Recovery Plan: cosa è, cosa prevede e quando arriveranno le risorse. Dopo l’ok europeo

Recovery Plan: cosa è, cosa prevede e quando arriveranno le risorse. Dopo l’ok europeo

Recovery Plan: quali i tempi, quando le decisioni, quando l’arrivo delle prime risorse? Il termine ultimo per presentare il Piano alla Ue – la dotazione è di 310 miliardi di euro – è il 30 aprile. La corsa contro il tempo è già cominciata e, a breve, il Recovery approderà in Commissione alla Camera con l’obiettivo di arrivare a metà febbraio in Aula.

TEMPI STRETTI
Bisogna fare in fretta, perché il percorso è ancora lungo tra discussione e voto in Parlamento, provvedimenti integrativi e confronto con imprese e sindacati. la data non è ancora stata fissata. Da non dimenticare, poi, il ruolo chiave della Ue: la Commissione ha a disposizione due mesi per dare l’ok, il Consiglio ha 4 settimane per dare il suo benestare e 1 mese è il tempo che occorre al Comitato economico e finanziario per dare la sua risposta a Bruxelles. In ultimo, il passaggio più delicato è proprio l’analisi da parte della Commissione europea perché la quota prefinanziata, da versare al momento del benestare al Piano, è del 13%. I fondi dovranno essere distribuiti ai Paesi entro la fine del 2026.

LE MISSIONI
Il Piano si articola in sei missioni, che rappresentano “aree tematiche” strutturali di intervento:

  • Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica
  • Infrastrutture per una mobilità sostenibile
  • Istruzione e ricerca
  • Inclusione e coesione
  • Salute

 

  • Nella missione digitalizzazione rientra la digitalizzazione dei servizi dello Stato ai cittadini, lo sviluppo di metodi di pagamento digitalizzati, così come l’implementazione della sicurezza nella gestione di dati sensibili. Per quanto riguarda la cultura, sono stati inseriti interventi per la riqualificazione urbana, il progetto speciale Roma Caput Mundi (in vista del Giubileo 2025) e il progetto Cinecittà per il cinema.
    Sul fronte delle imprese si è potenziato il Piano Transizione 4.0. In quest’ottica, gli incentivi fiscali inseriti nel Recovery sono riservati alle imprese che investono in beni strumentali, materiali ed immateriali, necessari ad un’effettiva trasformazione digitale dei processi produttivi, nonché alle attività di ricerca e sviluppo connesse a questi investimenti. Si prevedono inoltre progetti per sostenere lo sviluppo e l’innovazione del Made in Italy, delle catene del valore e delle filiere industriali strategiche, nonché la crescita dimensionale e l’internazionalizzazione delle imprese, anche attraverso l’utilizzo di strumenti finanziari a leva.
  • La missione Rivoluzione verde e transizione ecologica si pone, come obiettivo, quello di migliorare l’Italia sotto il punto di vista ecologico ed energetico. Piste ciclabili, rimboschimento e gestione del ciclo dei rifiuti sono alcuni degli obiettivi.
    Sul fronte delle imprese: c’è la proroga del Superbonus al 110% fino al 2022. Un capitolo fondamentale è: “Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici”. Punta all’efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico e privato con contestuale messa in sicurezza e digitalizzazione delle strutture. Priorità sarà data alle scuole, agli ospedali e alle case di edilizia popolare.
  • Sul fronte di Infrastrutture e mobilità sostenibile, arriveranno risorse per ferrovie e strade, per rafforzare le reti di comunicazione e mobilità, per la manutenzione e la messa in sicurezza di ponti e viadotti.
  • L’Istruzione punta sul raccordo tra mondo della scuola, università e lavoro, sulla ricerca, sul potenziamento degli asili nido e dei servizi per l’infanzia e sul miglioramento della formazione e del sistema di reclutamento dei docenti.
  • Nella missione Inclusione e Coesione un ruolo centrale lo occupano donne (con il superamento del gender gap) e giovani. Con il potenziamento del servizio civile universale con la stabilizzazione dei posti annui, risorse per le persone che si trovano in situazione di fragilità e per i disabili, per sostenere le famiglie e la genitorialità.
    Sul fronte del lavoro: il rafforzamento delle politiche attive del lavoro e della formazione di occupati e disoccupati, l’aumento dell’occupazione giovanile di qualità attraverso il rafforzamento del sistema duale, il sostegno all’imprenditoria femminile come strumento di autonomia economica.
  • Missione Sanità: l’obiettivo è quello di creare un sistema di prossimità, con il potenziamento delle strutture sul territorio e della telemedicina. Le “case della Comunità” saranno il punto di riferimento per l’assistenza integrata.