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Superbonus e attestato Soa: «Un’altra barriera burocratica per l’80% delle Pmi»

Superbonus e attestato Soa: «Un’altra barriera burocratica per l’80% delle Pmi»

Solo le imprese edili in possesso dell’attestato Soa potranno realizzare lavori di importo superiore ai 516mila euro sfruttando l’agevolazione del 110%: lo dice un emendamento al decreto legge Ucraina approvato dal Parlamento. Immediata la posizione di Confartigianato: «Con questa decisione si esclude circa l’80% di micro e piccole imprese dal mercato della riqualificazione edilizia introducendo nuove e incomprensibili barriere burocratiche. Una norma inopportuna, quindi, che costituisce un principio inaccettabile: quello di estendere al settore privato l’attestazione Soa, un sistema pensato per i lavori pubblici. Qualcosa che non ha nulla a che fare con la qualificazione delle imprese».

Ricordiamo che la certificazione delle Società organismi di attestazione (Soa) è obbligatoria per poter partecipare alle gare d’appalto per lavori pubblici e attesta e garantisce il possesso, da parte dell’impresa edile, di tutti i requisiti previsti dalla attuale normativa in ambito di Contratti Pubblici di lavori.

Obbligo Soa dal 1° gennaio 2023
L’obbligo dell’attestazione Soa scatterà dal 1° gennaio 2023 (ma entrerà a pieno regime dal luglio 2023) e sarà valido solo per i lavori di importo superiore ai 516mila euro. Nel dettaglio:

Dal 1° gennaio 2023 al 30 giugno 2023, per poter accedere al Superbonus e alle altre agevolazioni edilizie le imprese dovranno:

  • Possedere, al momento della sottoscrizione del contratto di appalto o subappalto, la qualificazione Soa prevista dall’articolo 84 del Codice Appalti
  • Possedere, al momento della sottoscrizione del contratto di appalto o subappalto, un contratto con uno degli enti certificatori per il rilascio dell’attestazione Soa. In quest’ultimo caso, per il riconoscimento degli incentivi è necessario che all’impresa sia stata rilasciata l’attestazione della qualificazione.

Dal 1° luglio 2023, i lavori con il Superbonus e gli altri bonus edilizi potranno essere svolti solo da imprese che, al momento della sottoscrizione del contratto, siano in possesso della qualificazione Soa.

Confartigianato: «Così si rallentano i lavori. Serve una nuova legge»
Secondo la Confederazione, invece, «servirebbe una legge in grado di riconoscere il profilo professionale e i requisiti delle imprese edili. Perché anche nel settore pubblico le Soa non hanno dimostrato particolare efficacia, e non hanno alcuna utilità nel contrasto delle frodi». Insomma, l’emendamento avrà un solo effetto: rallentare ancora una volta l’esecuzione dei lavori con Superbonus e aprire un business rilevante alle società che rilasciano le attestazioni.

La soglia dei 70mila euro
Con un altro emendamento, invece, si è lavorato su un altro vincolo: quello che impone la sottoscrizione del contratto dell’edilizia alle imprese che svolgono lavori di importo superiore ai 70mila euro. Il governo sottolinea che «il vincolo si applica alle opere il cui importo risulti complessivamente superiore» a quella cifra. Inoltre, l’obbligo di applicazione dei contratti collettivi si riferisce unicamente ai soli lavori edili e non ad altre lavorazioni o impianti.

Cessione crediti: in attesa del testo definitivo del decreto Aiuti
Nel testo del decreto sarà inserita la previsione che la cessione dei crediti ai clienti qualificati delle banche (imprese di investimento o di assicurazione, fondi pensione, organismi di investimento collettivo, investitori istituzionali, imprese di grandi dimensioni) potrà avvenire in qualsiasi momento, quindi anche prima che si esauriscano le tre cessioni. Per quanto riguarda “cosa cedere”, il Ministero dell’Economia e delle Finanze non riconosce il frazionamento del credito all’interno dello stesso anno, ma permette la cedibilità relativa a un solo anno. Una circolare dell’Agenzia delle entrate delimiterà il circuito di applicazione.