La mia impresa è l’isola che non c’è. Né bandi né ristori, noi siamo “gli invisibili”?

La mia impresa è l’isola che non c’è. Né bandi né ristori, noi siamo “gli invisibili”?

TQ Drums

info@tqdrums.com

L’azienda, perché dopo quattro anni di investimenti, prove, assestamenti e innovazioni continue, una azienda lo è diventata a tutti gli effetti, si chiama TQ Drums (Testa Quadra Drums, dove drums sta ovviamente per tamburi). Il titolare, Luca Galmarini, dal quartier generale di via Trombini a Gallarate ha brevettato, testato e sviluppato i suoi prodotti per quattro anni prima di decidere di lanciare a tutti gli effetti il sogno di una vita: il progetto TQ.

Tale progetto poggia principalmente su due brevetti che lo contraddistinguono a livello mondiale, ovvero: Qua-Drum  la grancassa quadrata e il Quadratura system soluzione che prevede, per il resto dei fusti del set di batteria, quattro angoli interni di 90° in una forma esterna tonda. Non avendo uguali sul mercato il grosso del lavoro si è concentrato sulla messa a punto e ottimizzazione del manufatto e del suono.

FAR SOPRAVVIVERE L'AZIENDA
«Ho iniziato a lavorare nel 2012 a un prototipo che, con il tempo, si è evoluto fino a quando nel 2016 mi sono convinto che potesse essere sottoposto alla prova del mercato». Sul calendario, l’anno cerchiato con la matita rossa era il 2020: «Ho investito tutto per partire proprio nell’anno più sbagliato della storia recente. Ma chi mai avrebbe potuto prevedere quanto è accaduto…?» si domanda oggi l’imprenditore, che s’è visto sfumare causa pandemia un tour in conservatori portoghesi e spagnoli oltre a un paio di fiere europee che avrebbero dovuto svolgersi tra marzo e settembre. «Niente da fare tutto fermo». Così, i risparmi messi da parte per il lancio dei prodotti, finiscono nell’azienda, con l’obiettivo di farla sopravvivere nell’attesa di tempi migliori.

«L’emergenza è, però, andata avanti oltre ogni mia aspettativa e oggi mi sento un po’ un Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento». Quanti sforzi, ammette Galmarini, per far passare un concetto innovativo nell’unico anno in cui è ormai da mesi impossibile caricarselo in spalla per mostrarlo a chiunque si mostri interessato. L’ultimo episodio in tal senso s’è verificato qualche giorno fa, quando un operatore piemontese ha chiesto informazioni, ma la zona rossa ha messo di nuovo Galmarini all’angolo: spostamenti vietati. «Sono un liutaio italiano, ho investito in Italia, tutte le parti del mio prodotto sono costruite tra la Bergamasca, il Veneto e Milano e qui a Gallarate io mi occupo dell’assemblaggio. Ho puntato sul made in Italy ma, in cambio, non ho avuto nulla».

IL PARADOSSO DELLA CHIAVE
Non un bando al quale appoggiarsi («mancava sempre qualche requisito») e non un ristoro. E qui il paradosso diventa marchiano. Lo racconta lo stesso Galmarini: «Per il lancio del 2020 mi ero anche inventato un gadget per batterie a forma di aereo ovvero una chiave di accordatura magnetica ispirata alle tradizioni aeronautiche del varesotto». Un gadget, anche in questo caso, rigorosamente Made in Italy nella fabbricazione oltre che nell’identità, che Galmarini mette sulla piattaforma di Amazon. «Volevo fosse un prodotto a corredo del progetto, accessibile che aiutasse a far conoscere il marchio TQ ma, nei fatti, ad essere venduta è stata perlopiù la chiave, che come previsto mi ha garantito un piccolissimo introito. Nulla di che, ma abbastanza per raggiungere il famoso paradosso di cui sopra: quel guadagno, seppur minimo, rispetto ai non guadagni degli anni precedenti, esclude la TQ Drums dagli interventi di sostegno varati dal Governo.

Come dire: niente perdita di fatturato, niente aiuti. E così l’imprenditore s’è tirato su di nuovo le maniche, per tentare di non chiudere l’avventura dell’impresa Gallaratese. Ma l’amaro in bocca, quello è rimasto, eccome: «Chi investe, punta sul made in Italy, brevetta un prodotto innovativo ma non può dimostrare una perdita di fatturato finisce in un limbo per la normativa nazionale: io sono l’isola che non c’è, esisto solo per le tasse e per le utenze, ma non per ricevere quel supporto che, immagino, necessiterebbe anche ad altre aziende nella mia stessa situazione». Un “buco normativo”, azzarda Galmarini, a detrimento di chi si sente una goccia nell’oceano. 

«I miei investimenti sono tutti documentati e documentabili, compreso i brevetti, eppure non c’è norma che li riconosca». L’imprenditore fa un parallelo con la guerra, alla quale molti riconducono il periodo che stiamo vivendo: «Guerra per tutti, ma per un quarto del Paese è guerra durissima. Mi riferisco a tutti coloro che non guadagnano da mesi: so bene che “il sano si annoia al malato”, ma bisogna trovare un modo per affrontare anche questo problema». Perché nel rischio imprenditoriale, che Galmarini ha ben chiaro in testa, la variabile Covid nessuno, ma proprio nessuno, avrebbe mai potuto prevederla.

Una grancassa al quadrato