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Mobilità avanzata, primi endorsement: la Regione c’è ma Varese deve scegliere la strada

Mobilità avanzata, primi endorsement: la Regione c’è ma Varese deve scegliere la strada

Un partner autorevole, uno spazio per essere sperimentato, un modello da replicare. Nella tavola rotonda del convegno di presentazione ufficiale di Confartigianato Imprese Varese e The European House – Ambrosetti, il progetto dell’hub della mobilità avanzata ha già ottenuto dei “like” di peso. Incassando la disponibilità di Regione Lombardia a giocare un ruolo e quella del Jrc di Ispra ad offrire uno dei propri “Living Labs” per la sperimentazione delle nuove tecnologie e soluzioni per la mobilità, ma anche la testimonianza di un’esperienza di successo da replicare, come quella della Motorvehicle University dell’Emilia Romagna.

MOBILITA' AVANZATA VIDEO

L’assessore regionale all’ambiente Raffaele Cattaneo, che rimarca la propria “varesinità” al pari di quella del Ceo di The European House Ambrosetti Valerio De Molli e del moderatore del convegno Gianfranco Fabi, assicura che «la Regione Lombardia può giocare un ruolo, favorendo questa iniziativa ma non sostituendosi al territorio». Quella dell’hub della mobilità avanzata, insomma, deve essere innanzitutto «una proposta del territorio», una provincia che ha bisogno di «tornare alla capacità di pensare in grande con idee nuove che sfidano il futuro». Proprio come quelle di Caproni con le “macchine volanti” più di 100 anni fa, da cui nacque la “provincia con le ali” o quelle di chi, un secolo fa, decise di far arrivare qui «la prima autostrada d’Europa».

LO SVILUPPO SOSTENIBILE VA SCELTO
Per arrivare a questo traguardo, Cattaneo delinea un percorso a step: prima di tutto «lo sviluppo sostenibile va sceltoe non accadrà per inerzia. È l’unica strada per crescere, e va scelta tra le alternative possibili, che sono la decrescita felice e un modello di sviluppo tradizionale in cui noi forti nel passato ma non ci garantirà nel futuro. Dobbiamo cambiare, e uscire dalla comfort zone, altrimenti rischiamo una crisi che qui picchierà più forte che altrove».

Poi «serve una visione che traguardi una scelta di specializzazione, una strategia di smart specialization, che richiede una scelta a monte delle tecnicalità. E la mobilità avanzata forse non è l’unica ma è una prospettiva percorribile». Con la consapevolezza che, suggerisce l’assessore, «dev’essere disegno imprenditoriale ma anche delle istituzioni, della comunità fatta dalle istituzioni elettive ma anche dalle realtà intermedie e dalle associazioni di categoria e sindacali». A maggior ragione se si considera che il Recovery Fund «è un’opportunità, forse è l’unico treno che passerà», su cui la stessa Lombardia, con le regioni del Bacino Padano, sta già ragionando, per inserire «nel piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) del Recovery Plan un’iniziativa sul tema della qualità dell’aria, innanzitutto sostenendo forme di mobilità meno impattante».

IL JRC HA GIA’ ACCESO I MOTORI DELLA RICERCA
Maria Alonso Raposo, analista dei trasporti del JRC di Ispra della Commissione Europea
, offre l’opportunità dei «Living Labs, spazi di innovazione aperta per guidare la transizione verso la mobilità sostenibile, uno strumento molto potente per sperimentare e testare le nuove tecnologie e le nuove politiche prima di applicarle su larga scala». Si tratta di iniziative promosse dal JRC per il «coinvolgimento attivo dei cittadini fin dall’inizio del processo, con l’applicazione di processi di co-creazione, e dei diversi stakeholder», che rappresentano «una nuova forma di policy making basata sul coinvolgimento dei cittadini, ma anche di supporto alle startup e alle piccole e medie imprese nello sviluppo delle loro soluzioni». Tanto che, tra le applicazioni “Living Labs for Future Urban Ecosystems”, che toccano da vicino il tema della mobilità avanzata, ci sono una app innovativa per il trasporto condiviso, una piattaforma veicolare robotizzata ed elettrica e un robot autonomo per le consegne dell’ultimo miglio, mentre nel programma di lavoro del JRC sono previsti focus group sui veicoli connessi e autonomi, il progetto Horizon2020 SHOW e servizi basati sui droni (tra cui il monitoraggio del traffico).

L’ESEMPIO DELLA MOTOR VALLEY ITALIANA
Un modello da cui prendere spunto per lo sviluppo dell’hub della mobilità avanzata è quello della Motorvehicle University dell’Emilia Romagna (Muner), presentato con la testimonianza di Riccardo Rovatti, professore di elettronica all’università di Bologna e coordinatore di uno dei tre corsi di laurea attivati: «Un’esperienza replicabile con successo – rivela – all’inizio la negoziazione non è stata facile, ma con il coordinamento della Regione Emilia-Romagna, siamo riusciti a federare i principali quattro atenei della regione e a metterli in cooperazione con le maggiori aziende della nostra Motor Valley, costituendo nel 2017 un consorzio a puro scopo formativo in ambito. Si sono così potuti creare corsi di studio di laurea magistrale effettivamente progettati insieme alle aziende, con docenti che provengono dalle aziende e con i ragazzi il più possibile impegnati in laboratorio».

Una sfida che ha prodotto esiti «estremamente soddisfacenti per le aziende, che s’impegnano a trovare agli studenti un tirocinio ad altissima specializzazione». L’obiettivo è “disegnare” «la figura dell’ingegnere automotive di domani, che deve essere un ingegnere di sistema, che vede il veicolo come sistema».