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Il bello (e la qualità) del made in Italy in Oman. Tris di aziende con Artser per la sfida dell’export

Il bello (e la qualità) del made in Italy in Oman. Tris di aziende con Artser per la sfida dell’export
Oman

La cosa bella del Made in Italy è che tutto il mondo lo sa, e lo apprezza. Forse anche più di quello che facciamo noi in patria. La fiera Idf Oman, acronimo di Interior Design Furnishing Expo, è iniziata lunedì 5 febbraio e andrà avanti fino al 7. Si tratta dell’allestimento dedicato ad espositori nazionali ed internazionali del settore arredamento per la casa, finiture d’interni, attrezzature indoor e outdoor, luxury lifestyle, tessile, illuminazione, arredobagno e ristrutturazione. Lo Stato della Penisola arabica, isola felice per moltissimi motivi (non tutti ovvi) attira espositori da dovunque. Tutti sono unanimi sul cercare i nostri prodotti. Matteo Campari, export specialist di Artser, interprete e mediatore, rappresenta tre imprese: Paral, Manufatti Epis e Almar. La milanese Paral è specializzata nel parquet, nella posa dei pavimenti in legno, e per essa era la prima volta. Manufatti Epis è di Arcisate, in provincia di Varese, e realizza manufatti in cemento in esecuzione standard o su misura. Almar, invece, arriva da Gavirate rielabora il concetto di design nello spazio bagno.

Quello di Campari è il solito diario di bordo frenetico, quasi sussurrato al telefono tra una sollecitazione e l’altra. Tra l’arrivo nei padiglioni già roventi ai tropici nonostante sia febbraio, una chiamata di qui, una di là, gli altoparlanti che chiamano chissachì in una lingua difficile da comprendere. Lui ragiona col fuso orario dell’Oman, più tre rispetto a noi. Parla di «tantissimi visitatori che si alterneranno dal 5 al 7, i tre giorni canonici di una fiera che non ha smesso di crescere e che rappresenta il mondo dell’arredamento d’interni».

Oman

Qui si gioca di squadra, e le aziende prima di partire hanno potuto capire l’importanza dell’evento grazie alla presentazione dei contatti acquisiti negli anni scorsi, dal 2019, quando (con l’ovvia pausa Covid) le aziende d’eccellenza italiane hanno iniziato a piantare la bandierina qui. «Si compra, in Oman – prosegue l’esperto – con la soluzione “chiavi in mano”, quindi con l’arredamento già completo. Il Made in Italy è riconosciuto in ogni caso». Proprio dieci minuti prima della telefonata qualcuno gli aveva detto «i prodotti italiani sono i migliori».

Così, con responsabilità e orgoglio, mentre si pensa ai prodotti made in China che coi 50 gradi estivi dell’Oman si sciolgono (ora ce ne sono trenta, si sta benissimo) si comprende che il design non è tutto. Conta la sapienza, la qualità dei nostri imprenditori, quelli che lo fanno da sempre e tramandano il mestiere adeguandosi ai tempi. La ricerca è quella dell’alta qualità da parte di gente disposta a spendere che vive in un Paese sicuro, tollerante, felice. Dove atterrando si vedono queste montagne altissime in cui il sole adempie all’ultimo dovere della sua giornata tingendole di rosso fuoco.