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CREDITO: LA LIQUIDITÀ PER ORA C'È, MA MANCANO GLI INVESTIMENTI
Le imprese non stanno programmando i processi di trasformazione fondamentali per rimborsare il debito contratto con le banche nel 2020. E questo perché hanno paura e regna l’incertezza. Il che produce anche l'immobilizzazione dei capitali. In questo momento le Pmi chiedono soprattutto consulenza e problem solving, ma la liquidità che hanno in pancia deve essere usata. Come? Per esempio, per ricapitalizzarsi e riorganizzare la propria struttura finanziaria (ma non solo): scelte che aiutano le aziende a costruire un ponte con le banche e a diventare più competitive. Gli approfondimenti QUI.
FATTURATO IN CROLLO PER IL COVID
La fatturazione elettronica monitora il calo di fatturato che hanno registrato le imprese durante la pandemia. I dati raccolti dal Ministero dell’economia e delle finanze con riferimento agli imponibili Iva, e riportati da Italia Oggi, si riferiscono al periodo gennaio-novembre 2020 ma descrivono il fenomeno in modo interessante: le partite Iva hanno subito un calo del fatturato dell’11,5%, mentre le persone fisiche si sono fermate a -5,3%. Servizi di alloggio e ristorazione fanno -40,3%, le attività sportive -27,1%, le costruzioni -4,5%, le forniture di energia elettrica -20,6%, le attività assicurative -21,1% e le agenzie di viaggio -20,3%. Il calo di affari in Lombardia registra -12,7%.
PIL ITALIANO IN CALO: INDIETRO DI 23 ANNI
Lo certifica l’Istat e ne scrive il Corriere della Sera: «L’effetto Covid spinge l’economia italiana indietro di 23 anni. La ricchezza prodotta nel nostro Paese nel 2020 scende a quota 1.572 miliardi, la peggiore performance dal 1997. Il Prodotto interno lordo (Pil) cala di 150 miliardi rispetto al 2019; in termini di volumi si tratta di una flessione dell’8,9%. Il debito pubblico italiano sale a 2.569 miliardi, il 155,6% del Pil. Nel 2019 era al 134,6%». Ma la pandemia ha fatto aumentare anche la pressione fiscale complessiva al 43,1%. A livello mondiale si sono registrate circa 1.000 miliardi di dollari di perdite sui crediti nel triennio 2020-2022, il 2% del Pil mondiale.
BONUS PUBBLICITA’: POSSIBILE PRENOTARE IL CREDITO 2021
Lo si legge sul Sole 24 Ore: «Fino al 31 marzo 2021 è possibile inviare la “Comunicazione per la fruizione del credito di imposta per gli investimenti pubblicitari” al Dipartimento per l’informazione e l’editoria. La comunicazione serve per prenotare il bonus per l’anno 2021. Il bonus per gli anni 2021 e 2022 potrà essere goduto anche in relazione agli investimenti sulle emittenti tv e radio locali». Ne possono beneficiare le imprese e i lavoratori autonomi, «nonché gli enti non commerciali che effettuano campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica anche online e sulle tv e radio locali, analogiche o digitali».
IL BONUS IN RICERCA E SVILUPPO SI PUO’ COMPENSARE
«Arriva il codice 6938 per compensare in F24, in tre rate annuali, i crediti di imposta per la ricerca e sviluppo e attività assimilate», scrive il Sole 24 Ore. Per le spese sostenute nel 2020, l’utilizzo scatta dal 2021. A prescindere dalla tipologia di credito e dalla relativa misura, «si utilizzerà il codice 6938 con anno di riferimento corrispondente a quello di maturazione del credito». Ricordiamo che per la ricerca e sviluppo il credito passa dal 12% al 20%; per l’innovazione tecnologica (credito riconosciuto separatamente) dal 6% al 10%; per l’innovazione tecnologica per obiettivi digitali 4.0 e obiettivi di transizione ecologica si passa dal 10% al 15%.