Il cuore d'acciaio della Cermesoni: storia di una famiglia che vuol crescere con i giovani

Il cuore d'acciaio della Cermesoni: storia di una famiglia che vuol crescere con i giovani

Cermesoni Srl

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Basta una parola: cuore. Quello umano, dei fratelli Cermesoni, Roberto e Claudio, e quello d’acciaio – le sfere – che sta all’interno delle valvole petrolifere. Perché proprio sulle sfere gira il business della Cermesoni Srl, azienda leader di Besnate che, nella sua lunga storia, ha raccontato con i prodigi del fare i grossi cambiamenti del settore metalmeccanico. A dirlo sono Roberto e Claudio: «I distretti delle affettatrici, delle bilance e delle macchine da cucire ci hanno permesso di conoscere dal di dentro le dinamiche del lavoro. Le stesse nelle quali si è sempre mosso papà Carlo: a lui si deve la prima officina meccanica, fondata nel 1955 con un socio. Ma è grazie alla moglie, Gina Giudici, se nel 1967 nasce la Cermesoni Carlo in una corte lombarda nel centro di Albizzate». Paese nel quale si trovano due “satelliti” importanti del mondo imprenditoriale Cermesoni; la vecchia officina, che si concentra sui pezzi di dimensioni più ridotte, e un ampio insediamento nel quale si realizzano altri componenti per le sfere. Spazi organizzati, macchine all’avanguardia, tanti giovani in azienda.

FARE SEMPRE MEGLIO: DA “IMPRESA DI ZONA” A “IMPRESA INTERNAZIONALE”

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Una storia di resistenza, proprio come lo era quella di papà Carlo, ma anche di inventiva e scommessa quotidiana con i mercati che oscillano tra le richieste serrate dei clienti, le commodities energetiche e l’andamento altalenante delle materie prime: la maggior parte proviene da Germania e Danimarca. Un’ispirazione al «fare sempre meglio» che si ritrova in quella vita vissuta di Carlo, ritratta nelle sfumature seppiate di una sua vecchia foto da giovane che i figli mostrano con orgoglio: tuta blu e mano ferma sul tornio. Ma di quella foto colpisce lo sguardo, basso e concentrato sul pezzo. E’ lo stesso che hanno Roberto e Claudio quando si parla di quella che è l’imprenditoria italiana: «Dopo il servizio militare siamo entrati in azienda, abbiamo piazzato il primo tornio a controllo numerico e ampliato il capannone. Poi, nel 2004, abbiamo cambiato sede, in via Per Gallarate a Besnate, e ci siamo trasformati da “impresa di zona” a “impresa internazionale” entrando nel settore delle valvole in un momento in cui i valvolieri non sapevano quasi cosa fossero i centesimi. Unità di misura che noi, invece, conoscevamo benissimo grazie alla nostra esperienza nel settore della meccanica generale».

GLI ITALIANI, ELITE NELLE SFERE. TRA INGEGNERIA E QUALITA

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Da qui è tutto un crescendo, perché dai primi, quattro clienti – che per la Cermesoni Srl sono ancora un punto di riferimento – si è passati ad un gruppo più esteso di imprese che hanno permesso ai fratelli di affinare sempre più la produzione. Che raggiunge anche Israele, Francia, Inghilterra, Germania, Olanda. Con quel plusvalore, tutto italiano, di cui la Cermesoni Srl è impresa leader riconosciuta ovunque perché, sottolineano Roberto e Claudio, «l’Italia rappresenta l’elite nella produzione delle sfere: qualità e ingegneria fanno parte del nostro dna». Quello che il mondo ci invidia e che, anche volendo, non riesce a copiare.

CONTRO LA CORROSIONE ACCIAI E LEGHE SPECIALI: COSI’ SI DIVENTA BEST PEROFRMING SUPPLIER

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E’ tutta una questione di grandezze. Perché qui non spaventano né il micro (diametro di 10 millimetri) e né il macro con quel metro di diametro che giganteggia nelle macchine di fresatura. Dove i sensi dell’uomo – vista, tatto, olfatto – entrano nella logica della sincronizzazione meccanica dove i materiali, anch’essi, sono l’élite di quanto si possa usare: dall’acciaio Alloy 20 al neonickel Monel 400, dal titanio alla lega nickel-cromo dell’Inconel e su fino alla lega Hastelloy. Tutti in grado di resistere alla corrosione più dura per i settori del food, Gas & Oil, nucleare. Con una tolleranza, nella produzione, vicina allo zero che è punto fermo quando si parla, con Roberto e Claudio, di quei particolari per sommergibili che qui si affinano con una cura che nasce da un rapporto quasi privilegiato tra uomo e macchine. Che porta a riconoscimenti importanti come quel “Best Performing Supplier 2013” consegnato alla Cermesoni da un cliente inglese.

MARK MOHAN E IL FASCINO DELLA MECCANICA: «QUI E’ COME STARE IN FAMIGLIA»

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Ma la forza d’urto di quest’azienda è prodotta da un “motore” fatto dalla collaborazione tra vecchie e nuove generazioni: «Quindici dipendenti, dai 20 ai 45 anni di età, tra i quali tre ragazzi assunti freschi di diploma all’Itis. Perché il vero tecnico che porta avanti l’economia italiana è colui che lavora sulle macchine utensili», dicono i fratelli Cermesoni. Come lo è anche Mark Mohan, quarantenne inglese – di padre irlandese – che la grinta se la porta nel sangue. Entusiasta di natura, è arrivato giovanissimo in Italia e non l’ha più lasciata. E della Cermesoni dice: «Qui è come stare in famiglia». In azienda è ormai un punto di riferimento, e il perché lo capisci quando ti avvicini a lui, pochi passi dietro la sua postazione al centro di fresatura: Mark non lavora il pezzo, ma lo coccola. Quando ti parla di quello che sta accadendo all’interno della macchina, sembra racconti la storia di qualcosa di grande che gli appartiene.

SEMPRE ALLA RICERCA DI GIOVANI, MA SPESSO MANCA LA “GENETICA FAMIGLIARE”

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Di collaboratori come Mark Mohan, e dei giovani che fanno parte della Cermesoni – una azienda famigliare nel senso più compiuto del termine perché qui lavorano anche mogli, nipoti e figli – se ne avverte un bisogno continuo: «Siamo sempre in cerca di personale – sottolineano Roberto e Claudio – ma a molti ragazzi di oggi manca la “genetica” famigliare. Nel senso che non hanno respirato in famiglia ciò di cui è fatto il lavoro manuale: nostro papà era meccanico, e quel dna un po’ ci appartiene. Poi, i problemi si risolvono sempre perché tra gemelli le decisioni si prendono insieme e l’equilibrio si trova. E’ una questione di prospettive mentali. Cosa ci fa andare avanti? La sfida di trovare nuovi clienti e l’acquisto di nuovi macchinari. Ma oggi i clienti chiedono una qualità sempre maggiore e a prezzi sempre più bassi. Anni fa era maggiore lo stimolo di fare sempre di più».

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Il cuore d'acciaio di Besnate

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