Hardblock: le fascette speciali che tengono insieme l’economia

Hardblock: le fascette speciali che tengono insieme l’economia

Hardblock Srl

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Si vedono ovunque e le si usa per gli usi più diversi, ma Renato Franceschi – titolare della Hardblock di Solbiate Arno – dice che «basta aprire il cofano di un’auto per rendersi conto di quante fascette stringi tubo ci siano». E quante se ne utilizzino in tutto il mondo.


IMPRENDITORE A 40 ANNI CON UN PRODOTTO CHE NON HA CONFINI
Nel 1964, come dipendente di un’azienda leader del settore, si accorge del potenziale di un prodotto che non ha confini. E così, in fabbrica dall’età di quindici anni, prende confidenza non solo con i ritmi di lavoro ma anche con i cambiamenti di un mercato che lo porta, ormai quarantenne, all’idea che dà una svolta alla sua vita: «Le fascette che vedete sui pali telefonici escono quasi tutte dalla Hardblock e devono essere certificate e capitolate. Ho capito che i margini per fare un buon prodotto c’erano, e mi sono buttato». Grazie ad un amico nel settore degli stampi, Renato Franceschi inizia a produrre uno stringi tubo molto più lungo di quello disponibile sul mercato e con una cremagliera molto più ampia: all’inizio lo utilizzano solo due imprese al servizio della Telecom. Poi, siamo passati ad articoli speciali ponendoci sempre la stessa domanda: chi sono i nostri clienti e a cosa servono i nostri prodotti?».

DALLA FASCETTE PER LE BANCHE AI COLLARI PER I FUSTI: QUI SI FISSA DI TUTTO
Tra fascette di nylon per le banche e collari per i fusti, «l’impresa nasce nel 1992 grazie alla paura di non farcela – continua il titolare – e dall’articolo che non c’è ma che, a volte, prende forma dall’assemblaggio di altri prodotti già esistenti. Seguire le richieste del cliente aiuta, ovviamente, a raggiungere il risultato: così ecco gli stringi tubo lunghi tre o anche cinque metri usati, soprattutto, per l’impiantistica di aerazione e l’industria chimica. Ma è anche capitato di realizzare fascette che invece di stringere dovevano allargarsi e spingere verso l’esterno». Il must di questo imprenditore è arrivare allo studio e alla realizzazione di articoli che possano soddisfare ogni esigenza dei sistemi di fissaggio: dalle fascette a vite senza fine Hardflex, con vite di messa a terra o a nastro continuo Rollflex ai collari Hardplus a sgancio rapido, collari calibrati o a scatto Snapring. E, ancora, fascette bifilari con e senza vite, per marmitte auto, nastro pieno TB, nylon PA 6.6, anelli riapribili, tranciatura e lavorazione della lamiera, prototipi anche per piccole serie.

I CLIENTI NON ME LI CERCO MA ARRIVANO. E ME LI TENGO STRETTI
Dotata di presse che vanno da dieci a 160 tonnellate, dotate di asservimenti automatici per produzioni medio-alte, dal 2014 l’azienda di Solbiate Arno produce in collaborazione con il gruppo MFG anche contenitori industriali IBC pieghevoli con controllo di temperatura integrato (prodotto brevettato) e sacchetti asettici e BIB (Bag In Box) per alimenti e vino.
Da sessant’anni nel settore, Franceschi ha fatto il grande passo per una semplice ragione: «Da dipendente, a livello dirigenziale, facevo cose sulle quali a volte qualcuno aveva da ridire. Da imprenditore, invece, riesco ancora a fare ciò che dico. Ma in tutta onestà, se fossi giovane un’azienda non la aprirei: le soddisfazioni personali sono tante, è vero, ma quelle economiche sono un po' meno perché l’artigiano vive bene ma nulla di più».
Nonostante tutto, Franceschi i clienti non se li cerca ma arrivano. E sono anche di dimensioni importanti: «Qualche collega mi chiede come riesco ad arrivare a certe imprese, e io penso sempre che sia merito di quei prodotti speciali che non trovano altrove. Poi, se riesci ad infilarti nella “casa” dei clienti con i prodotti giusti non è escluso che tu riesca a vendergli anche qualche prodotto più commerciale. Gli stessi che trovano sul mercato».

SOLO 10 AL GIORNO, MA SONO TUTTI PRODOTTI SPECIALI
La Hardblock, riconosciuta per la sua capacità di realizzare ciò che altri non sanno fare, pensa quindi anche in termini commerciali con fascette che «esteticamente sono più belle rispetto a quelle del passato ma che, nella loro funzionalità, sono uguali a quelle di sessant’anni fa». Però, l’importante è distinguersi: «Lo standard lo lascio alle grosse imprese dove si schiaccia il bottone e la macchina parte: così si fanno anche 30mila fascette al giorno. Invece, qui alla Hardblock a sera capita a volte di averne realizzate poco più di dieci. Ma sono del tutto particolari. Per esempio, quella che tiene insieme due pezzi di legno, oppure gli stringi tubo per i carburatori delle moto da corsa. Inoltre, qui si lavora con stampi utili per realizzare piccole serie e che poi si lasciano in un angolo anche per mesi». Le fascette sono targate Hardblock «anche se spesso, e non ho mai pensato fosse così importante, il mio brand non compare». Il segreto di questo imprenditore? «Partendo dal disegno del cliente cerco di capire sempre come posso risolvere i problemi che mi vengono posti. Però, fare uno schizzo sulla carta può essere facile, mentre mettere in produzione un pezzo non lo è affatto».

Hardblock: ecco come nascono le fascette speciali