fatto che la concorrenza si fondi sulla velocità. Anche quando un cliente arriva con un prodotto “da internet”, noi lo fidelizziamo con una consulenza ad ampio raggio, ovviamente anche estetica. Scommetto sul rapporto umano, anche se so che l’Intelligenza Artificiale cambierà le regole del gioco: è un’evoluzione di questo mondo così come lo è stato l’E-book. Però, non per questo la pubblicazione dei libri cartacei è diminuita. Sono un appassionato di Terminator e ho fiducia nel progresso, ma temo che un giorno la IA possa sostituire la persona umana. Anche nel settore tipografico arriveranno le macchine auto-apprendenti e, già da oggi, i dati elaborati dai macchinari vengono conservati per poi poter migliorare i lavori successivi: lo scatto in avanti sarà continuo».

LA VITA DELL’IMPRENDITORE E’ FATTA DI SCELTE
Digitale o tradizionale? «Entrambe: il 40% del lavoro con il digitale e il restante con i mezzi tradizionali. A volte mi concedo anche il bello del bello di questo lavoro: rilegare libri a mano. Quella dell’imprenditore è una vita di scelte: siamo stati tra i primi, in Italia, ad eliminare le sostanze chimiche all’interno dell’azienda. Poi, usiamo il digitale ad acqua senza solventi e carta certificata Fsc, che proviene da foreste gestite in modo responsabile. Ma, come dicevo, tendo a razionalizzare».

Come cavalcare le onde del mercato